W i 12 anni: fantascienza per ragazze e ragazzi

Con un occhio ai più grandicelli, «young adult» come adesso è di anglo/moda dire

Ricordi, consigli, scuse, appunti e lavori in corso

Buffo-buffo. La dodicenne e timida figlia di un’amica con aria da gran segreto mi dice all’incirca «aiutami, ho una cotta per la fantascienza; ho visto che mamma ha un tuo libro e vorrei qualche consiglio. Però devo mantenere il segreto, se mia madre scopre che ti ho chiesto consiglio la prende come una doppia offesa… visto che lei ha un po’ paura della fantascienza». Lo posso scrivere tranquillamente tanto ‘sta «mamma doppiamente sciagurata» (lo dico sorridendo) non legge la “bottega”, eh-eh.

In primo luogo: EVVIVA.

Sarebbe a dire viva la fantascienza e viva-viva-viva le dodicenni e i dodicenni che intuiscono come da quelle parti c’è qualcosa di “non standard” e di utile per ragionare e aprirsi su altri mondi, altre visioni, altri pensieri facendo i conti con paure e desideri che zia Scienza e cugina Tecnologia ci mettono in mezzo ai nostri 7 o più sensi.

Poi. Due ricordi affiorano. Anzi tre.

Il primo: anche Andrea Bernagozzi nel suo bel libro «La fantascienza a test» (edito nel 2007 da Alpha Test; così bellino che l’ho consigliato alla dodicenne saggia e timida) scrive: «in pieno ossequio al detto “l’età d’oro della fantascienza sono i 12 anni”…». Sono d’accordo perché anche a me capitò così. Senza fare i “talebani” escludendo undicenni, tredicenni e persino qualche 37enne.

Il secondo ricordo implica delle scuse. Un’amica tempo fa mi chiese consiglio sullo stesso tema – per indirizzare il figlio – e io preso da milleeeeeee cose mi sono sempre dimenticato di risponderle; solo ora mi “sovviene”. Mi scuso, mi scuso, mi scuso e mi scuso.

Affiora il terzo ricordo (mi sa che certe volte i ricordi vanno di tre in tre, come le leggi di Newton o quelle della robotica) il quale torna utile per i consigli. Infatti verifico – benedetti TAG – che qualcosa ne avevo scritto in “bottega”… Così adesso pigramente “cucio” e sintetizzo. Con un augurio speciale alla dodicenne.

IN UN POST PARTIVO DA UNA VICENDA SIMILE E AVEVO SCRITTO COSI’.

Poco tempo fa un amico mi ha chiesto di aiutarlo a trovare fanta-libri (intendo libri di fantascienza e dintorni) adatti a suo figlio, l’undicenne Bartolomeo detto Bart. Lì per lì me la sono cavata, poi ho avuto un tilt tardivo.

Quasi quasi racconto. Vedo 43029 palette per il sì e 71 per il no. Mi inchino al pubblico (grazioso per definizione) e vado a concionare.

Risposi al babbo di Bart che, se la memoria mi sorreggeva, non c’è molto. Gli scrissi che ho poco tempo per fare ricerche ma un buon punto di partenza per il ragazzo poteva essere «Storie di giovani alieni» (a cura di Isaac Asimov) … se si trova ancora, visto che fu pubblicato – nel 1997 – nella collana I Miti Junior della Mondadori, dove era presentato come adatto «dai 10 anni in su». Fra i 10 racconti dell’antologia a mio avviso il migliore, per quella fascia d’età, è «Il testimone» di Eric Frank Russell. Molto bello «L’istruzione elementare dei Camiroi» di R. A. Lafferty che però non giurerei sia comprensibile a decenni. Teneramente ottimista «Sottocomitato» di Zenna Henderson. Non brutti gli altri racconti ma a mio avviso non abbastanza catturanti per un primo approccio.

