Arposottos itargimmi

Quanto costano allo Stato italiano gli immigrati? O è lo Stato italiano che costa agli immigrati?
Sorpresa.

Da http://liberamigrante.blogspot.com/2011/07/diamo-i-numeri.html (il blog di Maria Rosaria Baldin) un po’ di calcoli.

Dal dicembre 2006 al dicembre 2010 gli immigrati che hanno chiesto il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno tramite posta, hanno permesso a  Poste spa (grazie ai 30 euro caduno versati per l’assicurata) di guadagnare € 50,190,000,00 (cinquanta milioni e centonovantamila euro);

lo Stato italiano (grazie alla marca da bollo da 14,62 € cad.) ha guadagnato € 24.459.260,00 (ventiquattro milioni quattrocentocinquantanovemila e cinquecentosessanta euro);

il Poligrafico dello Stato, grazie al pagamento di 27,50 € cad. per il permesso di soggiorno elettronico) ha guadagnato:  quarantasei milioni settemilacinquecento euro)  46.007.500,00;

ancora Poste spa, dal versamento dei bollettini relativi al suddetto permesso di soggiorno elettronico (€ 1,10 cad.) un milione ottocentoquarantamila euro 1.840.000,00 €.

Ogni singolo immigrato per tutte queste spese: € 73,22.

UNA BREVE NOTA

Maria Rosaria Baldin è esperta in metodologia autobiografica e scrittura autoanalitica, collaboratrice scientifica e docente della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo), socia ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione)

“L’utopia è come l’orizzonte: cammino  due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo serve, per continuare a camminare”.  Eduardo Galeano

Redazione
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Un commento

  • Bozidar Stanisic

    tre anni fa, appena pronunciate le parole sul passaggio dalle questure alle poste – quasi privaticizzate – (inclusa una notizia fredda su tutti i quotidiani italiani di spicco – ad esempio “la repubblica” ha fatto notizia: gli immigrati vanno alle poste) mi son fatto vivo protestando e, in seguito, quasi deriso sia dal silenzio delle assoc. degli immigrati e dei sindacati (che partecipano alla grade a questa divisione della torta – leggere sotto voce CAAF), che dalle persone che addoperano nel campo (italiane e stranieri – tutti insieme)… questa protesta in atto è molto indietro le cose. le cause? l’immobilità dei c.detti vertici sindacali, inclusi gli stranieri presenti nel campo? l’indifferenza che ormai fa parte delllo sguardo comune sulla questione immigrazione? la sottomissione – ovvero sia – la schiavitù vera e propria delle assoc. dei mediatori culturali? l’insufficenza dei deputati stranieri nel parlamento italiano – che devono essere schedati in nome del partito? ora si protesta?! benissimo… meglio ora che mai! ma qti anni ci volevano per fare 2 conti? per capire che l’immigrazione è un affare, pure. i numeri sono chiari e son grato perchè finalmente sono rivelati. la battaglia? chi la fa nell’italia maroniana-bersaniana/d’alemaniana-casiniana? non ne sono certoi. spetta, credo, molto-molto agli immigrati, che dovrebbero alzare la testa per capire che le città in cui vivono hanno anche dei balconi… è che la democrazia italiana non dovrebbe diventare un peso per gli immigrati, ma un vantaggio, utile a chi in italia credo abbia dimenticato certe certe cose…. e che 1-2 parlamentari di colore e non non riescano a soddisfare delle richieste leggittime sui diritti, incluso il voto amministativo. sara lunga, la battaglia… ma speriamo bene se in molti vogliono prenderla a cuore.

    bozidar stanisic

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