Anno nuovo? In “bottega” Angelo raddoppia

Il ministero, le mascherine, i contagi in Umbria. Mentre Balasso fa il Mattarella con i versi di Mário de Andrade.

69esima puntata dell’«Angelo custode» ovvero le riflessioni di ANGELO MADDALENA per il lunedì della bottega

Stati di lucidità apparente fra mascherine che i poliziotti sconsigliano e cartelloni “clinici”

Sono riuscito a fotografare – all’ingresso dello spazio delimitato del mercatino di Natale in piazza Matteotti a Perugia – un documento “vecchio” (della PGQ, la Prima Grande Quarantena) ma certe linee di fondo credo siano sempre valide, soprattutto se firmate dal ministero della Salute. Fra i 6 comportamenti precauzionali, come si vede nella foto qui sopra, non rientra l’utilizzo della mascherina! E’ chiaro che siamo in un’isteria da bombardamento mediatico però il ministero della Salute dovrebbe avere una linea chiara.

Oppure la mascherina è solo un mantra? Anni fa è stato pompata la criminalizzazione dei senza biglietto (partita dagli Stati Uniti) poi dei lavavetri e dei graffitari – si veda https://edizionialegre.it/product/la-buona-educazione-degli-oppressi – mantra da ripetere senza chiedersi il perchè.

E siccome le regole non sono chiare ogni persona può imporre la sua. Ci sono i mischiniddi che esigono la mascherina sempre sopra il naso. Secondo una mia amica è “sete di potere” da parte di persone svuotate di ogni motivazione che si aggrappano alle quisquilie. Mi è capitata una cosa del genere alla posta e avendo scritto la canzone Gli impiegati della posta … confermo tutto. Ero andato allo sportello e un’impiegata da dietro il suo schermo mi invitava a rialzarmi la mascherina sopra il naso (un poliziotto due mesi fa mi aveva detto che potevo anche non mettere la mascherina perché c’era uno schermo fra me e lui, mentre il collega era a più di un metro e mezzo di distanza). Una collega dell’impiegata scherzava dicendo che io ero uno “smascherato” e ridevamo. L’altro giorno sono tornato alla posta per fare altre spedizioni, tutto a posto con la mascherina, ma andando via l’avevo abbassata e poi rimessa: ho sentito un’altra impiegata aizzare un cliente contro di me. Ho cercato di spiegare che se c’è uno schermo non è il caso di accanirsi ma quel cliente si è avventato contro di me come un cane rabbioso o come uno sceriffo autoproclamato. A scatenare risse non ci vuole niente e le mascherine sembrano solo un pretesto.

PS: Per chi volesse indagare c’è tutto un magma psico-sociale: in Umbria i contagi sono aumentati dall’inizio di ottobre, dopo che ad Assisi erano arrivati 40mila pellegrini per il Beato Acutis (cfr Assisi: loro causano i contagi e noi paghiamo); secondo me c’è chi oggi si sente più libero dei mesi precedenti ma si deve flagellare e soprattutto prendersela con gli altri. Poi arriva il ministero della Salute a ricordarci certi “dettagli” ma a questo punto ci vorrebbe un dipartimento per la “Salute mentale” dell’era-Covid.

Ed ecco un pezzo del discorso di Capodanno di Natalino Balasso…

« […] Oltre metà della frutta e verdura che compriamo al supermercato contiene residui di uno o più pesticidi, (non parliamo del cibo industriale che consumiamo normalmente anche nei bar dove te lo scaldano nel microonde). Non serve lavarla quella frutta e verdura, quei residui non se ne vanno, te li ciucci tu, di che cazzo stiamo parlando? E’ una salute pro forma. I vaccini, si sa, indeboliscono la popolazione, intendiamoci, anche l’ascensore indebolisce la popolazione, se la gente si facesse dieci rampe di scale tutti i giorni, avrebbe gambe più forti, e così l’automobile, il servosterzo, la televisione, l’alcool, il fumo, sei ore in ufficio, cinque ore a scuola seduti su un cazzo di sedia indeboliscono la popolazione, altro che vaccini. Ecco, tu potresti rinunciare ai vaccini se evitassi ‘sta merda […] E’ il Progresso che indebolisce la popolazione […] Non raggiungeremo mai la salute perfetta […]. Quando il qualcosa a cui rinunci è l’essenza stessa della vita, puoi ancora chiamarla vita? E’ una vita pro forma»

Balasso ha ragione. Ivan Illich parlava di queste cose quarant’anni fa, dicendo che se non usi le gambe ma l’automobile stai perdendo il valore d’uso delle gambe: non vuol dire solo peggiore salute ma rinunciare a creatività e autonomia, quando la dipendenza da una tecnologia supera una certa soglia. Una signora del mio paese andava a lavorare a 200 metri da casa sua con la macchina; diceva che lo faceva per non far scaricare la batteria. Prestare attenzione a questi aspetti, da parte di un attore, è sempre più prezioso oggi: perciò viva Natalino Balasso (so che è un attore di spessore da molti anni ma io l’ho scoperto adesso). “Tornate a leggere i poeti” dice Balasso “perché il loro mestiere è quello di mettere in fila le parole che noi non sappiamo più dire”. Ed ecco la poesia di Mario De Andrade (nella foto qui sopra) che Balasso ha letto per capodanno.

Tempo prezioso delle persone mature

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.

Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.

Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente…

Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.

Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego. Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.

Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli. Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli. Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta… Senza troppe caramelle nella confezione…

Voglio vivere accanto a gente umana, molto umana. Che sappia sorridere dei propri errori. Che non si gonfi di vittorie. Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo. Che non sfugga alle proprie responsabilità. Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.

L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta. Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone… Persone alle quali i duri colpi della vita hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima. Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.

Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono… Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora. Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…

QUESTO APPUNTAMENTO

Mi piace il torrente – di idee, contraddizioni, pensieri, persone, incontri di viaggio, dubbi, autopromozioni, storie, provocazioni – che attraversa gli scritti di Angelo Maddalena. Così gli ho proposto un “lunedì… dell’Angelo” per aprire la settimana bottegarda. Siccome una congiura famiglia-anagrafe-fato gli ha imposto il nome di Angelo mi piace pensare che in qualche modo possa fare l’angelo custode della nuova (laica) settimana. Perciò ci rivediamo qui – scsp: salvo catastrofi sempre possibili – fra 168 ore circa che poi sarebbero 7 giorni. [db]

 

La Bottega del Barbieri

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