27 settembre, sciopero generale per il futuro

contributi di Domenico Stimolo e Doriana Goracci

MOBILITAZIONE generale! E’ questo il grido che attraversa moltissimi luoghi della nostra Gaia Terra.

E’ iniziata la settimana di mobilitazione mondiale contro i cambiamenti climatici. Si svolgeranno mobilitazioni in 156 Paesi.

Dopo le centinaia di manifestazioni che venerdì 20 settembre si sono svolte sul piano internazionale, coinvolgendo centinaia di città e con la partecipazione di milioni di persone – grandissima la presenza dei giovani – la mobilitazione continua: venerdì 27 settembre anche in Italia lo “Sciopero generale per il futuro”. Per la difesa della continuità della Vita nel nostro pianeta, dell’ecosistema mondiale, contro:

la continua estensione delle conseguenze dell’effetto serra (anidride carbonica, metano..);

il drastico aumento delle temperature climatiche;

lo scioglimento dei ghiacciai dai Poli nord e sud alle montagne più elevate;

l’innalzamento dei mari e l’erosione delle coste;

gli immensi incendi che riguardano in maniera sempre crescente i principali “polmoni verdi” dei continenti distruggendo la capacità di neutralizzazione dell’anidride carbonica, l’ecosistema e le biodiversità;

i processi di desertificazioni avanzanti;

il mefitico inquinamento terrestre, marino, delle aree urbane;

la diminuzione delle acque potabili, delle risorse alimentari, i prodotti dell’agricoltura;

la crescita esponenziale dell’inquinamento degli Oceani con il conseguente depauperamento delle risorse naturali, in particolare le specie vegetali e animali. ………..

A protezione degli Umani, delle specie animali e vegetali, la cui esistenza è drammaticamente minacciata con una progressione ad ora inarrestabile.

Contro gli imperanti sistemi produttivi globalizzati strutturalmente impostati per la conquista del massimo profitto e del subdolo condizionamento dei modelli comportamentali stupidamente consumistici nella pratica quotidiana che, continuamente, minacciano la coesistenza pacifica dei popoli – con l’uso imperialistico della guerra e delle sopraffazioni – alimentati dalle azioni dei profittatori generati dal vigente sistema economico/finanziario che basano la loro esistenza sullo sfruttamento delle risorse con estrazioni a basso costo, e sul mantenimento delle profonde differenziazioni economiche-sociali-ambientali che caratterizzano il mondo, lucrando sulla pelle della stragrande maggioranza dei cittadini, determinando processi di spostamenti e di emigrazione colossali.

Affinché i nostri figli e nipoti abbaino certezza di sviluppare la loro vita in una Terra che non sia irrimediabilmente condannata a finire in un tragico crescendo di giganteschi disastri ambientali e di conseguenti contrapposizioni tra stati e popoli.

Per determinare, nelle scelte nazionali e con obbligatori e vincolanti accordi internazionali, un percorso risolutamente diverso nell’uso e nella gestione:

  • delle risorse naturali, con l’assoluta prevalenza delle energie alternative, con l’abbandono delle “risorse” e dei combustibili di origine fossile e del nucleare.

  • di sistemi di mobilità puliti indirizzati a favorire in maniera risoluta i trasporti pubblici, specie nei centri urbani.

  • di strutture commerciali basati su filiere logistiche di brevi distanze prediligenti la salvaguardia ambientale e la salute dei cittadini. Gli spostamenti veicolari e il movimento delle merci su strada contribuiscono nel nostro paese con il 16,1% per l’emissione delle micropolveri.

  • di sistemi di riscaldamento da riorganizzare in maniera totale; in Italia le stufe a legna e a pellet rappresentano la fonte di inquinamento atmosferico più grande, pari al 38% del totale delle polveri sottili emesse (dati 2016).

  • della revisione strutturale dei sistemi utilizzati nell’agroalimentare e in particolare nella zootecnia: gli allevamenti intensivi determinano in Italia il 15,1% – dati 2016 – dell’inquinamento derivante dalle polveri sottili, cioè del particolato primario (direttamente emesso dalle sorgenti inquinanti) e secondario (prodotto in atmosfera da reazioni chimiche) e negli allevamenti intensivi il particolato secondario è assolutamente prevalente. L’industria contribuisce per l’11,1%.

