«Vox» di Christina Dalcher

Un libro importante tra fantascienza (anzi fantapolitica) e la reale controffensiva del “nuovo” patriarcato

qqqqq «Pezzo di merda»: Jean (o Gianna: è di origini italiane) ragiona in modo netto – dalla prima pagina – e io le dò ragione: quelli del «Movimento per la purezza», che hanno vinto le elezioni negli Usa, sono un branco di fascisti misogini, seguaci del peggiore patriarcato e delle religioni (qui è il cristianesimo) che forniscono loro antichi quanto atroci alibi per ogni infamia vecchia e nuova (tecnologicamente).

Si parla molto di «Vox» ma io vi consiglio di leggerlo senza sapere troppo della trama (e in coerenza… nulla vi dirò) per meglio gustare i numerosi “colpi di scena” e qualche passaggio mozzafiato. Il libro è stato tradotto – fresco di uscita negli Usa – da Barbara Ronca per l’editrice Nord. Regalatevelo.

Con i suoi difettucci «Vox» è un gran bel romanzo. Per almeno due ragioni.

La prima è che scrittura, trama e personaggi appassionano … quasi sino alla fine; dirò poi perchè le ultime pagine mi convincono meno.

L’altra ragione è che l’autrice ci ricorda – a ragione – che il viaggio nel tempo non è solo una invenzione della fantascienza ma è anche il modo in cui procede la storia del mondo detto reale: cioè con improvvisi salti in avanti (un giorno che vale decenni, un anno che sposta il calendario di un secolo) e/o con veloci cadute nel passato, il peggiore nel caso di «Vox».

Perché le ultime pagine del libro non mi hanno conquistato? Credo che la necessità di trovare un rapido “lieto fine” a una così brutta storia abbia forzato troppo la mano dell’autrice facendole perdere ritmo e lucidità. Il che non significa deludere chi legge ma che lettori/lettrici più esigenti avrebbero voluto “di più” (in scrittura).

Due paragoni si possono utilmente fare rispetto ai temi centrali. Con il meritatamente famoso «Il racconto dell’ancella» di Margaret Atwood (*) e con «Ragazze elettriche» di Naomi Alderman (**) che in Italia qualcuno ha visto come una “vendetta femminista” prendendo fischi per fiaschi. Rispetto invece alla scrittura, secondo me Christina Dalcher è meno brava (ovvio?) della Atwood ma scrive assai meglio della Alderman.

Temo che sia più realistica un’America dove i fanatici religiosi conquistano il potere assoluto di un integralismo islamico che sfonda in Europa (come è di moda in certi romanzi per lo più brutti).

«Forse è questo» – ci avvisa l’autrice attraverso Jean – «che è capitato in Germania con i nazisti, in Bosnia con i serbi, in Ruanda con gli hutu… ». E che forse sta ricapitando in una parte dell’Unione Europea, in via di orban-salvinizzazione. E attenzione perchè «quando si dà il via a un piano, tutto accade all’improvviso». Nel romanzo della Dalcher ovviamente «mostri non si nasce, si diventa. Pezzo dopo pezzo, arto dopo arto, creazioni artificiali di uomini folli…». Ma qui il discorso si sposta sul mondo “reale” e magari lo possiamo rimandare a un altro giorno: comunque stamattina codesta “bottega” si apriva con un invito a disobbedire al ministro dell’Interno-Inferno attualmente in carica.

Ovviamente molto mi piacerebbe avere altri punti di vista, soprattutto di donne: dunque chiamerei in causa (in ordine alfabetico) almeno una Bianca, una Daniela, una Fiorella e una Giulia, tanto per non far 4 nomi; cioè Bianca Menichelli, Daniela Pia, Fiorella Iacono e Giulia Abbate. Per cominciare.

UNA NOTA (SOLO?) PER CHI AMA THEODORE STURGEON

Omonimia. Anzi, quasi un’omonimia: in «Vox» di Dalcher la dedica iniziale è alla memoria di Charlie Jones («linguista e amico») mentre in «Venus plus X» di Sturgeon il protagonista è un immaginario Charlie Johns (come dire “un tipo qualsiasi”). Un caso. Però mi ha colpito. E comunque è un buon pretesto per farvi rileggere o scoprire «Venere più x» (***) che potrebbe essere il “lato alternativo” della distopia di Christina Dalcher. Utopia allora? No, è più complicato…

(*) in “bottega” cfr Futuri evitabili: il ritorno dell’ancella

(**) vedi Ci salveranno le «Ragazze elettriche?» ma anche «Ragazze elettriche» in un mondo elettrico

(***) cfr Sesso, amore, fantascienza e X e Scor-data: 26 febbraio 1918 o anche Sturgeon: umano, oltre umano, più che umano …ma soprattutto andate a caccia del libro (se vi manca).

QUESTO APPUNTAMENTO ovvero STRANO MARTE-DI’

Pare che la “bottega” aumenti (evviva) lettori e lettrici. A chi non passa spesso di qui forse può essere utile sapere che il martedì (ribattezzato Marte-dì) qui ci sono sempre anche due – a volte tre – post di fantascienza e dintorni. [db]

 

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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