Adam Zagajewski: «La poesia è l’infanzia della civiltà»

227esimo appuntamento con “la cicala del sabato” (*)

Illuminismo

 

La poesia è l’infanzia della civiltà,
secondo i filosofi dell’Illuminismo
e secondo il nostro professore di polacco, alto, magro
come un punto esclamativo che avesse perso la fede.

Non sapevo, allora, cosa rispondere,
io stesso ero allora un po’ bambino,
ma mi sembra che volessi trovare

nella singola poesia sapienza (senza rinuncia)
e anche una certa serena follia.
Trovai, molto dopo, un attimo di gioia
e l’oscura felicità della malinconia.

[da «La vera vita», traduzione di Marco Bruno]

Adam Zagajewski (a sinistra) e la connazionale Wisława Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996

(*) Qui, il sabato, regna “cicala”: libraia militante e molto altro, codesta cicala da oltre 15 anni invia ad amiche/amici per 5 giorni alla settimana i versi che le piacciono; immaginate che gioia far tardi la sera oppure risvegliarsi al mattino trovando una poesia. Abbiamo raggiunto uno storico accordo: lei sceglie ogni settimana i versi da regalare alla “bottega” e io posto. Perciò ci rivediamo qui fra 7 giorni. [db]

 

La Bottega del Barbieri

2 commenti

  • Gualtiero Via

    ..caro Daniele, è bello cominciare una domenica con una poesia di Zagajewski.
    Grazie.

    • Sono in grado di rivelarvi UN SEGRETO: anni fa Gualtiero Via dedicò una poesia a Zagajewski, eccola.
      PER ADAM ZAGAJEWSKI
      Grandissimo poeta. E divertente,
      ma in un suo modo piano, assai pacato.
      E scopri quante cose ha distillato
      ha letto, ha visto, ha certo cancellato
      ma poi, per strade impervie o grazia pura,
      ha, lui, dal tempo immoto riesumato.
      Un po’ sorrido, un poco mi commuovo
      a quella sua poesia che cita Brecht.
      Da pari a pari, non da intellettuale,
      da lettore
      da uomo ch’è pietoso e intelligente,
      richiama Brecht. Lo vede, lo ripensa.
      E pesa ciò che scrisse, e cosa fece,
      e dice dove scelse di morire.
      Pietà vuol dire questo. Avere spazio
      un po’ per ciò che è vivo e ciò che è morto.
      Vedere
      che l’una cosa a volte sfuma all’altra
      Che non puoi dire mai se sia finita
      Che in mezzo scorre un fiume, detto vita.

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