un bambino arriva in spiaggia, col babbo

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La foto della vergogna? Basta – bortocal

 

la foto della vergogna.

se è una foto della vergogna, perché la ripubblichi?

per una volta approvo le tue parole, ma non la scelta di ripubblicare quella foto.

quel bambino è una persona e non vi è nulla di così intimo, di così privato nella vita di una persona che la sua morte.

la morte di una persona, per chi crede, dovrebbe essere così sacra come la sua vita.

e per chi non crede a nulla di più sacro della vita umana stessa, è sacra lo stesso.

quella foto è un insulto a lui, ai suoi genitori, a chiunque gli abbia voluto bene: quindi anche a me.

non riesco, da ateo, ad accodarmi al disprezzo per la vita umana così evidente, come nell’uso che i media si permettono di fare della morte altrui, così come spesso, cinicamente, anche della vita degli altri.

. . .

fa da spunto a questo post un mio commento ad un blog di integralisti cattolici

che ha ripubblicato la foto de piccolo annegato siriano di Bodrum.

intitolando La foto della vergogna.

. . .

io trovo che la vergogna sia duplice:

prima costringiamo questa gente a fuggire dalle proprie case per salvarsi la vita.

le responsabilità sono anche nostre…

e poi fotografiamo la loro morte per ripulire la nostra coscienza di complici con una commozione effimera e senza effetti.

da qui

 

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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