Argentina: la comunicazione ribelle della Garganta Poderosa

Voce di La Villa 21 e di tutte le villas miserias del paese, il collettivo rappresenta un originale esperimento di informazione popolare e osservatorio sulla repressione dello Stato.

di David Lifodi

La Garganta Poderosa non è solo una rivista, un sito web di informazione, una radio e un progetto editoriale, ma molto di più. Si tratta di un collettivo che esprime pensieri, parole e sogni dei circa 50mila villeros che abitano a La Villa 21, villa miseria senza diritti alla periferia di Buenos Aires. Si autodefiniscono con un pie en la villa y el grito en la portada e sono espressione delle 79 asembleas villeras sorte prima in Argentina e poi nel resto del continente latinoamericano.

Le villas miserias, quartieri degradati delle periferie argentine dove si vive in condizioni estremamente precarie, sono ritenute luoghi in cui imperversano la violenza dei narcos e della criminalità organizzata. Questa è la definizione più ricorrente delle villas miserias da parte dell’opinione pubblica. Secondo alcune stime, circa il 10% della popolazione urbana argentina abita nelle villas, dove manca l’accesso ai servizi fondamentali. La Villa 21, la più grande della capitale, per giunta si trova sulla riva delle acque limacciose del fiume Riachuelo, ritenuto dal Ministero dell’ambiente una vera e propria “cloaca a cielo aperto” e mai pulito e messo in sicurezza dallo stesso ministero nonostante una sentenza della Corte Suprema di Giustizia da tempo lo obblighi a farlo. Al tempo stesso, La Villa 21 rappresenta una periferia ribelle in un Argentina che ha compiuto molti passi indietro dal punto di vista dei diritti civili, sociali, umani e politici a partire dall’arrivo del presidente Mauricio Macri alla Casa Rosada.

Espressione diretta della cultura villera, non a caso La Garganta Poderosa scrive spesso utilizzando modi di dire e termini propri del linguaggio delle villas miserias. La redazione si identifica simbolicamente nel viaggio per l’America latina che intrapresero Che Guevara e Alberto Granado proprio in sella alla moto La Poderosa e in Rodolfo Walsh (il giornalista ucciso dalla dittatura noto soprattutto per la sua lettera aperta alla giunta militare), che auspicava  la nascita di un settimanale villero in Argentina e per questo figura idealmente come il redattore capo della rivista. La Garganta Poderosa è, inoltre, l’unico mezzo che hanno i villeros per poter far valere le proprie istanze, invisibili per la società argentina, convinta che nelle villas miserias abitino solo delinquenti.

Nel corso degli anni sono stati molti i personaggi eccellenti intervistati dalla Garganta Poderosa, a partire da ex presidenti come Pepe Mujica e Dilma Rousseff, ma il collettivo redazionale è in prima fila soprattutto per quanto riguarda la lotta gli abusi compiuti dallo Stato. In particolare, la ministra con delega alla Sicurezza Patricia Bullrich, sulla quale peraltro pesano enormi responsabilità per la morte di Santiago Maldonado, il giovane attivista impegnato a sostenere la lotta dei mapuche,più volte ha ribadito che La Villa 21 va sgomberata perché non è sotto il controllo dello Stato, ma dei narcos e vi prospera l’illegalità. Il contrasto tra lo Stato argentino e La Garganta Poderosa è cresciuto da quando il collettivo ha denunciato sei agenti che avrebbero torturato due adolescenti  nel corso di un’operazione di polizia compiuta nel quartiere e a seguito delle scorrettezze della stessa Bullrich, la quale ha mostrato una foto di Nacho Levy, uno dei principali esponenti della rivista che da allora ha iniziato a ricevere minacce in paese dove la pratica della desaparición non è del tutto archiviata.

Tuttavia, la battaglia tra lo Stato e La Garganta Poderosa risale almeno  al 2013, in era kirchnerista, quando Kevin Molina, un bambino di nove anni, fu colpito alla testa nel corso di una sparatoria tra bande di narcotrafficanti che si affrontavano per il controllo del territorio. In quella circostanza i vollero chiamarono la polizia affinché intervenisse, ma gli agenti si presentarono soltanto il giorno dopo e per questo sono stati denunciati. In quella circostanza, nel corso del conflitto a fuoco prolungatosi per circa tre ore, pare che gli agenti scelsero di non intervenire affinché “i villeros si uccidessero tra loro”.

Fondata nel 2010, La Garganta Poderosa, il suo linguaggio e le modalità di comunicazione alternativa sono studiate anche in alcune università argentine ed oggi gestisce anche mense popolari, tiene corsi d’insegnamento per adulti e offre supporto a bambini e adolescenti delle villas miserias, sostituendosi ad uno Stato assente che si quando si materializza lo fa esclusivamente in maniera repressiva. La Garganta Poderosa rappresenta un’originale esperimento di comunicazione popolare e osservatorio sulla repressione e per questo lo Stato argentino si è scagliato contro questa esperienza alternativa  come aveva già fatto con la Tupac Amaru e Milagro Sala.

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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