Un Marte-dì con Hitler e altri “nazionalsocialisti”

Cosa è veramente accaduto fra il 1953, il 2015 e il 2017

1953-1955

Chi abitualmente legge fantascienza ricorderà che l’austriaco Adolf Hitler nel 1919 si trasferì a New York dove lavorò saltuariamente, fra l’altro come traduttore e illustratore. Nel 1932 Hitler divenne illustratore fisso per svariate riviste di science fiction. Ormai padrone della lingua inglese, nel 1935 esordì come autore di fantascienza. Morì nel 1953. Due anni dopo, alla World Science-Fiction Convention, gli venne assegnato il Premio Hugo “postumo” per il romanzo «Il signore della svastica», da lui ultimato poco prima di morire. (*)

Nei 5 anni successivi alla morte di Hitler «la popolarità acquisita» dal suo ultimo romanzo «è indiscutibile» fra gli appassionati di fantascienza ma anche «presso svariati gruppi e organizzazioni come la Legione Cristiana Anticomunista e i Cavalieri Americani del Bushido». (**)

2015

Esiste un legame fra quanto seminato da Adolf Hitler con «Il signore della svastica» e quanto accaduto 60 anni dopo ai Premi Hugo? La domanda è lecita perché nel 2015 due gruppi “di pressione” – Rabid Puppies e Sad Puppies 3 – si sono organizzati per reclutare votanti di estrema destra «estromettendo praticamente ogni altro candidato dalle finali del premio Hugo. Così trionfano autori maschilisti, cristiani oltranzisti, omofobi e di estrema destra (***).

2017

Le due brevi “narrazioni” che avete letto qui sopra sono entrambe vere, ambedue false oppure una appartiene al cosiddetto mondo reale mentre l’altra è di fantasia? Probabilmente chiunque passi da codesta “bottega” è in grado di fornire la risposta giusta con una minima percentuale di errori per occasionale ubriachezza. Non giurerei invece sull’esito se interrogassi un campione casuale di italiane/i con una domanda del tipo «Adolf Hitler era uno scrittore di fantascienza?»… visto che nel 2009 al quesito «chi ha ucciso Giacomo Matteotti?» un bel po’ di già laureate/i in Scienze Politiche – se devo credere al quotidiano «La repubblica» (****) e simili – rispose «le Brigate Rosse».

Ancora 2017

In questi giorni – intendo nel mio 2017 che forse è anche il vostro ma chissà – se andate in una edicola italiana con 6,90 euri vi portate a casa le 264 pagine dell’Urania Collezione numero 172 che si presenta così: Norman Spinrad «Il signore della svastica», nuova traduzione integrale (questa è di Annarita Guarnieri, quella dell’edizione Longanesi, che a suo tempo avevo letto, era di Lella Costa). E qui codesto post si biforca: si “incammini” sul sentierino A chi ha già letto «Il signore della svastica» mentre si dirigano verso il sentierino B tutte le persone che non lo conoscono e adesso però si sono incuriosite… meglio se leggono poca o niente fantascienza. Non è previsto un “sentierino C” ma se fra voi c’è chi vuole indicarlo… ospito volentieri quest’aggiunta.

Il sentierino A

Ho due domandine/domandone per voi: ricordate che impressione vi fece a suo tempo? Secondo voi cosa aveva in testa Norman Spinrad quando lo scrisse? Grazie se mi rispondete in “bottega”.

Il sentierino B

Sapendo poco o nulla di Spinrad – e magari della fantascienza – ma avendo capito dalla copertina che Adolf Hitler non è l’autore del romanzo con che stato d’animo avete iniziato il libro e come siete arrivate/i alla fine? Se non avete sbirciato le ultime pagine prima del tempo… finito il romanzo che sensazioni vi hanno dato la «postfazione alla seconda edizione» e la breve nota di Giuseppe Lippi intitolata «Sogni di ferro per Norman Spinrad». Che osservazioni avete sulla trama, sullo stile, sulla provocazione (o gioco?) di fondo? Ah, vi siete fatti la domanda di cosa penserebbe del romanzo uno dei tanti – purtroppo – ragazzotti fascio/confusi che potrebbe leggerlo attirato da titolo e copertina? Grazie se mi rispondete in “bottega”.

Non finisce qui?

Se alcune persone che si incamminano per i suddetti sentierini avranno voglia di chiacchierarne, io sono qui e vi dico le mie impressioni della prima e della seconda lettura; credo che si chiami “dibattito” – e sia quasi il contrario del monologo – ma potrei sbagliare.

(*) notizie riprese dalla nota «Sull’autore» inserita in apertura delle diverse edizioni de «Il signore della svastica»

(**) così si legge nella «Postfazione» [o «Nota»] del 1959 «alla seconda edizione» de «Il signore della svastica» dove Homer Whipple si dilunga sulle «palesi allusioni e simbolismi fallici» del romanzo, sulla «violenza presente nel libro» che «rasenta i livelli psicotici», sull’assenza di personaggi femminili, sui brevi legami avuti in Germania dal giovane Hitler con «un piccolo partito radicale noto come nazionalsocialista, scomparso intorno al 1923», sulla «sua intensa e continua devozione alla causa dell’anticomunismo», sulle ossessioni di «una Germania mai esistita» e infine sulle «ossessioni secretive e fecali» che abbondano sin dalla prima pagina a caratterizzare gli “impuri” mutanti contrapposti alla «purezza genetica» di ogni «verouomo».

(***) cfr qui in “bottega”: Che brutta aria tira nella galassia Hugo, il mio I nazifascisti conquistano la Galassia? e L’anno della locusta di Alessandra Daniele.

(****) cfr qui “Matteotti? Fu ucciso dalle Brigate rosse” | Bologna la Repubblica.it

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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