Biologia razziale: nella Svezia socialdemocratica

Il 13 maggio 1921 apre la prima istituzione statale al mondo di questo tipo.

di Benigno Moi

La prima associazione che la maggior parte di noi fa, nel sentir parlare di eugenetica, pulizia etnica, genocidio, selezione della razza e pratiche simili, è immediatamente con la Germania nazista e con la sua famigerata “igiene razziale”. O, tuttalpiù, in tempi più recenti, con le guerre a carattere etnico e tribale in luoghi e culture “a noi lontane”, quali quelle fra Huti e Tutsu in Ruanda nel 1994 [i] o quelle contro i Rohingya nella Birmania odierna [ii].

Eppure, il primo governo al mondo a istituzionalizzare e mettere in pratica politiche che si rifacevano all’eugenetica fu quello svedese di Hjalmar Branting [iii], uno dei fondatori del Partito Socialdemocratico dei lavoratori di Svezia, non solo primo socialdemocratico eletto al parlamento svedese e primo ad essere nominato primo ministro, ma pure membro della Società delle Nazioni e premio Nobel per la Pace nel 1921.

Proprio il 13 maggio del 1921 fu approvato dal Riksdag (il parlamento nazionale del Regno di Svezia) l’apertura dell’Istituto Svedese di Biologia Razziale nell’Università di

Università di Uppsala

Uppsala, che iniziò a funzionare dal 1922 sotto la direzione di Herman Lundborg, “sostenitore appassionato della superiorità delle razze nordiche”[iv],e  che già nella sua tesi di dottorato sulle epilessie, studiando l’albero genealogico di alcuni pazienti, ne faceva risalire le cause al fatto che la “famiglia era geneticamente degenerata a causa di matrimoni poco saggi”.

 

 

Galton

L’eugenetica, termine coniato dall’inglese Francis Galton nel 1883, si diffuse molto velocemente anche sulla scia delle teorie di Darwin (di cui Galton era cugino) sulla selezione naturale, dando “valore scientifico” alla convinzione che fosse necessario migliorare la “qualità” del genere umano attraverso gli strumenti che offriva la scienza, e che ciò fosse uno dei compiti dello Stato nei confronti del “benessere” dei suoi cittadini [v].

Furono ragioni come queste, probabilmente, che fecero considerare non solo giustificato, ma altamente progressista, l’applicazione di pratiche di selezione tramite la sterilizzazione e la castrazione chimica, al fine di costruire una società di cittadini “sani, ricchi e felici”. Le politiche di costruzione dello stato sociale, che spesso accompagnavano le teorie sull’eugenetica, venivano considerate spesso fattibili solo “tagliando i costi” che deriverebbero dal dover mantenere i “non adatti”, fossero essi soggetti non sani, soprattutto sofferenti di vere o presunte malattie psichiche, con handicap gravi o appartenenti a minoranze considerate “inadeguate” (come i Rom e, in Svezia appunto, i Sami [vi][vii]).

L’accettazione di simili teorie, avvallate dalle posizioni di altri illustri studiosi e politici, quali i coniugi Gunnar [viii] e Alva Myrdal[ ix], anche loro vincitori di un Nobel, rispettivamente per l’Economia e per la Pace, fece sì che in Svezia, come d’altronde in altri “paesi democratici”, continuassero sino a pochi decenni fa pratiche che pure furono fortemente condannate quando riferite alla Germania nazista.

Nikawiy Nitanis di Mackenzie Anderson

Romero, Rachael, 1953-, designer Brigata dei manifesti di San Francisco

Come se, del complesso di queste pratiche, fosse stata solo la decisione finale e definitiva dell’Olocausto a farci inorridire, e solo questa da biasimare e condannare. Mentre se ne accettavano (pur non ufficialmente e spesso in segreto, ma con convinzione) i presupposti pseudoscientifici, e si continuava [x] – per decenni dopo la scoperta dei campi di concentramento e il processo di Norimberga – a praticare la selezione eugenetica tramite la sottrazione dei bambini dalle famiglie considerate non adatte (come in Svizzera con la Fondazione Pro Juventute che operò di fatto sino al 1973, allontanando i bambini Jenisch dalle loro famiglie [xi]; e tutti gli altri casi che ogni tanto, e a fatica, escono dall’oblio, come il caso degli aborigeni in Australia [xii], le donne native negli Stati Uniti [ xiii], e in Canada, dove la legislazione sulla sterilizzazione delle donne native è arrivata quasi ai nostri tempi[ xiv].)

