Vaccinazioni, libertà e repressione

Aperta sul forum di «Medicina Democratica» una discussione sulla obbligatorietà dei vaccini. E il 3 giugno a Firenze convegno di MD sulla libertà di cura.

ECCO LA SECONDA LETTERA DI DARIO MIEDICO ALL’ORDINE DEI MEDICI DI MILANO IN OCCASIONE DELLA SUA CONVOCAZIONE IL PROSSIMO 20/05/2017.

Emergenza vaccinazioni? No! Emergenza democrazia.
Dopo pochi mesi dall’aver ricevuto da parte dell’Ordine dei Medici di Milano la Medaglia per il raggiungimento dei 50 anni di iscrizione all’Ordine, il sottoscritto si è visto recapitare in sequenza prima l’invito a comparire il 27/1/17 dinanzi al presidente dell’Ordine stesso per chiarimenti riguardo le proprie posizioni in merito alle vaccinazioni e, tre mesi dopo, la comunicazione di un vero e proprio avvio di procedimento disciplinare a causa delle stesse.
In realtà da ben quarant’anni espongo le mie posizioni critiche sulle modalità e sulla quantità di vaccinazioni che vengono imposte in Italia a bimbi di tenerissima età, non solo in centinaia di conferenze, dibattiti, articoli, ma anche in decine e decine di relazioni quale CTP a favore di altrettante famiglie i cui componenti, in modo spesso gravissimo, sono stati colpiti da patologie manifestatesi poco dopo una vaccinazione e che io non ho avuto difficoltà a definire “reazioni avverse” , argomentazioni che in diversi casi sono state riconosciute tali anche dalle successive sentenze formulate sulla base della Legge 210/92.
Non varrebbe la pena di commentare un tal comportamento, che qualche studioso di psichiatria potrebbe ritenere “interessante” sotto il profilo clinico, se non fosse che questo episodio si inserisce in un contesto che, curiosamente, coincide con il momento in cui l’Italia, sotto l’egida dell’OMS, è stata nominata capofila delle politiche vaccinali di più di 40 paesi del mondo.
Il problema è che questo ruolo, sicuramente interessante e meritevole di investimenti di ogni sorta, invece di essere svolto con una attenzione particolare verso quei luoghi del mondo dove effettivamente situazioni di denutrizione, inquinamento, estrema povertà, scarso accesso ai farmaci e altre condizioni particolari quali guerre in corso, carestie e sottosviluppo endemico creano le condizioni ottimali per uno sviluppo epidemico di patologie infettive, che in altri luoghi, non così svantaggiati, non assumono questa caratteristica, è stato rivolto verso l’interno del paese, laddove invece i livelli di igiene e salute e copertura vaccinale sono alti, ed inoltre le cure a disposizione sono immediatamente disponibili e talune di queste patologie sono scomparse da decenni.
Ma l’aspetto maggiormente preoccupante è che la metodologia assunta pare essere solamente l’esempio, e per dimostrare al resto del mondo la capacità di aumentare ulteriormente nel nostro paese i livelli di copertura vaccinale, invece di utilizzare strumenti di informazione e convinzione vengono applicati metodi coercitivi per la popolazione e repressivi nei confronti dei medici dissenzienti.
Il documento della FNOMCEO del luglio 2016 sulle vaccinazioni (https://portale.fnomceo.it/fnomceo/show … ?id=149850) innanzitutto, ma anche il programma vaccinale 2016/2018 che dal dr. Vittorio Demicheli della Cochrane Collaboration Vaccines Field (http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art … fresh_ce=1) è stato definito una fotocopia dei desiderata della grande industria farmaceutica, nonché una serie di leggi regionali che impongono l’esibizione dell’attestato di vaccinazione, alcune addirittura anche per le vaccinazioni facoltative, per poter far accedere ai nidi e alle scuole materne i minori, e non ultima la radiazione del dr. Gava, cui potrebbe far seguito quella del sottoscritto, dimostrano quanto sopra affermato.
Non v’è chi non veda che la discussione, a questo punto, non è più, sempre che lo sia mai stata, sulle vaccinazioni, sulla loro indubbia utilità ma in condizioni che le richiedano, sulla possibilità di reazioni avverse, conosciute ed anche attese se vi è una legge che prevede uno specifico risarcimento per coloro che ne sono vittime, sull’opportunità di aumentare o diminuire quelle obbligatorie (alcuni paesi europei non ne prevedono alcuna forzata), ma si è spostata sulla eliminazione dei diritti: quello delle famiglie a poter scegliere se accettare o meno la proposta vaccinale senza subire ricatti, quello dei medici di poter esprimere il proprio convincimento in merito senza venire sanzionati o radiati, quello dei media a fare informazione a 360 gradi senza vedersi censurare i programmi tv o gli articoli, quello delle associazioni a poter organizzare discussioni e proiezioni pubbliche senza essere ostacolati in ogni modo.
In realtà questa falsa contrapposizione che trasforma una discussione in una contrapposizione tra tifoserie è puramente mediatica, poiché la scienza sa benissimo che quando i meccanismi di un processo di interazione tra un farmaco (e tra questi i vaccini)ed il corpo umano ricevente non sono ancora adeguatamente conosciuti è necessario ricorrere ad ulteriori studi, che si appoggiano anche alla statistica ed all’epidemiologia, studi che porteranno inevitabilmente a risultati anche apparentemente in contraddizione fra loro, ma che in realtà sono complementari perché approfondiscono situazioni specifiche a dimostrazione che la reazione di un organismo può essere diversa da quella di altri, perché non solo non siamo tutti uguali ma anche specifiche condizioni del momento possono portare a risultati opposti.
Basti pensare, ad esempio, che non tutti coloro che fumano si ammaleranno di cancro, che talune terapie su alcuni hanno un effetto e su altri no, così come altre producono solo in una limitata percentuale di pazienti effetti collaterali.
Di tutto ciò gli scienziati (ed i medici tra loro) sono perfettamente consapevoli, e proprio per questo la percentuale di coloro che si vaccinano tra gli addetti ai lavori è estremamente bassa (http://www.adnkronos.com/salute/sanita/ … KhSbJ.html), mentre la classe politica sembra l’unica a non accorgersene.
Non posso quindi che richiamare integralmente quanto già scritto al Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano dr. Carlo Rossi in data 20/1/17, ribadendo che la mia presenza all’incontro del 20 maggio p.v. sarà dovuta al rispetto che porto a tutti i Colleghi, ma che rifiuterò di partecipare nel ruolo di vittima sacrificale ad un processo che, non avendo io causato danno ad alcun paziente ed essendo basato solamente sulle mie convinzioni, non può non riportare alla mente i roghi dell’inquisizione che ritenevo sepolti dal tempo.
Contemporaneamente non posso rinunciare a rilevare che, alla mia età (76 anni) qualunque provvedimento disciplinare sarà inefficace e quindi esclusivamente simbolico, ma la riduzione dei diritti che sta colpendo tutti è ben più preoccupante e non può non allarmare chiunque abbia a cuore i valori in base ai quali, oltre settant’anni fa, venne varata la nostra Costituzione Antifascista, costruita col sacrificio di migliaia di vite.
dottor Dario Miedico
Milano, 5 maggio 2017

