(roba del Pabuda…)
non essendo abituati:
agli orari soliti nostri
appena appena
modificati,
alla cena fuori casa, 
alla lingua napoletana,
alle competenti valutazioni
sul mollarsi e riprendersi
della Tatangelo Anna
e del D’alessio Gigi,
alla fine:
una pizza semplice
e mezza bottiglia a testa
per finire ciucchi persi
a far festa sul balcone
con due camel,
a far pericolosamente
storta la chiacchiera
e la danza
basta e avanza.
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net
Pocuda.