Ventimiglia: il bar solidale di Delia

Un appello e l’articolo di Melting Pot

Abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per impedire la chiusura del Bar Hobbit di Ventimiglia, centro di solidarietà e antirazzismo alla frontiera francese. Da anni il Bar é il luogo di riferimento per le centinaia di rifugiati bloccati in condizioni disumane sul confine. Delia, proprietaria del bar, distribuisce vestiti, un pasto caldo, caricabatterie, un bagno attrezzato di tutto e un luogo accogliente e solidale a tutti quelli che arrivano a Ventimiglia da viaggi interminabili, violenze e guerre. Offre un rifugio sicuro per le donne incinte, minori e vittime di tratta e li aiuta a mettersi in contatto con volontari e organizzazioni. Tuttavia tutto questo potrebbe presto finire, perché Delia si trova costretta a vendere il bar a causa dell’ostracismo di buona parte della popolazione locale, che ha marchiato il bar come “il bar dei neri” o “degli immigrati”.

Sostieni Delia nel suo progetto di solidarietà e aiutaci a diffondere questa campagna, non permettiamo che si chiuda un luogo vitale per la sopravvivenza delle persone in transito a Ventimiglia!

https://www.gofundme.com/manage/solidarieta-per-delia

Solidarietà per Delia! Salviamo il Bar Hobbit di Ventimiglia

Crowdfunding per sostenere Delia, il cui bar è diventato l’anima della solidarietà a Ventimiglia

“Ventimiglia Aperta”, un gruppo di amici e amiche di Delia promuove un crowdfunding per sostenerla. «Non permettiamo che scompaia uno dei pochi luoghi di umanità e solidarietà che resistono a Ventimiglia! Aiutaci a sostenere Delia e a continuare il suo progetto di solidarietà attiva: ogni donazione, anche piccola, ci aiuta a comprare cibo, acqua, bevande e a coprire le spese del bar».

- Vai al crowdfunding: https://www.gofundme.com/solidarieta-per-delia/donate

A Ventimiglia, 9 km dalla frontiera francese, passano decine di migliaia di rifugiati ogni anno. Fuggono da guerre, da torture, da violenze. Tentano di varcare il confine per raggiungere familiari o conoscenti in Francia, Inghilterra e altri paesi europei, rischiando la vita durante il tragitto.

Una volta superata la frontiera spesso incontrano abusi, detenzioni e respingimenti dalla polizia francese. Questi tentativi durano mesi, mesi in cui uomini, donne e bambini rimangono bloccati a Ventimiglia, senza accesso ai servizi primari: acqua potabile, bagni pubblici, cibo, un luogo dove dormire, a parte il campo della croce rossa, militarizzato, desolato e distante. I rifugiati sono oltretutto soggetti al razzismo e all’ostracismo di buona parte della popolazione locale, ostile a chiunque non abbia la pelle bianca.
In questa situazione drammatica, tuttavia, una piccola parte della popolazione resiste:
tra questi Delia, il cui bar è diventato l’anima della solidarietà a Ventimiglia.

La storia di Delia inizia 3 anni fa, quando invita a entrare e offre un pasto ad alcune donne e bambini seduti sul marciapiede di fronte al bar. Da allora, grazie al passaparola, il bar è diventato un punto di riferimento per tutti i rifugiati che transitano da Ventimiglia, oltre che per i volontari e le organizzazioni solidali.

Delia, soprannominata “Mamma Africa”, ha aiutato migliaia di persone in transito, offrendo vestiti, un pasto caldo, un abbraccio e un luogo accogliente a chiunque ne avesse bisogno. Ha distribuito scarpe, aiutato a decifrare documenti, assistito nella ricerca di alloggio, offerto pasti gratuiti a donne, bambini e a chiunque non può permettersi di pagare. Al bar Hobbit si possono caricare i cellulari e si può utilizzare il bagno (attrezzato di spazzolini, dentifricio, sapone, assorbenti e fasciatoio) senza obbligo di consumazione. I bambini hanno un angolo tutto loro, che Delia ha creato raccogliendo giocattoli usati. Il bar è spesso l’unico rifugio per i più vulnerabili, donne incinte, minori, vittime di tratta.

Tuttavia la solidarietà di Delia l’ha resa invisa al vicinato e a una parte di popolazione di Ventimiglia, che ha messo al bando il Bar Hobbit, soprannominandolo il “bar dei neri” e il “bar degli immigrati”. Insulti, aggressioni e atti vandalici fanno ormai parte della quotidianità di Delia. L’isolamento, la perdita della clientela e pressioni di vario genere hanno spinto il bar in una situazione economica sempre più grave. Delia non è più in grado di sostenere le spese ed è stata costretta suo malgrado a mettere il bar in vendita.

Non permettiamo che scompaia uno dei pochi luoghi di umanità e solidarietà che resistono a Ventimiglia! Aiutaci a sostenere Delia e a continuare il suo progetto di solidarietà attiva: ogni donazione, anche piccola, ci aiuta a comprare cibo, acqua, bevande e a coprire le spese del bar.

IN “BOTTEGA”

Della solidarietà a Ventimiglia – e dunque di Delia – si è parlato qui Notizie da Ventimiglia / 2 e qui Ventimiglia: tragedie, solidarietà, provocazioni e… balle

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

2 commenti

  • Daniele Barbieri

    BUONE NOTIZIE. Andate a leggere – su “Redattore sociale” – l’articolo intitolato «Migranti. Obiettivo raggiunto: oltre 20 mila euro per salvare il bar di Ventimiglia». In meno di una settimana più di 600 donatori hanno inviato le loro donazioni alla piattaforma GoFundMe. La raccolta fondi resta aperta ancora per alcuni giorni. Tanti anche i messaggi di solidarietà. Delia ha commentato così: «un piccolo miracolo».

  • FORZA BAR HIOBBIT NON MOLLARE BY GUIDO ARCI CAMALLI …. grazie per la foto daje bar hobbit è mia …oggi suo compleanno auguri …..

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