Nella stessa collana (I miti junior) c’è anche «Il mago» di Ursula Le Guin. Nella parallela Junior Super ci sono il vecchio «Podkayne, ragazza di Marte» di Robert Heinlein, «Storie da un altro mondo» curato da Isaac Asimov, «Lettere da Atlantide» di Robert Silverberg e poco altro. Non li ho sotto mano ma… perché no?

Rammento di aver letto – su consiglio di Giulia, allora studentessa? – una ventina d’anni fa «Extraterrestre alla pari» di Bianca Pitzorno. Notevole.

Ed ecco una prima ondata di ricordi più personali. Cioè l’aver sudato assai, nel 1987-1988, quando con Riccardo Mancini proponemmo a La nuova Italia una antologia di fantascienza per la media che poi uscì con il titolo «Imparare dal futuro» ed ebbe un discreto successo nelle scuole (non posso regalarla a Bart perché è esauritissima, ne ho a malapena una copia malandata per me). Sudammo molto per quella antologia non solo per la parte didattica e per qualche divergenza con l’eccessiva ortodossia della casa editrice ma anche nella scelta dei racconti. Pur con piccoli tagli, con qualche parola semplificata e con le note per spiegare i concetti più difficili, ci accorgemmo che non è semplicissimo trovare bei racconti di fantascienza adatti alla fascia 10-14 anni. La nostra scelta alla fine cadde su questi: «Il giocattolo di Mewhu» di Theodore Sturgeon (se il film «Et» ha rubato l’idea a qualcuno è da queste parti che dovete guardare); «I negri verdi» di Leigh Brackett; «Chephes 5» di Howard Fast (andando in alcune scuole scoprimmo che per i ragazzi era il racconto più inquietante); «L’uomo del bicentenario» di Isaac Asimov; «Uccello da guardia» di Robert Sheckley; «Cronopoli» di James Ballard (abbiamo osato troppo?); «Prima dell’Eden» di Arthur Clarke. Avremmo voluto mettere «Sentinella» di Fredric Brown ma l’editore ci suggerì di tenerlo per la successiva antologia, rivolta a ragazze/i delle superiori, e seguimmo il consiglio.

Tornando a Bart, dopo la mia prima risposta mi sentivo un po’ in colpa per aver consigliato pochi titoli e forse introvabili; così ho chiesto aiuto a una quindicina di amici-amiche (che di nuovo ringrazio) mettendo in moto una piccola valanga, nel senso che quasi tutte/i mi hanno risposto. Yuk-yuk, come dice Pippo quando vede le noccioline, perché vuol dire che il tema appassiona; ma sigh-sigh perché ho avuto da loro la conferma che, in Italia, poco si trova e che molti dei libri citati sono rintracciabili ormai solo nelle buone biblioteche.

Comunque ne è uscito un piccolo elenco che magari può interessare altre persone e dunque lo riassumo qui sotto. Se avete altre indicazioni… ovviamente sono graditissime.

A parte libri non strettamente di fantascienza (Hobbit, Harry Potter, il ciclo di Shannara di Terry Brooks, Lo Scimmiotto di Wu Cheng’en) i consigli ondeggiano su Marion Zimmer Bradley, su un paio di vecchie antologie scolastiche («L’ora di fantascienza», «La sentinella e altri racconti») del genere bellino ma pallosetto, su «Una famiglia marziana» e«La tuta spaziale» (entrambi circolano anche con altri titoli) di Robert Heinlein e su «Il piccolo popolo» di Beam Piper. Poi ci sono i romanzi “juvenilia” di Asimov: tradotti solo in parte e tanto tempo fa. Un’amica e scrittrice consiglia il recente «La notte dei biplani» di Davide Morosinotto, che però non ho letto.

Poca roba. E’ così anche altrove o è un fenomeno soprattutto italiano? Non saprei dire ma forse può stimolare una riflessione sullo stato della fantascienza (o sul settore scolastico) per ragazze/i in Italia. O magari qualcuna/o di noi potrebbe proporre a un editore coraggioso di ri-fare esperimenti.

