Una sentenza che racconta gli orrori in Libia

di Sarita

E’ uscita la sentenza per il caso Vos Thalassa. E’ importante leggerla e vedere i commenti: andate su https://saritalibre.it.

 

alexik

2 commenti

  • sergio falcone

    Non credo alla giustizia degli uomini,…

    “ ‘La legge è uguale per tutti’ … Farabutti!”, Giorgio Caproni

    … e a nessuno mi affido. Non so se esista una giustizia divina, è ancora tutto da verificare.

    Non credo al carcere,… dio ne scampi e liberi, e nemmeno alla validità di una pena, ma una cosa è certa. Tutti i governi sono responsabili di crimini contro l’umanità.

    La professoressa Giuseppina Moretti, la mia insegnante di italiano alle scuole medie, ci diceva di leggere, di non separarci mai da un buon libro. Di fronte agli scossoni della vita, avremmo sempre trovato delle indicazioni e conforto.
    Lo chiamano “darwinismo sociale”, un concetto ripugnante. A pagare sono sempre gli ultimi. All’ingiustizia, ingiustizia di classe e di condizione materiale, nessuno mai ha posto rimedio, nemmeno i rivoluzionari, cara “intelligenza” di sinistra tutta. A chi è giovane, e a chi non lo è, consiglio La Storia. Uno scandalo che dura da diecimila anni, di Elsa Morante. Possibilmente in una delle primissime edizioni. La Giulio Einaudi editore ha come censurato la copertina, nelle edizioni successive. E la copertina è parte integrante del testo.
    Nell’edizione del 1974, collana Gli Struzzi, prezzo duemila lire – Elsa volle che il libro uscisse in economica perché avesse la più ampia diffusione – c’era una foto di Robert Capa, un corpo abbandonato senza vita sulle pietre, e il sottotitolo. Oggi, se ben ricordo, c’è la prefazione di Cesare Garboli, ma foto e sottotitolo sono spariti.
    Evidentemente qualcuno, in casa editrice, li ha giudicati troppi radicali. Questo libro, come altri del resto, dopo la buriana dei rumorosi anni ‘70, doveva essere denaturato e reso inoffensivo. E venduto al mercato.
    Non tutto e’ limpido, nemmeno nella mitica Casa Einaudi. Un esempio. La nota introduttiva a La rivoluzione liberale di Piero Gobetti, a firma dell’indimenticabile Gaspare De Caro, e’ anch’essa sparita e, al suo posto, gli scritti di una studiosa e di Paolo Spriano, personaggio organico al Pci. Sulle nefandezze delle case editrici e degli ambienti intellettuali, esiste una vasta letteratura. Ai più queste faccende non interessano. Non interessa la sorte di tanti innocenti – … ma la vita non e’ sacra?… – figuriamoci quello che accade nelle redazioni…

  • Giuseppe Chimisso

    Caro Sergio falcone,
    grazie del Tuo commento solo condivisibile e grazie ancora di avere ricordato Gaspare De Caro, vero gigante intellettuale che non si è mai piegato alle logiche del potere , di qualsiasi potere politico – culturale; ho avuto il piacere di conoscerlo molti anni addietro attraverso Suo figlio Roberto, altro amico e solido pensatore.
    Distinti saluti,

    Giuseppe Chimisso

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