Vegetarians do it better

di Francesco Masala (*)

Era da molto tempo che si aspettavano i risultati della prima grande ricerca, come dire, criminologico-alimentare.

 

In Germania è apparsa la prima sintesi dei risultati, quasi tre mesi fa, ma ancora nessun giornale italiano ne ha scritto, chissà perché.

La ricerca consiste in questo: negli ultimi cinque anni, in Germania, sono stati correlati ai reati contro le persone le abitudini alimentari dei “delinquenti”.

Secondo uno studio dell’Università di Jena nel 2013 ci sono stati in Germania 7 milioni di consumatori che rinunciano a carne e pesce, che corrisponde all’8,5% della popolazione (si precisa che vegetariani e vegani, per semplicità sono stati messi insieme, chiamandoli vegetariani, e basta, senza altre distinzioni, a fini statistici).

I risultati della ricerca sono davvero importanti:

chi ha un’alimentazione vegetariana ha commesso reati contro la persona nella misura dello 0,9%, per essendo i vegetariani ormai l’8,5% della popolazione.

Cioè, la probabilità che un vegetariano usi armi, o comunque violenza fisica, è circa 10 volte inferiore rispetto alla loro quota sul totale dei cittadini.

Le prime reazioni non si sono fatte attendere.

Le agenzie matrimoniali nell’ultimo anno hanno avuto un boom di richieste, soprattutto da parte delle donne, che i partner siano preferibilmente vegetariani, quando non solo esclusivamente e da quest’anno nei loro moduli appare la casella sul regime alimentare (vegetariano, vegano, o consumatore di carne).

Vandana Shiva ha affermato che si sapeva che era così e che non poteva essere diversamente; ha auspicati che uno studio di questo genere si faccia in molte altre parti del mondo e che spera sia un aiuto a uno stile di vita diverso, più rispettoso del pianeta e delle creature animali.

Per una volta musulmani ed ebrei sono stati d’accordo, in due  comunicati separati hanno ribadito che le regole halal e kosher continueranno come sempre, è Dio che le ha fissate.

I cattolici vegetariani si dicono contenti dei risultati di questa ricerca, e ricordano che Dio disse: “Ecco, Io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo” (Gen 1,29).

Waterfootprint.org ricorda quanto un’alimentazione vegetariana sia necessaria per non consumare l’acqua potabile del pianeta.

L’Associazione Vegetariana Italiana ricorda, a proposito della ricerca tedesca, che Albert Einstein adottò una dieta vegetariana, come ebbe modo di dire: “per ragioni etiche oltre che salutistiche”. Era profondamente convinto che il vegetarismo avrebbe avuto un influsso decisivo per cambiare in meglio le sorti dell’umanità.

 

(*) «Nella prefazione a “Le folgori d’agosto” (edizione Vallecchi 1973) alla domanda sul perché scrive Jorge Ibargüengoitia ha confessato che scrive un libro ogni qual volta desidera leggere un libro di Ibargüengoitia, che è il suo scrittore preferito. Quella lettura fu una folgorazione, da allora ogni volta che voglio leggere qualcosa di veramente bello e interessante che non riesco a leggere da nessuna parte, me la scrivo da me, anche perché non è mica facile per gli scrittori sapere quello che voglio leggere io».Francesco Masala si presenta così. Aggiungo solo che una delle sue frasi preferite è «La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta» di Theodor W. Adorno. (db)

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

  • Molto interessante. Lo dico seriamente perchè anche io (da una decina d’anni) limito al massimo il consumo di carne e pesce. Naturalmente ci sono “eccezioni”: ovvero carnivori miti e vegetariani violenti. Tanto per dirne uno, Hitler.

  • Francesco Masala

    l’eccezione conferma la regola, no? 🙂

    • No, la regola produce l’eccezione. In molti campi, se non in tutti, il concetto di mutazione opera con modalità apparentemente irreffenabili.

      Ma forse sbaglio, forse nel caso specifico occorre parlare di ereditarietà, piuttosto che di mutazione vera e propria. Il ritorno in un individuo dei millenni di aggressività carnivora, che ha prodotto un’ideologia adeguata a se stessa. E che in Hitler appare concentrata, quasi allo stato puro.

      Ma forse sbaglio, forse nel caso specifico occorre parlare di stato mentale alterato…

      Ma forse sbaglio, forse nel caso specifico occorre evocare l’influenza della mente collettiva, grande discarica dei pensieri (anche di ferocia) dell’intera umanità.
      Ma forse sbaglio…
      Perdonate, sono un fan della fantascienza, con un pizzico di deformazione professionale.
      Ma forse sbaglio, sono solo un bastian contrario che…
      Vabbé basta, bisogna avere pietà del prossimo.

  • Francesco Masala

    diceva Jorge Ibargüengoitia:
    “ogni volta che voglio leggere qualcosa di veramente bello e interessante che non riesco a leggere da nessuna parte, me la scrivo da me, anche perché non è mica facile per gli scrittori sapere quello che voglio leggere io”

    ecco, ispirandomi al grande Jorge Ibargüengoitia, ho provato a scrivere un articolo che vorrei leggere 🙂

    sarà fantascienza, o l’ho solo scritto con qualche anno d’anticipo? 🙂

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