Amianto, tabagismo, formazione…

Un dossier di Vito Totire

amianto

L’Oms, cioè Organizzazione mondiale della sanità, già nel 2007 ha stimato 8.3 milioni di morti entro il 2030 per amianto, con un incremento del 50% rispetto al periodo precedente; l’80% dei decessi è previsto nei Paesi poveri.

Da queste premesse parte il medico Vito Totire per ragionare sul «Profilo sociale dei candidati (in Italia) alle bonifiche dell’amianto» nei corsi di formazione IPLEE, cioè «Istituto Istruzione professionale laboratori edili» di Bologna. Sono considerazioni che rivolge anche alla SIMM – Società italiana di medicina delle migrazioni – e all’agenzia Salute pubblica. Ma possono interessare chi per esempio sogna “un sindacato dei bonificatori” (oggi per lo più immigrati… non è certo un caso) i quali, per un lavoro così importante e pericoloso, sono abbastanza mal pagati.

Ecco una sintesi del suo dossier. In qualche punto contenuti e/o linguaggio sono da addetti al lavoro: chi avesse bisogno di chiarimenti trova, in coda, la mail di Vito Totire per contattarlo direttamente.

Premessa

Continua la osservazione della coorte dei lavoratori candidati a effettuare le bonifiche dell’amianto tramite il corso di formazione gestito dall’IPLEE di Bologna (che ringrazio per la fattiva collaborazione).

Come sempre tra gli obiettivi del medico del lavoro, del tecnico della prevenzione e del “formatore” c’ è la raccolta di informazioni che possano essere utilizzate al fine di contribuire a migliorare la speranza di salute e di vita di questi lavoratori chiamati a effettuare un lavoro rischioso ma estremamente utile sul piano sociale/sanitario e ambientale.

Al corso iniziato il primo ottobre 2015 erano presenti, ed hanno compilato il questionario, 17 persone.

Questo il profilo emerso: tutti maschi; età media generale 40 anni; per gli italiani la media è 45.33 anni; per gli stranieri 39.8. Dunque anche in questa piccola coorte l’età media degli italiani è più alta.

Paese di provenienza dei lavoratori immigrati: 1 Marocco, 1 Ucraina, 2 Romania, 1 Macedonia; 5 persone su 17 vuol dire il 29,4 % di stranieri. Dei 12 italiani due vengono dall’Emilia-Romagna, 3 dalla Campania, 1 dalla Puglia, 1 dal Veneto, 1 dalla Sicilia (dunque 5 su 12 sono nati al sud di Italia, vale a dire il 41%) mentre 4 non hanno indicato la zona d’origine.

Ci sono 10 fumatori (9 di sigarette più 1 di pipa o sigaro) dichiarati: due da Paesi stranieri (1 marocchino, 1 ucraino); 8 nati in Italia. Dei 7 non fumatori 3 sono immigrati e 4 nati in Italia. Ex-fumatori: nessuno; qualcuno ha smesso per brevi periodi e poi ha ripreso a fumare.

[…]

Scolarità (si riportano le risposte letterali; chi ha fatto più di 8 anni dovrebbe essere andato oltre la scuola dell’obbligo).

Nati all’estero: 1 ha fatto le scuole superiori; 1 tredici anni di scuola; 1 dieci anni; 1 otto anni; 1 terza media; perciò dovrebbero essere solo su cinque ad aver frequentato soltanto la scuola dell’obbligo

Italiani: 1 ha fatto le scuole dell’obbligo; 1 terza media; 1 frequentato ragioneria; «nessuna per specializzazioni lavorative»; diploma di ragioneria, geometra; medie; medie; istituto superiore; diploma superiore; medie; medie; terza media.

Dal raffronto tra livello di istruzione e tabagismo in questa piccola coorte non pare emergere quel nesso tra tabagismo e basso livello, che, in genere, si riscontra.

Pare più spostata a sfavore degli italiani la percentuale delle persone limitatesi alla scuola dell’obbligo; in un gruppo precedente è stata riscontrata la presenza di un italiano, nato in Sicilia, analfabeta;

In generale il livello di istruzione pare orientato più a favore degli immigrati; ma la questione sarà oggetto di ulteriori approfondimenti.

Corsi di formazione post-scolastici/sicurezza sul lavoro

1 corso “sicurezza” (*) ; 1 idem; 1 idem (*) ; nessuno; vari: vigile del fuoco, sicurezza sul lavoro; corso di base sulla sicurezza; corso base RT impianti rifiuti; nessuno; cinture di sicurezza, spazi confinati, corso per preposto; patentini per il movimento terra; corso di carrellista (*) ; corso sulla sicurezza; sicurezza (*) ; vari; nessuno; corsi per la sicurezza; nessuno (*).

(*) L’asterisco indica gli immigrati

La frequentazione di corsi specifici per la sicurezza pare più spostata a favore dei nati in Italia; un solo lavoratore, per ognuno dei due gruppi, non ha fatto nessun corso.

Attività lavorative precedenti

1 impermeabilizzazione, 1 idem, 1 edilizia/scavi/movimenti terra, 1 non scrive, 1 concessionaria auto, venditore, 1 impiegato, 1 lavorato sempre sulle coperture,1 non scrive, 1 movimenti terra/demolizioni/smaltimento rifiuti, 1 operaio edile/carrellista/escavatorista, 1 manovale, edilizia/scavi/movimento terra, 1 geometra, 1 operatore macchine/operaio, 1 non scrive, 1 non scrive.

