Un e-book per conoscere il colonialismo italiano in Africa

Anna Di Sapio e Marina Medi presentano il loro libro che è scaricabile gratuitamente dalla rete (*)

Che cosa è stato il colonialismo italiano? Quali conseguenze (molte delle quali durano ancora oggi) ha portato? Perché gli italiani sanno così poco di questa parte del loro passato? Perché nei media il tema è praticamente assente e anche i manuali di storia vi fanno solo qualche breve accenno? Quali stereotipi descrivono anche oggi l’italiano nel suo rapporto con l’Africa e gli africani? Anna Di Sapio e Marina Medi hanno cercato di rispondere a queste domande con l’e-book Il colonialismo italiano in Africa tra passato e presente (2020).

«Siamo partite dall’ampia ricerca storiografica che, dopo anni di silenzio, ha affrontato questa pagina della storia italiana, ma abbiamo voluto scrivere un libro accessibile, sia nel linguaggio che nella lunghezza, a tutti coloro che vogliono sapere qualcosa in più sulle colonie italiane e il loro lascito senza dover accedere alla letteratura specialistica.

In particolare abbiamo pensato a un testo utile alle scuole, perché riteniamo i manuali e i programmi scolastici tra i principali responsabili della rimozione del passato coloniale italiano. Proprio pensando a un possibile utilizzo scolastico, abbiamo inserito note esplicative e domande che guidino gli studenti nella lettura. Ovviamente il lettore adulto può ignorare queste parti didattiche che appaiono alla fine di ogni capitolo».

Per leggere un e-book occorre avere sul proprio computer un programma di lettura apposito. Ne esistono diversi, scaricabili gratuitamente dal web come: Calibre;  EPUB File Reader;  FBReader; Adobe Digital Editions.

Buona lettura!

Per scaricarlo, clicca QUI

(*) da https://www.storieinrete.org. Anna Di Sapio e Marina Medi hanno pubblicato – nel 2009 da EMI – «Il lontano presente. l’esperienza coloniale italiana. Storia e letteratura tra presente e passato».

Fin dall’inizio in “bottega” abbiamo ospitato documenti e riflessioni sul colonialismo italiano e sulla sua ombra lunga. Se il nome di Omar al Mukhtar – per fare un solo esempio di verità storiche rimosse o travisate – non vi dice nulla guardate cosa abbiamo scritto su di lui e sul suo carnefice, quel Rodolfo Graziani al quale è stato costruito (ad Affile) un “sacrario” – cioè uno schifezzario – con i soldi pubblici. [db]

 

La Bottega del Barbieri

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