Le ricerche, le analisi e le previsioni dei principali Istituti di ricerca mondiali (decine di migliaia di studi appropriati sul cambiamento climatico condotti da una foltissima schiera di scienziati e ricercatori) ci insegnano che il riscaldamento globale è di origine entropica cioè degenerazione temporale del Sistema conseguente alle “caotiche” attività umane. Se non interverranno profonde modifiche dell’impianto economico e del modello “relazionale” degli abitanti della nostra Gaia Terra, nei prossimi decenni gli eventi catastrofici già in atto assumeranno dinamiche sconvolgenti ed irreversibili, di dimensioni tale da compromettere l’esistenza della vita nel pianeta.

Solo le stolte e ingannevoli propagande negazioniste delle rappresentazioni della conservazione economica più bieca (mirate al raggiungimento del profitto sempre più grande) e delle destre estreme – istituzioni, partiti e modelli “culturali” – che storicamente costituiscono i loro servi fedeli, cercano ancora di ingannare le coscienze dei cittadini, in Italia e nel mondo, negando, con i contorsionismi retorici più comici e truci, l’evidente tragico stato dell’arte.

Gli accordi internazionali, stipulati nel corso degli anni sono risultati complessivamente inefficaci. Lo strapotere degli Stati più forti, per responsabilità diretta sulle emissioni e per i “comandi” di accentramento con carattere imperialistici che sono in grado di imporre, risultano ancora determinanti nel consolidamento della suicida strada intrapresa.

Saranno necessari cambiamenti strutturali, sull’impiego delle risorse economiche planetarie e nei modelli della quotidianità, che ci riguardano tutti. Gli ingenti investimenti da indirizzare ai cambiamenti sistematici, fra l’altro, possano essere reperiti, ridimensionando in maniera drastica le omicide spese militari: nel 2018 pari a 1822 miliardi di dollari su scala mondiale; al primo posto gli Stati uniti con 649 miliardi di dollari (36% del totale), in Italia con 27,8 miliardi dollari. Oppure attingendo, con appositi accordi internazionali di giustizia, nei patrimoni degli straricchi del mondo che, in maniera incredibile e immotivata detengono – l’1% più ricco – il 47,2% della ricchezza complessiva; nel frattempo 3,8 miliardi di persone “hanno in tasca” lo 0,4%. Diseguaglianze agghiaccianti. Nel 2018 i 1900 più straricchi hanno accresciuto i loro beni di 900 miliardi di dollari, la metà più povera ha avuto un calo pari al’11%.

I nuovi e impellenti accordi internazionali che necessariamente dovranno essere stipulati a brevissimo termine avranno l’obbligo morale e materiale di affrontare queste tematiche essenziali per la difesa della VITA nel nostro pianeta.

Lo scudo che sarà innalzato da parte dei conservatori devastatori sarà gigantesco. Difenderanno i loro interessi egoistici in tutte le maniere, pronti anche a sacrificare la Gaia Terra.

Le mobilitazioni di sensibilizzazione e protesta dovranno essere pressanti e gigantesche in tutte le aree del mondo, a partire dall’Europa. Il vigore primario, per come già sta iniziando a realizzarsi, deve essere rappresentato dai giovani. Loro – data l’età – devono avere la percezione e la coscienza concreta che il loro futuro di sopravvivenza è fortemente compromesso. Le altre fasce di età oggettivamente non comprendono il significato delle previsioni catastrofiche nel breve futuro, proiettate in avanti di diversi decenni.

Questo fondamentale percorso di richiesta all’esistenza dei giovani deve essere accompagnato attivamente dai genitori e dai nonni. E’ questo il lascito più grande nella staffetta della vita.

Già nei decenni scorsi grandi movimenti di autodifesa, per cercare di fermare i processi distruttivi del nostro ecosistema, hanno attraversato molte aree del mondo e l’Italia. Basta ricordare l’esperienza generosa e formidabile dei Social Forum. Poi, dopo avere sviluppato pregiate elaborazioni e fasi di aggregazione di grande rilievo, perdendo la carica di “associazionismo” corale e plurale, si sono però “dispersi” nei territori. Però lhumus di fondo è sempre rimasto, vivo e innestato in maniera articolata nelle coscienze e nel corpo sociale nazionale e internazionale. Ora, che le questioni di fondo sono diventate sempre più gravi, cogliendo la spontaneità giovanile, bisognerà sviluppare tutte le sinergie potenzialmente in essere, per aggregare, mobilitare, costruire obiettivi, con il convincimento che per forza delle cose bisognerà essere vincenti.