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(*) ripreso da «Medicina democratica»

Libertà di cura, convegno a Firenze il 3 giugno

Libertà di cura: una scelta europea. Convegno il 3 giugno a Firenze. Nell’attuale clima di tensione e pensiero unico nel campo della medicina e della salute, è necessario lasciarsi alle spalle le battaglie ideologiche e puntare a una seria riflessione collettiva e a una rinnovata consapevolezza. Convegno nazionale il 3 giugno a Firenze. Ingresso gratuito. Ha come titolo “Libertà … Leggi tutto.

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Redazione
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3 commenti

  • Esprimo la mia solidarietà a Dario Miedico; gli ordini dei medici stanno peraltro andando in ordine sparso; qualcun ha adottato provvedimenti disciplinari qualcun altro invece, quantomeno nella figura del presidente come è accaduto a Bologna, ha preso posizioni critiche contro l’approccio al problema con prassi di tipo coatto o ricattatorio;
    alcune questioni sono abbastanza chiare:
    1) la questione costi/benefici va affrontata non solo vaccino per vaccino ma persona per persona e purtroppo non esistono mezzi predittivi circa le reazioni del singolo
    2) il calcolo costi/benefici deve essere inquadrato in ognuno dei diversi contesti socioambientali; mi pare si possa dire che 10.000 vaccini contro il morbillo messi a disposizione di una area connotata da povertà e denutrizione possano “produrre” maggiori risultati positivi che non in aree socio-economicamente più avanzate
    3) i dati disponibili sugli effetti collaterali dei vaccini sottostimano fortemente l’entità del fenomeno delle reazioni avverse
    4) per decenni la sanità pubblica ha avuto un approccio coatto ala gestione dei vaccini anche contro palesi evidenze che indicavano più congrua una gestione fondata sul consenso (vedi quello che accadeva con i vaccini anti-tifo)
    5) il continuo ed eccessivo supporto “artificiale” non rischia passivizzare e ridurre le difese immnunitarie naturali? Peraltro a quanti vaccini (numericamente parlando) potremmo arrivare col tempo? Uno per ogni malattia? Siamo sicuri che il sostegno artificiale per la difesa contro alcune “impigrisca” la reazione alle altre malattie contro le quali non si è vaccinati?