 

CONTRIBUTI SPARSI PER APPROFONDIRE

Su Cannibali e Re (pagina FB)   Poveri, emarginati, psicolabili, donne sole, appartenenti alle minoranze, sterilizzati perché i loro geni negativi non si riproducessero: quando la Svezia socialdemocratica somigliava alla Germania nazista: https://www.facebook.com/cannibaliere/posts/4979713702147063

L’approfondita inchiesta in due parti su Carmilla: https://www.carmillaonline.com/2006/09/21/la-societa-in-mano-ai-medici-socialismo-ed-eugenetica-nellesperienza-svedese-1-2/

Sul Libro Bianco del Governo svedese, del 2014, sulla persecuzione dei Rom: https://www.zeroviolenza.it/editoriali/item/57156-la-svezia-riconosce-contro-i-rom-ci-fu-razzismo-di-stato

Quando ne parlò La Repubblica 25 anni fa: SVEZIA, STERILIZZATE A FORZA – la Repubblica.it

Qui il rapporto finale dell’inchiesta statale canadese sulla sterilizzazione delle donne native: untitled (mmiwg-ffada.ca)

Evento di sensibilizzazione del 2018, in Canada, sulle donne indigene: https://streamsofjustice.wordpress.com/2018/01/28/evening-of-lament-for-missing-and-murdered-indigenous-women/

Un riepilogo dei casi di sterilizzazione obbligatoria: https://it.wikipedia.org/wiki/Sterilizzazione_obbligatoria

Anche il cinema si è occupato del tema:

Sami Blood, 2016, il film sui Sami della regista svedese Amanda Kernell: https://www.mymovies.it/film/2016/sameblod/

Sugli aborigeni australiani:

https://www.mymovies.it/film/2002/lagenerazionerubata/

https://www.taxidrivers.it/169683/review/sweet-country-la-storia-degli-aborigeni-australiani-ridotti-in-schiavitu.html

https://www.mymovies.it/film/2002/the-tracker-la-guida/

Note

[i] https://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_del_Ruanda

[ii] https://it.wikipedia.org/wiki/Rohingya

[iii] https://it.wikipedia.org/wiki/Hjalmar_Branting

[iv] https://www.carmillaonline.com/2006/09/21/la-societa-in-mano-ai-medici-socialismo-ed-eugenetica-nellesperienza-svedese-1-2/

[v] https://www.no-regime.com/ru-it/wiki/Scientific_racism

[vi] I sami e le sterilizzazioni targate socialdemocrazia – La Voce delle Lotte

[vii] https://www.interris.it/copertina/popolo-sami-indigeno-europa/

[viii] https://en.wikipedia.org/wiki/Gunnar_Myrdal

[ix] https://en.wikipedia.org/wiki/Alva_Myrdal

[x] https://it.wikipedia.org/wiki/Razzismo_scientifico#Dopo_il_1945

[xi] La storia dei bambini Jenisch in Svizzera la racconta bene Luca Bravi nella ricca introduzione alla traduzione in italiano della tesi di dottorato di Eva Justin, una delle teoriche del genocidio dei Rom nella Germania nazista: https://www.ibs.it/destini-dei-bambini-zingari-educati-libro-eva-justin/e/9788891770554 a cura di Luca Bravi

[xii] https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_rubata

[xiii] La storia della sterilizzazione delle donne native americane

[xiv] L’altro lato del Canada: la sterilizzazione forzata delle donne native (epocanuova.com)

Benigno Moi

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