17 aprile? Ssssst, non si deve sapere

  Quando leggerete questo articolo mancheranno 25 giorni al referendum su trivella selvaggia ed eterna

NOtriv-23marzo

Ho firmato questa petizione promossa da Sergio Bellucci

Chiediamo al Governo di informare sul referendum del 17 aprile!

Il referendum del 17 Aprile viene tenuto segreto!
I mass media sono obbligati a rendere reale una democrazia: devono informare sul referendum del 17 aprile!
Il servizio pubblico faccia ciò che è nel suo obbligo: informi i cittadini del referendum da subito!
Il governo faccia ciò che è in suo potere: informi gli italiani della scadenza referendaria.
Renzi faccia un tweet al giorno!

L’11 giugno 2004, in relazione allo svolgimento delle elezioni politiche europee del 12 e 13 giugno, l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “ricordò” agli italiani lo svolgimento dell’appuntamento elettorale con un sms firmato “Presidenza del Consiglio dei ministri”.
Una cosa sbagliata per un appuntamento politico, diviene
un obbligo morale e sociale per un appuntamento referendario: un appuntamento che la stampa, le televisioni commerciali, il servizio pubblico, stanno ignorando.

Il governo invii un SMS informativo ora attraverso i gestori di telefonia mobile per garantire la conoscenza della scadenza referendaria.
Il presidente della Repubblica faccia un richiamo ufficiale al governo, al Parlamento, alla Rai all’intero mondo dell’informazione.

Il 17 aprile 2016 gli italiani, infatti, saranno chiamati a votare per una cosa che raramente accade: il modello del nostro sviluppo. Spesso cittadini, economisti, politici, commentatori si sbizzarriscono nelle critiche e nelle constatazioni che il mondo così com’è non possa andare avanti. Inquinamento, qualità dell’aria, malattie, spesa sanitaria alle stelle, bombe d’acqua e siccità, clima “impazzito” e industrializzazione della vita, drammi personali e collettivi, distruzione di quelle poche certezze spesso costruite con i sacrifici di una intera vita.

Ora abbiamo la possibilità di scegliere!
Insomma, come per il referendum sull’acqua, i cittadini possono dire finalmente la loro non su questo e quel politico, su questo o quello schieramento, ma su un tema preciso: dobbiamo ancora puntare sul modello di sviluppo basato sul petrolio e gli idrocarburi e, nel fare questo, dobbiamo consentire alle industrie petrolifere di far diventare il nostro mare un campo di estrazione petrolifera?
Mettendo a repentaglio la vita dei nostri mari e il nostro futuro?

L’informazione relativa al referendum del 17 Aprile è negata ai cittadini. La presidenza del Consiglio, così solerte a informare su tutto, sembra scegliere la strada del disinteressamento.

Per questo motivo, è opportuno che ogni cittadino solleciti conoscenti e amici a informare sulla scadenza referendaria: utilizziamo i social, gli SMS, le nostre bacheche per informare i cittadini del loro diritto a votare sul loro futuro.

Un gesto di auto-informazione della società in assenza di quello istituzionale.

Questo il testo del messaggio che possiamo far circolare:

«Il 17 aprile si voterà per il referendum contro le trivellazioni petrolifere nei nostri mari. Invia questo messaggio ad almeno 10 amici, pubblicalo sul tuo profilo social, rilancialo sulle pagine dei giornali e dei siti di informazione».

Lettera a

Presidente del Senato Pietro Grasso (Presidente del Senato)

Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Presidente AGCOM Angelo Marcello Cardani

Presidente della Camera Laura Boldrini

Presidente RAI Monica Maggioni

Il governo informi del referendum del 17 Aprile 2016 sulle trivellazioni in mare!

 

Sergio Bellucci ha lanciato questa petizione pochi giorni fa; la mattina del 23 marzo c’erano 16.552 forme a sostegno. Io ho firmato e vi invito a farlo. Pochi minuti fa leggevo – su «il manifesto» e su «Il fatto quotidiano» – i vergognosi dati sulla straripante presenza di Renzi, governo e Pd nei servizi giornalistici della Rai; neanche Berlusconi, tessera P2 1816, era stato così “invasivo”. Il silenzio sul referendum non riguarda solo “Rainvest” ma anche quotidiani e riviste “di regime” (cioè quasi tutti) impegnatissimi a tacere. Il piano di Renzi, dei petrolieri e dei loro tanti fans “sponsorizzati” è chiaro: evitare il quorum. Invece qui in “bottega” ogni giorno – alle 13,59 – parliamo del 17 aprile: aiutateci mandando alla “bottega” informazioni, storie, vignette, dubbi, immagini… Noi posteremo tutto. (db)

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

2 commenti

  • Voto si per dire no… 😀

  • Daniele Barbieri

    Se avevate dubbi che le tv di regime – cioè tutte – giocano sporco, ECCO I DATI.
    Oggi sulla prima pagina de “Il fatto quotidiano” si legge: «I dati Agcom. BAVAGLIO TV SULLE TRIVELLE: APPENA 5 ORE IN UN MESE. Dai tg ai talk: viale Mazzini oscura il referendum del 17 aprile come vuole il governo. Mediaset e La7 si allineano: solo 2 ore e mezzo». Questo il sommario. L’articolo di Virginia Della Sala inizia così: «E’ l’oscurantismo dei media, come detto da Pietro Lacorazza, presidente Pd del Consiglio Regionale della Basilicata, capofila delle Regioni che hanno chiesto il referendum…». I numeri dicono che sono 3 ore e 50 minuti gli spazi dedicati alle trivelle dai tg Rai nel periodo 16 febbraio-20 marzo.
    Anche “il manifesto” oggi scrive – con minore evidenza del concerto dei Rolling Stones, mah – sui dati del “garante comunicazione” cioè Agcom: «Nonostante le direttive, di referendum si parla poco e negli spazi di minor ascolto». Se leggete i conti in dettaglio ce n’è anche per SKY; così riassume Andrea Fabozzi: «In due settimane di informazioni a ciclo continuo, Skytg24 – canale all news ma anche canale solidamente governativo- se l’è cavata dedicando al referendum 37 minuti nei tg e 21 fuori dai tg».

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