Però mi assale un’altra ondata di ricordi, ovvero quando io ho cominciato a leggere fantascienza. Se ho fatto bene i conti era l’estate del 1961, dunque stavo per concludere i 12 anni. Mi ammalai mentre ero al mare e un vicino di casa che aveva la passionaccia (e la collezione) mi rifilò 4 Urania. Quasi giurerei che erano «Cristalli sognanti» di Sturgeon, «Tele-homo sapiens» di Wilson Tucker, «Schiavi degli invisibili» di Eric Frank Russell e «Le onde del Sahara» (ovvero «Il popolo segreto» di John Wyndham). Insomma ebbi fortuna, potevano essere 4 schifezze. Fu una scossa e da allora… tremo ancora. Forse ero un dodicenne strano ma certo fui un ragazzo fortunato. Tanti auguri Bart, che le galassie ti siano amiche.

ARRIVARONO ALCUNI COMMENTI CHE SINTETIZZO

ALESSANDRA: «Dici che è ancora troppo piccino per il ciclo della Fondazione di Isaac Asimov? Forse fra un annetto o due … perché anche come serie di avventura è bellissimo».

MARI: «Ehi DB! Ma il finale l’hai copiato dall’autobiografia di Ray Bradbury Lo zen nell’arte della scrittura”? Ciao! Mari» (no Mari, mai letto)

SALVA TORE PROIETTI: «Ciao, qui ci sono (almeno) due domande in una. Quella piu’ facile, sulla situazione contemporanea estera: si’, esiste una SF per (come si dice) young adults. A differenza dello standard di molta fantasy, lettori e lettrici di questi romanzi sembrano in cerca di storie tutt’altro che consolatorie. Ci si rivolge alla SF, pare, per fare i conti con la realta’, senza edulcorarla con draghi, crociati e principi/esse. Sono sempre storie di crescita, come e’ giusto, ma spesso si tratta di distopie: un paio di libri di Cory Doctorow sono usciti anche in Italia, e forse li’ c’e’ il meglio. Non ho visto/letto nulla di The Hunger Games, ma anche quella e’ una distopia; un paio di nomi fra quelli tradotti: Scott Westerfeld e Ann Halam/Gwyneth Jones (in versione femminista). Ma il campo sta crescendo. Gli angloleggenti possono guglare “young adult” e “science fiction” e troveranno liste presenti e passate in quantita’. Occhio che di solito si parla gia’ di un’eta’ lievemente superiore agli 11 anni. Appunto, la seconda domanda, non facile perche’ io (come Daniele) alla fine ho scoperto la SF in ordine sparso: nello storico pacco di Urania passatomi (in effetti, a 11 anni) da mia madre, da cui tutto inizio’, c’erano anche Sheckley, Dick e Ballard come per te Sturgeon. Insomma, quei due ragazzi (DB e SP) non hanno cominciato necessariamente leggendo roba “per ragazzi”. E un/a 11-12enne ha comunque (che noi lo sappiamo o no) un po’ di cultura fantascientifica nata da film, serie tv, fumetti, giochi. Per cui, forse si’, fra i classici, quel che c’e’ in libreria (Asimov, Heinlein, Bradbury, la Guida galattica di Adams, Le meraviglie del possibile) puo’ essere un inizio. E i nonni Verne e Wells fanno sempre bene.
Arrivato/a ai 12-13 anni, i libri contemporanei, magari, li scopriremo anche noi assieme a lui/lei, se ci andra’. L’unica cosa che possiamo trasmettere, in fondo, e’ la NOSTRA voglia di SF… O no? ps: nella fantasy, oltre a Le Guin, qualche altro nome affermato ma piu’, recente, e di qualita’: tutto di Pratchett e Pullman, molto di Gaiman, almeno un Mieville. Meritano.

