Acquapartita, il cemento senza opposizione

Nel comune di Bagno di Romagna un progetto di elevato impatto ambientale e paesaggistico

di Davide Fabbri (*)

 

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Cemento pesante ad Acquapartita, comune di Bagno di Romagna, in aree di tutela ambientale e paesaggistica, a ridosso del lago. Il nuovo sindaco Marco Baccini si è già dimenticato della discontinuità col passato?
Sta per arrivare in Consiglio comunale a Bagno di Romagna l’approvazione definitiva di un piano urbanistico a elevato impatto: nuove edificazioni a ridosso del lago di Acquapartita.
L’intervento urbanisticoedilizio – a fronte di una giusta riqualificazione del fabbricato dell’ex sanatorio da trasformarsi in albergo termale e delle strutture sportive esistenti – prevede altresì una incompatibile nuova cementificazione intorno al lago di Acquapartita, in zone ad alto valore paesaggistico e ambientale. In totale 22.440 mq di nuovo residenziale, e 18.330 mq di alberghiero-commerciale-direzionale-ristorazione.
E pensare che la nuova amministrazione comunale – guidata dalla lista civica “Visione Comune” del brillante neosindaco avvocato Marco Baccini – ha vinto le ultime elezioni comunali raccontando in tutte le salse che avrebbe fatto una politica di rinnovamento sulla gestione del territorio in aperta discontinuità con la giunta precedente dell’ex sindaco Lorenzo Spignoli. E avrebbe pertanto rivisto radicalmente alcune previsioni edilizie come quelle di Acquapartita.
Questo annunciato cambio di rotta non viene messo in pratica. Si riprendono i progetti della giunta precedente e si confermano determinanti le legittime e pressanti richieste dei proprietari delle aree che sono gli imprenditori immobiliari Batani e Tampellini.
Ricordiamo infatti che il Consiglio comunale di Bagno di Romagna nell’aprile del 2014 – proprio nell’ultima seduta utile della precedente sindacatura – adottò il primo Piano Operativo Comunale, con la previsione di realizzare, fra l’altro, questa pesante cementificazione ad Acquapartita.

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Questo mio intervento è volto a stimolare un salutare dibattito etico-politico relativo ai rapporti fra il mondo politico-amministrativo e quello economico degli imprenditori immobiliari, per quel che riguarda le scelte urbanistiche ed edilizie.
Propongo cioè di considerare un diverso atteggiamento culturale sui problemi urbanistici ed edilizi ad Acquapartita di Bagno di Romagna, chiedendo al sindaco Baccini di trovare un profilo pubblico nelle trasformazioni del territorio, sottraendole a pericolose forme di speculazione e di rendita. La critica politica che facciamo è che nel campo del governo del territorio, con questo piano urbanistico sta andando avanti la sostanziale cancellazione di una urbanistica pubblica, lasciando spazio al trionfo della iniziativa privata e alla cementificazione del territorio. Da considerare infatti che questa nuova cementificazione al lago di Acquapartita non comporta significative contropartite di natura pubblica. E non si riesce a comprendere come si possano risolvere le seguenti criticità di questo piano urbanistico:
– Cementificazione in aree di protezione ambientale e paesaggistico
– Sistema infrastrutturale depurativo e fognario non adeguato
– scarso approvvigionamento idropotabile.

Alla luce di tutto ciò si chiede con determinazione ai nuovi amministratori del Comune di Bagno di Romagna di rivedere radicalmente il progetto urbanistico di Acquapartita.

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(*) Davide Fabbri è ecologista, blogger indipendente ed è un ospite molto gradito in codesta bottega (db)

 

 

Davide Fabbri

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