    Sappiamo ancora troppo poco sui vaccini; anche , ma non solo per questo, occorre escludere ogni approccio autoritario che è comunque iniquo oltre a non avere a supporto “motivazioni scientifiche”;

    peraltro cosa si aspetta il ceto politico (lo stesso che ai bambini vaccinati coattivamente impone di bere acque “potabili” con amianto);
    facciamo il caso che con questi obblighi ricattatori riescano a tenere fuori dalla scuola pubblica una certa percentuali di bambini ;

    poi organizzeranno parchi giochi e autobus separati per vaccinati/non vaccinati?

    Stiamo andando in una direzione pericolosa;
    poi una domanda all’ordine dei medici di Milano:ha mai sanzionato un medico che abbia omesso di segnalare alla procura della repubblica casi di malattia professionale/lesione o omicidio colposo?

    Come mai queste attenzioni nei confronti di Dario Miedico che ha semplicemente rappresentato una visione della medicina fondata sulla ragionevolezza e sulla partecipazione/consensualità della persona ?

    Discutiamo ma evitiamo processi fuori dalla storia.
    Un cordiale saluto a Dario.

    Vito Totire

  • Daniele Barbieri

    sabato 20 maggio dalle 9,30 a sostegno di Dario Miedico presso l’Ordine dei medici di Milano, fermata MM2 S.Ambrogio.
    COMUNICATO DI MEDICINA DEMOCRATICA:
    Il 20 maggio Dario Miedico, tra i fondatori di Medicina Democratica e da 40 anni consulente di parte di moltissimi genitori di minori colpiti da reazioni avverse a vaccinazione, verrà ricevuto dal presidente dell’Ordine dei Medici su convocazione del Consiglio di Disciplina che lo ha sottoposto a procedura disciplinare per le sue note posizioni critiche relative alle modalità con le quali il trattamento sanitario costituito dalle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate viene proposta (e imposta) nel nostro Paese. Medicina Democratica, che dalla sua fondazione si batte per una medicina dalla parte delle persone, libera da interessi corporativi ed economici, svincolata dal potere e partecipata, sostiene il Dr. Dario Miedico nelle sue convinzioni ma prima ancora nel suo diritto di esprimerle.
    SABATO 20 MAGGIO DALLE ORE 9,30 PRESSO L’ORDINE DEI MEDICI DI MILANO
    PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ AI MEDICI SOTTO INCHIESTA PER LE LORO IDEE
    Concentramento fermata MM linea 2 S. Ambrogio
    Sono invitati tutti i cittadini ed i sinceri democratici a manifestare per dire:
    No A UNA NUOVA INQUISIZIONE
    Sì ALLA LIBERTÀ DI SCELTA TERAPEUTICA
    No A QUALUNQUE COSTRIZIONE RELATIVA ALLE VACCINAZIONI
    Sì ALLA LIBERTÀ DI PENSIERO E ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE
    Sul sito di MEDICINA DEMOCRATICA la lettera del presidente di Medicina Democratica onlus che definisce la posizione a sostegno di Dario Miedico.

  • Daniele Barbieri

    COMUNICATO DI “MEDICINA DEMOCRATICA”: si è svolto un partecipato presidio (circa 150 persone) nelle immediate vicinanze della sede dell’Ordine dei medici di Milano in sostegno della libertà di espressione di Dario Miedico e di chiunque altro sul tema dei vaccini e non solo. Il presidio avviene poco dopo l’annuncio della “stretta” sulle vaccinazioni nel disegno di legge del governo: da 4 a 12 vaccini obbligatori, salate multe e niente asilo nido per chi non si adegua (sulla scuola dell’obbligo non è chiaro cosa sia stato deciso). Una pessima legge che fa ballare di gioia solo le case farmaceutiche; la mobilitazione in contrasto è iniziata. Dario Miedico ha presentato le sue difese nel pomeriggio, il comitato disciplinare si è riservato alcuni giorni per la decisione. – 20 maggio 2017

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