ANDREA BERNAGOZZI: «AB come DB e SP: anch’io a 12 anni (“twelve is the golden age”, mi pare abbia scritto qualche studioso sostenendo che quella è l’età in cui si forma il nostro gusto in materia di letture) e anche per me non si trattò di libri concepiti appositamente per bambini. Il mio trittico fu “Preludio alla spazio” di Arthur C. Clarke, “La via della gloria” di Robert A. Heinlein e l’antologia “Asimov Story” in un volume unico, ovviamente di Isaac Asimov. Quest’ultimo è un capolavoro non solo per le opere, ma anche (se non soprattutto) per la vividezza con cui il Buon Dottore (evviva, finalmente l’ho scritto anch’io!) tratteggiò la sua formazione come autore di fantascienza, dalle letture delle riviste nell’emporio del padre alla partecipazione al fandom, fino all’attività professionista e la morte di John W. Campbell jr. Insomma, era l’estate del 1982 e mentre in televisione c’erano Italia-Brasile 3-2 e Italia-Germania 3-1 in Espana, io m’immedesimavo nei Futurians degli anni ’40 a New York. Poco dopo presi un’Olivetti che era stata di qualche parente e cominciai a scrivere… la storia della fantascienza, sic. Assurdo!… Però tutto questo non sarebbe successo se mia madre non mi avesse letto in precedenza, invece delle classiche favole per farmi addormentare, racconti da “Le meraviglie del possibile” e poi “Cristalli sognanti” di Theodore Sturgeon, “Cronache marziane” di Ray Bradbury. La mamma è sempre la mamma. SP ha scritto bene che quello che si può trasmettere è la voglia di fantascienza, il che probabilmente sottintende una serie di valori. Quali, chissà: probabilmente quelli legati al desiderio di esplorare “il mondo oltre la collina”, quindi interesse per la ricerca, rispetto per il mistero, desiderio dell’incontro con l’altro da noi, che poi può divenire scontro (quando va male) oppure incontro (quando va bene). Insomma, valori comprensibili e commestibili anche a 12 anni. Evviva le amiche galassie!».

IN UN SECONDO POST (probabilmente senza ricordarmi del primo) CI ERO TORNATO SU.

In questo periodo vado nelle biblioteche di Imola a raccontare storie di scienza e fantascienza per ragazze/i di elementari e medie assieme a Kea, un robot costruito da Matteo Suzzi. Faticoso ma piacevolissimo. Ecco le indicazioni di letture che ho preparato.

IN LIBRERIA

Per ragazze/i alle elementari

Aa. Vv (autori vari) «Storie da un altro mondo» curato da Isaac Asimov, 1990, Junior super fantasy e fantascienza.

Andrea Bouchard «Il pianeta senza baci (e senza bici)» 2013, Salani.

Robert Heinlein, «Podkayne, ragazza di Marte» Junior super Mondadori.

Andrea Mameli e Fabrizio Pani «Alieni in visita: esplorazioni scientifiche nel cosmo» (24 pagine illustrate) 2010, Taphros editore, nella collana Junior.

Christine Nostlinger «Il bambino sottovuoto» 1989 (e successive ristampe) Salani.

Maria Toffetti «Campo estivo per giovani geni», 2009, Mondadori Junior (è consigliato per il primo anno raccordo biennio, primo biennio e secondo biennio).

Per ragazze/i più grandi o che leggono molto:

Autori Vari «Storie di giovani alieni», a cura di Isaac Asimov, 1989 (e successive ristampe) Superjunior Mondadori: consigliato sopra i 12 anni. Forse la migliore antologia per ragazze/i al momento in libreria.

Ray Bradbury «Cronache marziane» Mondadori.

Ursula Le Guin «Il mago» Superjunior Mondadori.

Bianca Pitzorno «Extraterrestre alla pari» Einaudi ma anche Edizioni scolastiche Bruno Mondadori.

Robert Silverberg, «Lettere da Atlantide» Junior super Mondadori.

Clifford Simak, «Anni senza fine» Oscar Mondadori.

Theodore Sturgeon «Cristalli sognanti» Adelphi (e varie edizioni Mondadori e Urania, più difficili da trovare).