La anamnesi lavorativa è contraddistinta da attività prevalentemente in edilizia e settore rifiuti ma anche, prevalentemente per gli italiani , da attività meno pesanti forse in comparti colpiti dalla “crisi” da cui partono fenomeni di “mobilità”

Attività lavorativa in corso

Fotografa il comparto di collocazione attuale che, in genere, è l’edilizia: 1 impermeabilizzazione, 2 idem, 1 edilizia (scavi, movimenti terra, riparazione acquedotti),1 operaio edile, 1 smaltimento rifiuti, 1 coperturista/lattoniere, impiegato, lavorato sempre sulle coperture, 1 operaio edile-infrastrutture, 1 smaltimento rifiuti, 1 operaio multiservizi, 1 idraulico, 1 scavi, 1 movimenti terra riparazione acquedotto/edilizia, 1 smaltimento rifiuti, 1 autista operaio, 1 idraulico /muratore, 1 operaio; almeno due lavorano, a momento del corso, su “acquedotti”; c’è da auspicare che non abbiano lavorato sull’amianto già prima della frequentazione del corso.

Livello di consapevolezza della sinergia tra fumo e amianto

Nove persone rispondono correttamente alla domanda relativa alla sinergia negativa tra fumo di sigaretta ed amianto; nessuno risponde scorrettamente; tutti gli altri (8) non rispondono ma tra questi 5 non fumatori che evidentemente danno la questione per scontata o non interessante personalmente; tra i fumatori 3 non rispondono.

Si deve tener conto che il questionario è stato raccolto a fine corso; probabilmente la prossima volta sarà distribuito e raccolto prima dell’inizio o della trattazione dell’argomento, per fotografare meglio le conoscenze già acquisite.

Eventuali osservazioni dei corsisti

Solo due persone fanno osservazioni; sono entrambi fumatori; il primo (40/50 die) , non interessato a corsi per smettere di fumare, dice che “non si fuma mentre si lavora; sono consapevole dei danni che provoca il fumo e tendo a non fumare mentre svolgo lavori manuali”; il secondo dice “cerco di limitare l’uso di sigarette alle pause per scaricare la tensione del lavoro”.

L’invito personalizzato a contattare centri pubblici per la disassuefazione dal tabagismo è stato consegnato, come sempre, a chi aveva espresso interesse (4 persone su 10 fumatori); il quadro dei contatti sarà allargato ai gruppi di autoaiuto presenti nel territorio di residenza.

La coorte pooled alla data attuale è giunta a 173 persone.

I DATI GENERALI SONO QUINDI:

NATI IN ITALIA 110/173 (63,58%) NATI ALL’ESTERO 61/173 (35,2%)

Non fumatori 92 (53.1%) Fumatori 81 (46.8)

Dunque ancora conferme che: senza immigrati le bonifiche sarebbero più lente; la percentuale dei fumatori è estremamente più elevata del “gruppo di controllo”.

Conclusioni aggiornate alla coorte del primo ottobre 2015

Alcune considerazioni:

  • È confermata l’altissima incidenza di tabagismo rispetto alla popolazione di controllo e quella generale; si tratta di un dato non nuovo per il comparto edilizia
  • È confermata l’alta incidenza di immigrati nonché l’alta presenza di italiani nati in altre regioni, con prevalenza del sud (Campania ,Puglia)
  • I lavoratori nati fuori dall’Italia sono mediamente più giovani
  • È confermato un rilevante contributo del distress lavorativo nel determinare il tabagismo
  • Se affrontare il tema della sinergia fra amianto e fumo di sigaretta è divenuto “obbligatorio” per legge (art. 258 comma 2 punto a del decreto 81/2008) è confermata la utilità di affrontarlo, al di là dell’obbligo, e di proporre attivamente il contatto con i centri sanitari pubblici per la disassuefazione

Le proposte (che è necessario reiterare):

  • Migliorare le condizioni di lavoro anche in relazione a distress e costrittività
  • Monitorare l’andamento del tabagismo dopo la fase della formazione
  • Facilitare e incentivare l’accesso a corsi per smettere di fumare e/o a gruppi di autoaiuto (in orario di lavoro) ; a proposito di gruppi di autoaiuto ne esiste uno a Casalecchio di Reno (Bologna)
  • Creare sinergie con culture e comunità di immigrati al fine di ridurre il tabagismo in particolare per i Paesi nei quali ha alta incidenza e le conoscenze sull’amianto sono più scarse che in Italia o addirittura l’amianto non è ancora fuori uso
  • Potenziare per tutti – ma in particolare per gli immigrati – la formazione sulla prevenzione e la sicurezza sul lavoro
  • Migliorare le misure di prevenzione primaria
  • Migliorare le “ricompense” per gli addetti al settore (secondo il modello Karasek)

    13 gennaio 2016

 

Vito Totire è medico del lavoro/psichiatra oltre che docente nel corso di formazione IPLEE /bonifiche amianto: vitototire@gmail.com

 

 

 

Redazione
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