Si deve prendere positivamente atto che il percorso della storia umana insegna che le fasi di giusta rivendicazione, pur avendo come motore prioritario e insostituibile la partecipazione attiva e propositiva di donne e uomini (ragazze e ragazzi) hanno anche bisogno di decantare il ruolo di singole soggettività che grazie alle loro azioni, entrate con grande leggiadria nei sistemi informativi globali, assurgono nel ruolo di simbolo aggregativo. Ora, per il movimento globale che intende difendere la Vita e il pianeta, la giovane svedese Greta rappresenta magnificamente questa figura.

Tutto questo sarà molto difficile, ma obbligatorio. La marcia è iniziata.

Per informazioni sui luoghi delle manifestazioni che si svolgeranno in Italia giorno 27 settembre consultare (è in continuo aggiornamento) https://www.fridaysforfutureitalia.it/

 

Clima all’Onu: i giovani con Greta non sorridono

di Doriana Goracci (*)

Mi sembrò fulminante il 15 marzo 2019: ero a Roma, per “vederli” con i miei occhi, i giovani, la generazione di adolescenti o poco più, manifestare tutto il loro scontento sul Clima e chiedere con forza un cambiamento, come stava facendo da tempo Greta Thunberg, prima sola, il venerdì, poi sempre più insieme ad altri, nel mondo. E ho ritrovato una foto che scattai quella mattina quando una ragazza di un gruppo mi sorrise a denti smaglianti, con l’apparecchietto,non le interessava affatto mostrarlo a 360°. Scrissi: “Quello che mi ha sorpreso sono stati i loro visi, la voglia di parlare di farsi vedere fosse pure mostrando l’apparecchio per i denti i brufoli le loro magliette senza alcuna pretesa senza nessun travestimento come fossero andati a scuola solo che oggi 15 marzo 2019, sono stati loro a salire in cattedra, a girare tra i banchi, dandoci una lezione indimenticabile, basta leggerla e farla nostra perché nostri sono quei figli e nipoti anche se non li abbiamo messi al mondo, nostro è il futuro anche se ce ne rimane solo un pezzettino.” Ce n’est qu’un début.

Cerco le foto che vengono dal mondo, il 20 settembre 2019 ragazzi di ogni continente hanno detto “ci sono e voglio esserci anche in futuro!” e ne trovo una di foto, con un’altra adolescente con la bocca in pieno sorriso, con l’apparecchietto. Non fanno paura questi ragazzi senza casco, è vero…fanno paura altri ceffi che distruggono il mondo. Loro, i giovani in sciopero globale dal 20 settembre al 27 settembre 2019, hanno manifestato in 139 Paesi del mondo, per chiedere ai governi azioni forti contro il cambiamento climatico: “Sessantasei paesi, 102 città e 93 imprese si sono impegnate oggi a raggiungere zero emissioni entro il 2050” hanno reso noto le Nazioni Unite nel corso del summit sul clima a New York.

Qualche esempio pratico dal “basso”? Da Repubblica nel dicembre 2018 ne ho tratti 3:

15 miliardi di alberi nati grazie al progetto di Felix Finkbeiner, tedesco, oggi ha 21 anni: a 9 anni decise di piantarne uno nel giardino della scuola, ha creato il movimento Plant for de Planet e incoraggiato i cittadini del mondo a piantare alberi in tutta la Terra. «Adesso puntiamo a piantarne 1000 miliardi. Sono convinto che entro il 2020 possiamo riuscirci. Se ognuno di noi ne piantasse uno al giorno grazie all’assorbimento di CO2 si aiuterebbe il Pianeta contro il global warming. Lo stiamo chiedendo ai cittadini, alle multinazionali, ma soprattutto lo insegniamo ai bambini: è da lì che parte la rivoluzione».