Particolarmente consigliati, per le discussioni che suscitano, tre racconti (che sono facilmente rintracciabili in varie antologie e persino in rete): «Chissà come si divertivano» (anche con il titolo «Quanto si divertivano») e «Nove volte sette» entrambi di Isaac Asimov e il brevissimo – ormai famoso, persino in una scuola imbalsamata come l’italiana – «Sentinella» di Fredric Brown.

Antologie da guardare verso la terza media (o prima ma… forse con l’aiuto delle-degli insegnanti o con familiari):

«Antologia scolastica», 15 racconti di fantascienza scientifica scelti e commentari da Isaac Asimov, 1972 (e successive ristampe) Biblioteca di Urania Mondadori

«Il futuro dietro l’angolo» (la fantascienza e la civiltà del domani) scelta e cura di Franco Mori,1986, Mursia; qui per esempio – ma anche altrove – c’è il racconto «Immaginatevi», antologia di fantascienza a cura di Stefano Benvenuti, Bruno Mondadori (edizioni scolastiche), 1981.

«Le meraviglie del possibile» antologia di fantascienza, Einaudi; fra l’altro ci sono i già citati «Sentinella» e «Nove volte sette».

«L’ora di fantascienza», antologia curata da Carlo Fruttero e Franco Lucentini, 1982 e successive ristampe, Einaudi nelle letture per le scuole medie.

Di Isaac Asimov consiglio sia i racconti sui robot (a partire da «Io robot», più volte ristampato da Mondadori) che i romanzi del «Ciclo della Fondazione», sempre Mondadori.

Quanto ai “nonni” Verne e Welles perché no?

Sì anche alla buona fantasy («Il signore degli anelli» in testa) ma appunto non è fantascienza.

RINTRACCIABILI ORMAI SOLO IN BIBLIOTECA

«Imparare dal futuro» antologia (per la media inferiore) a cura di Daniele Barbieri e Riccardo Mancini, 1988, La Nuova Italia.

Arthur C. Clarke «Il popolo del mare» 1971, Oscar ragazzi Mondadori

Robert Silverberg «Su Marte segui il gatto», 1972, Oscar ragazzi Mondadori.

Wilson Tucker «Tele-homo sapiens», varie edizioni Urania.

Aggiungo questa breve nota per chi non “frequenta” il genere: è difficile fare una bibliografia di fantascienza adatta a ragazze/i perché in Italia questo «sotto genere» è poco apprezzato e poco tradotto; così alcuni meravigliosi libri stranieri sono inediti o esauriti.

Ovviamente se avete consigli e/o critiche… fatevi sentire.

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

3 commenti

  • Concordo con tutti i titoli! Vorrei aggiungere The Giver tra le distopie che ai ragazzi piace sempre molto e la “saga” Berlin (Geda/Magnone) sempre per parlare di distopie non complesse.
    Per me Cristalli Sognanti rimane un gioiello. Consiglierei anche i vari Eymerick di Valerio Evangelisti, magari per i più grandi, e tutta o quasi Ursula K Le Guin. Poi anche Flatlandia…

  • “L’uomo nell’albero” di Damon Knight, grande romanzo di formazione

  • Gianni Rodari diceva di scrivere per bambini e non per ragazzi perché i ragazzi devono nuotare nel mare dei Dickens, Tolstoj, Zola ecc. E infatti per fortuna molti dei libri citati da dibbi non sono specifici per ragazzi ma sono libri di fantascienza per adulti. Oggi gli editori si sono addirittura inventati la nicchia di mercato “Young adults”. Mi sembra che il tutto risponda a una infantilizzazione dei ragazzi, a un volerli mantener piccoli (e dunque succubi, soprattutto del mercato). Un ragazzo di 12 anni puo’ iniziare a leggere libri adulti, magari non la Recherche o Musil, ma Per chi suona la campana o I miserabili; o La strada di McCarthy, per arrivare più vicini a noi. Non capirà tutto (ma è sempre necessario capire tutto in un romanzo?) ma inizierà a farsi l’occhio alla grande letteratura.

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