Uno di questi Marte-dì nell’universo

1) Gli in-vasi comunicanti; 2) «Innovazione pop», intrecci fra scienza e fantascienza nel gomitolo dei domani possibili; 3) Il trofeo Rill.

1 –

Come sa chi passa da qui il Marte-dì è felicemente invaso ma nessuna/o si lamenta, anzi. Torna la saga dei «cyborghesi», resistono sia le interviste spasariane che l’astrofiloso mentre oggi un misterioso FeFaFo – in arrivo dal futuro – “atterra” alle 16. Oggi niente recensioni del db: è una delle rare settimane (2 o 3 ogni 52?) nelle quali non ho letto o riletto fantascienza e dintorni. Però occhio al punto seguente.

2 –

C’è un domani possibile nel quale la scienza e la migliore fantascienza sono più sorelline che mai, dove la seconda serve per capire meglio la prima ma soprattutto molte persone vanno a esaminare i semi (buttando via quelli guasti, è ovvio) dell’intreccio tra fantasia, scienza e tecnologie. Trovo finalmente il tempo per scrivere qualcosa su un bel saggio letto a fine dicembre: «Innovazione pop» mi è stato regalato – da un Marco (grazie) che è un seme fin dal cognome – proprio con un occhio al Marte-dì del blog. Sto parlando di un libro di Paolo Magaudda nel 2012 per Il mulino (164 pagine con alcune preziose foto, 14 euri) nella collana “Tecnologie: diritto, etica e società” con il sottotitolo «Nanotecnologie, scienziati e invenzioni nella popular culture». Non condivido sempresempresempre lo sguardo di Magaudda o gli esempi che sceglie ma il libro è intelligente, piacevole, utilissimo. Vi raccomando la 3B ovvero tre riferimenti fondamentali a James Ballard, al vecchio Bacone e a Jean Baudrillard i quali in qualche modo srotolano un filo per ben girare nel labirinto. C’è ovviamente Philip Dick con una citazione illuminante ripresa dall’ormai celebre «Come costruire un universo che non si disfi in un paio di giorni») e vale riportarla: «Oggi viviamo in una società in cui osserviamo realtà spurie manipolate dai media, dal governo, dalle grandi aziende, da gruppi religiosi e politici […] Dunque io mi chiedo nei miei libri: cosa è reale? Perché noi siamo incessantemente bombardati da pseudo-realtà create da persone molto sofisticate che usano dispositivi elettronici altrettanto sofisticati. Io non diffido delle loro ragioni, diffido del loro potere. Loro ne hanno molto ed è un potere sorprendente: quello di creare interi universi, universi della mente». Per la precisione: l’«oggi» dickiano era il 1978… ma dopo 37 anni, cioè nel nostro oggi, questo ragionare mi sembra confermato quasi a ogni istante.

Qualche cenno – inevitabilmente veloce – alla struttura del libro. Dopo una interessante introduzione sull’«immaginario tecnoscientifico come “spazio liminale”» Magaudda divide il libro in quattro capitoli. «Rappresentazioni della scienza, popular culture e fantascienza», «Nanovisioni: le nanotecnologie nei film di fantascienza», «La scienza in vendita: scienziati e invenzioni nella pubblicità», «Tecnoscienza, innovazione e nuovi oggetti mediali: dalle Apple a Silicon Valley» per poi concludere con alcune pagine su «Le interfacce culturali fra scienza e società». Inutile, in questo blog, recuperare l’elogio della fantascienza. Ma cosa intendiamo per «popular culture»? L’autore ricorda che «anche in inglese la definizione non è affatto scontata» e si presta ad almeno quattro differenti “radici”. D’altro canto è evidente che «Star Trek» o certi fumetti, che la pubblicità e alcune idee-base della fantascienza alimentano l’immaginario di massa. Di più: citando Donna Haraway vale ricordare che «il confine tra fantascienza e realtà sociale è un’illusione ottica». Senza mai annoiare ed evitando i rischi dell’ovvio, Magaudda scava a esempio nelle due categorie di base – «lo scienziato buono» e «lo scienziato pazzo» – e poi nei «6 archetipi dello scienziato nella cultura popolare». E davvero (un solo esempio, ripreso sempre dal primo capitolo) si è incerti fra lo sghignazzare e il tremare leggendo che nel 2002 il Mit utilizza un fumetto “supereroistico” per sostenere «un progetto di ricerca presentato dall’esercito americano, successivamente finanziato per 50 milioni di dollari». Ma, come ricordavo in blog a proposito del libro di Ivar Ekeland, le alternative sono sempre possibili, la scienza non è necessariamente nemica del progredire umano e alleata dei guerrafondai; ma fra noi e i molti “domani” migliori di questo c’è l’ostacolo di un potere (armato) da sradicare.

3 –

XXI Trofeo RiLL, il miglior racconto fantastico. Scadenza: 30 marzo 2015

Le iscrizioni per il XXI Trofeo RiLL sono aperte sino al 30 marzo 2015.

Il Trofeo RiLL è uno dei maggiori concorsi letterari italiani per racconti fantastici ed è bandito dal 1994 dall´associazione «RiLL Riflessi di Luce Lunare», col supporto del festival internazionale Lucca Comics & Games e della Wild Boar Edizioni.

Possono partecipare al Trofeo RiLL racconti fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, tutte le storie che siano, per trama o personaggi, “al di là del reale”.

A ogni edizione del concorso partecipano, da alcuni anni, 200-250 racconti, provenienti dall´Italia e dall´estero. Nel 2014, per l´edizione del ventennale, hanno partecipato 345 racconti, scritti da autori residenti soprattutto in Italia, ma anche in Australia, Uruguay, USA e Paesi dell´Unione Europea.

I migliori racconti del XXI Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza nessun costo/ contributo per i rispettivi autori) nella prossima antologia del premio (collana “Mondi Incantati”, ed. Wild Boar).

Il racconto primo classificato sarà inoltre tradotto e pubblicato:

– in Irlanda, sulla rivista di letteratura fantastica «Albedo One» (già vincitrice dell’European Science Fiction Award come migliore rivista del settore);

– in Spagna, su «Visiones», l´antologia annuale dell´AEFCFT (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror).

All´autore del racconto vincitore andrà un premio di 250 euro.

La selezione dei racconti finalisti sarà curata da RiLL: tutti i racconti partecipanti saranno letti e valutati in forma anonima, considerando in particolare l´originalità della storia e la qualità della scrittura. La giuria del Trofeo RiLL sceglierà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare sull´antologia 2015 della collana “Mondi Incantati”.

Sono giurati del Trofeo RiLL, fra gli altri, gli scrittori Donato Altomare, Pierdomenico Baccalario, Mariangela Cerrino, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Mongai, Massimo Pietroselli e Sergio Valzania; gli accademici Arielle Saiber (Bowdoin College, Boston, Usa) e Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma); e i giornalisti e autori di giochi Andrea Angiolino, Beniamino Sidoti e Renato Genovese (quest´ultimo anche direttore del festival internazionale Lucca Comics & Games).

Per maggiori informazioni sul XXI Trofeo RiLL si rimanda al bando di concorso e al sito di RiLL: http://www.rill.it e trofeo@rill.it

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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