José Adolfo Quisocala, oggi 14enne del Perù, aveva 7 anni sette anni e voleva aiutare gli altri bambini e anche l’ambiente,a 10 anni ha fondato il Banco dell’Estudiante. La sua banca ha come moneta corrente i rifiuti riciclabili: i piccoli fra i 10 e i 18 anni raccolgono bottiglie di plastica e altro materiale e alla consegna in cambio vengono versati soldi sui loro conti correnti da usare per l’istruzione futura. «Noi bambini possiamo realizzare il grande cambiamento di cui l’ambiente necessita», ha detto Josè quando ha vinto il Children’s Climate Prize 2018 e da piccolo era bullizzato dai suoi stessi compagni.Oggi ha 13 banche e oltre 2000 clienti.

Nadia Sparkes, 14 anni, è inglese ed ogni mattina esce di casa un’ora prima della campanella e inforca la sua bici rossa pedalando lenta verso la scuola: a ogni rifiuto incontrato per terra si ferma per raccoglierlo nel suo cestino. Sta attenta soprattutto alla plastica, ai monouso, ai palloncini, che come scrive sui social «poi finiscono in mare e contribuiscono alla morte degli animali». Non è stato facile per lei: i compagni di scuola hanno iniziato a chiamarla trash girl (ragazza spazzatura), bullizzandola. Lei li ha vinti: ha trasformato quel soprannome nel suo simbolo, con tanto di fumetto, e creato una comunità di 4000 ambientalisti che la affianca. Oggi è ambasciatrice del Wwf.

Greta Thunberg  parlando al Summit sul clima in corso all’Onu, non sorride affatto: “… è tutto sbagliato, io non dovrei stare qui, io dovrei stare a scuola, dall’altro lato dell’oceano …Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia. Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo Eppure io sono una delle fortunate. La gente soffre. La gente muore ed ecosistemi morenti stanno crollando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa e quello di cui voi potete parlare sono soldi e favole su un’eterna crescita economica. Come osate? Da oltre 30 anni la scienza è chiara, cristallina: come osate continuare a guardare da un’altra parte? Come osate pensare che tutto possa essere risolto solo proseguendo come sempre e con qualche soluzione tecnica?Voi ci state tradendo. Ma i giovani hanno cominciato a capire il vostro tradimento. Gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi e, se sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai“.

Allora vi dico e mi dico di sostenere in tutti i modi i giovani, sostenete le spese odontoiatriche anche per i ragazzi che non sono così fortunati in salute,sostenetela sempre questa gioventù,è la nostra ricchezza, spero anche futura…che possa sorridere alla vita, senza che altri segnino un destino non sostenibile,senza rispetto e amore per la Terra.Ce n’est qu’un début.

“Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza” diceva un cartello tenuto in alto alto, da una piccola grande donna il 15 marzo 2019 a Roma con La meglio gioventù in piazza per il clima e la foto la feci io, credeteci dunque…Ce n’est qu’un début, i giovani sono determinati, con Greta e non sorridono affatto, a casaccio. Continuiamo noi a difendere la Terra e la vita, con loro, insieme.

(*) ripreso da www.agoravox.it

TUTTE LE IMMAGINI – scelte dalla “bottega” – SONO DI GIULIANO SPAGNUL

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • domenico stimolo

    Stupisce forte, l’indifferenza e il livore ( nei riguardi di Greta) mostrata ( ma forse in cuor Loro soffrono con aulico intimo silenzio) dai rappresentanti delle destre italiche, di stampo partitico, giornalistico e “culturale”, sui disastri ambientali che in maniera sempre più dirompente incombono sulla nostra Vita (…..in particolare dei nostri figli e nipoti).
    Non essendo in grado di entrare nel merito….per ignoranza, negligenza, strafottenza, incapacità di approfondimento, giulivamente la mettono in caciara.
    E’ ragionevole supporre che ( come avvenuto in “gloriosi” recenti eventi che seminarono morte e distruzione in Europa e nel mondo intero) stiano preparando un grande “ridotto”, altrimenti detto rifugio, atto a contenere nella salvifica umana protezione la schiera dei fedeli.
    Nelle Alpi, dunque? Attenzione, però, ai ghiacciai in procinto di sciogliersi sulle teste.
    Servono molti salvagenti, e Auguri!

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