47 denti che parlano

Un homo sapiens (anatomicamente moderno) già in Cina fra 80 e 120 mila anni fa!

di Giorgio Chelidonio

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Ben 47 denti fossili attribuibili, per morfologia, ad Homo Sapiens anatomicamente moderno (di seguito AMHS) sono stati trovati in una grotta cinese situata nella contea di Daoxian, provincia sud-orientale dello Hunan (nota 1): la loro datazione sopra citata rimette in discussione la cronologia delle più antiche migrazioni “out of Africa” degli antenati della nostra specie, finora non documentati nel territorio europeo prima di 45 mila anni fa.
In questa sorprendente chiave di lettura la scoperta si sta diffondendo rapidamente nelle news scientifiche di tutto il mondo ma in realtà non mancano ritrovamenti antecedenti insufficientemente considerati: a esempio i resti umani fossili della grotta di Zhiren (Cina meridionale) pubblicati già nel 2010 e datati a prima di 106 mila anni fa, poiché estratti da un livello sottostante a uno strato di calcite riferibile alla suddetta datazione. Inoltre, nel 2014, per altri resti fossili umani cinesi (due denti di AMHS rinvenuti nella grotta di Luna, regione dello
Guangxi Zhuang) è stata proposta una data fra 125 e 70 mila anni fa circa.
La tesi, finora maggioritaria, riteneva che le più antiche presenze “out of Africa” di AMHS risalissero a circa 90-100 mila anni, ma in Israele cioè nel “corridoio” geo-morfologico, la Rift Valley (nota 2) che connette i territori del Corno d’Africa con la Valle del Giordano. Inoltre si riteneva che tali presenze fossero interpretabili come un’effimera traccia di un flusso migratorio, consolidatosi solo successivamente, fra 60 e 50 mila anni fa. Un altro reperto israeliano risulta però difforme alla suddetta tesi: gli scavi antistanti la grotta di Misliya (Monte Carmelo) hanno da tempo restituito un frammento di mandibola (completo di ben 7 denti) pure attribuibile morfologicamente a AMHS e datato a circa 150 mila anni fa. Dunque, quasi coevo del cranio etiopico di Herto (nota 3) considerato uno dei più antichi fossili riferibili a Homo Sapiens anatomicamente moderno.
L’insieme di questi fossili evidenzia quanto sia labile la versione “degli invasori” pubblicata su «
Le Scienze» di ottobre 2015, tutta incentrata sull’interpretazione dell’incontro e/o scontro con i primi europei “senza se e senza ma” cioè con i Neanderthaliani che vivevano nei territori europei da almeno 200 mila anni fa.
Stando ai nuovi dati cinesi, nella sua diffusione planetaria AMHS avrebbe potuto incontrare non solo gruppi di Neanderthal (con cui si meticciò già almeno 50 mila anni fa circa, come confermano i recenti studi del DNA fossile) ma anche i Denisoviani dei Monti Altai (Siberia) e probabilmente anche, nel sud-est asiatico, Homo Florensis.
Emerge quindi ancora una volta il dubbio che una certa divulgazione scientifica sia ancora prigioniera di quell’eurocentrismo evolutivo che si credeva sepolto con lo smascheramento del falso cranio di Piltdown (nota 4).
Insomma quei 47 vecchi denti – «Quarantasette morto che parla» era il titolo di un vecchio film di Totò! – cinesi (nota 5) ci raccontano ancora una volta che la paleo-antropologia è una “scienza del dubbio”.
E questo “dubbio” è continuamente sfidato dalle nuove scoperte, come pensavo già al tempo dei miei primi studi, quando i “sacri testi” davano già tutto per “saputo”. Su questa riflessione rimando a un mio Power Point (nota 6) che ho presentato nel 2012, quasi ad “auto-evocare” l’allora quarantesimo anniversario delle mie ricerche paletnologiche.
LINKS:

(1) http://www.scientificamerican.com/article/teeth-from-china-reveal-an-early-human-trek-out-of-africa1/

(2) http://www.treccani.it/enciclopedia/rift-valley/

(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_sapiens_idaltu
(4) https://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_di_Piltdown

(5) https://it.wikipedia.org/wiki/47_morto_che_parla

  1. https://www.academia.edu/4421578/Preistoria_in_evoluzione_scoperte_e_domande

PER L’IMMAGINE: :http://time.com/4071342/earliest-humans-china/

 


Giorgio Chelidonio

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