10 marzo 1966, Amsterdam: topi, galline e cavalli allucinati per…

… una marcia nuziale scoppiettante

ripreso da bizarrecagliari.com (*)

Nell’eletto giorno dell’anarchia – il 10 marzo – il gruppo anarco-dadaista olandese Provos mise in atto una delle sue proteste più eclatanti. Imprevedibili e irriverenti, decisero di contestare il passato nazista di Claus van Amsberg, promesso sposo della principessa Beatrice. Era il 10 marzo 1966 e il corteo nuziale degli sposi che attraversava Amsterdam divenne il palco naturale della loro protesta ridicolizzante. In quell’occasione fecero le cose in grande: il cocchio d’oro degli sposi reali venne colpito con un topo morto, mentre una gallina bianca (colore simbolo delle azioni del movimento) venne lanciata tra le zampe dei cavalli ai quali, si dice, era stato somministrato Lsd. La marcia nuziale venne accompagnata da 200 bombe fumogene che oscurarono la diretta televisiva, intanto decine di persone con al petto la stella di Davide attaccarono adesivi anti-nazisti sulle auto degli invitati dello sposo. La polizia non tardò ad intervenire: ci furono cariche e pestaggi, arresti e molti feriti tanto che, i giorni seguenti, molti olandesi si dichiararono scandalizzati dalla violenza della polizia. Ma proprio la provocazione era lo strumento prediletto dai Provos per fare politica e sensibilizzare l’opinione pubblica. Nato negli anni Sessanta il movimento riuscì in qualche modo a diffondere un sentire fondato sulla burla e l’irriverenza, fino a vincere le elezioni con la forza di slogan volutamente ridicoli e paradossali. Non-violenti, anti-tabagisti e ambientalisti ante litteram il gruppo amava riunirsi in piazza Spuipplatz, al centro della quale c’era una piccola statua di un fanciullo. La scultura era stata donata alla città da un mercante di tabacco e per questo i Provos – che marchiavano ogni cartello pubblicitario con la K di Kancer – si divertivano a profanarla. Degli happening e spesso finivano con l’intervento della polizia. E proprio la brutalità della polizia vene usata come strumento di protesta. Simbolo dei ludici provocatori sono le mele, che offrivano ai passanti, e le biciclette bianche cuore di uno dei primi Piani bianchi. Per protestare contro inquinamento e uso indiscriminato delle automobili i Provo volevano incentivare e promuovere l’impiego delle bici. Per questo ne lasciavano a disposizione, disponibili al libero utilizzo, negli angoli della città. Bici bianche di cui tutti potevano servirsi. Anche questa iniziativa finì nel mirino della repressione e molti attivisti vennero indagati per istigazione al furto.

Nel 1965, quando uscì il primo numero della loro rivista, venne declinato anche il manifesto dei Provo

PROVO è un foglio mensile per anarchici, provos, beatniks, nottambuli, arrotini, avanzi di galera, semplici simoni stiliti, maghi, pacifisti, mangiatori di patatine fritte, ciarlatani, filosofi, portatori di germi, stallieri reali, esibizionisti, vegetariani, sindacalisti, babbi natale, maestri d’asilo, agitatori, piromani, assistenti dell’assistente, gente che si gratta e sifilitici, polizia segreta e altra plebaglia del genere.

PROVO è qualcosa contro il capitalismo, il comunismo, il fascismo, la burocrazia, il militarismo, il professionismo, il dogmatismo e l’autoritarismo. PROVO deve scegliere tra una resistenza disperata ed una estinzione sottomessa. PROVO incita alla resistenza ovunque sia possibile.

PROVO è cosciente del fatto che alla fine perderà, ma non può lasciarsi scappare l’occasione di compiere almeno un ennesimo sincero tentativo di provocare la società. PROVO considera l’anarchia come fonte d’ispirazione alla resistenza. PROVO vuol ridar vita all’anarchia ed insegnarla ai giovani.

PROVO È UN’IMMAGINE.”

In sostanza la perfetta incarnazione dell’Homo Ludens di Johan Huzinga, anche lui olandese.

(*) ripreso dal sito bizarrecagliari.com ovvero «Storie della Beat Generation, della Controcultura e altro» che da gennaio sta raccontando ogni giorno storie bellissime e “rimosse”: oggi gli articoli sono due, il secondo è su una certa statua di Charles Fourier che… (beh, non fatevi av-vincere dalla pigrizia, andate a vedere)

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

 

La Bottega del Barbieri

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