Boris chi molla: spazzateci via e salvatevi

di Gianluca Cicinelli (*)

Per il momento il progetto criminale di Boris Johnson di mandare in Ruanda gli immigrati richiedenti asilo non graditi nel Regno Unito è stato bloccato dalla Corte Europea per i diritti umani, ma il volo di sola andata Londra-Kigali è soltanto sospeso, non ancora bloccato. Respinto il ricorso collettivo l’organismo ha accolto i ricorsi individuali presentati dagli avvocati. Come tutti i razzisti Johnson si nasconde dietro una presunta lotta ai trafficanti di persone, le stesse motivazioni che in Italia abbiamo sentito per bocca di Salvini e Meloni quando propongono di lasciar affogare i migranti nel Mediterraneo, le stesse motivazioni con cui Marco Minniti e il Pd hanno giustificato gli accordi con la Libia, reiterati con modifiche non sostanziali da tutti i governi fino all’attuale, dove i migranti vengono imprigionati, torturati e uccisi, ma lontano dagli occhi dell’opinione pubblica. Criminale: “Che ha commesso un delitto o si suppone possa commetterlo”, spiega il dizionario, che alla voce delitto specifica “Azione criminale perpetrata con dolo; assassinio, omicidio; Con valore iperbolico, azione che indigna”.

Un tempo alla parola criminale seguivano le schede segnaletiche, le richieste di aiuto alla popolazione per segnalare se venivano avvistati in giro, una taglia, l’invito a evitare di circolare la sera per non incontrarli. Adesso ci accontentiamo di sapere che persino il principe Carlo avrebbe definito “spaventoso” il piano di Johnson o di sapere, se fosse confermata l’indiscrezione, che Papa Francesco avrebbe evitato di partecipare a un convegno pur di non stringere la mano a Minniti. Ma non stiamo parlando di persone costrette a camuffare le proprie sembianze per nascondersi, per sfuggire alla pena, parliamo di uomini di Stato, premier, ministri, persone che vediamo in televisione tutte le sere senza che nessuno, se non una parte sparuta della popolazione, faccia loro presente che sono criminali. Nemmeno chi avrebbe il potere di fermarli, di fermare la follia disumana e criminale che si nasconde dietro atti apparentemente burocratici, fa niente per fermarli, perchè in realtà per la maggioranza delle popolazioni non sono criminali ma semplicemente uomini e donne di Stato.

Rileggere articoli e libri che raccontano le gesta di Giorgio Perlasca, fascista convinto, rimasto persona di destra per tutta la vita, va sottolineato per comprendere la distinzione tra uomini e no al di là delle posizioni politiche, che disgustato dalle leggi razziali e dalle deportazioni e uccisioni degli ebrei si finse console spagnolo a Budapest salvando almeno cinquemila persone, è un esercizio utile per comprendere quanto accade adesso e non soltanto un’ottantina di anni fa. Perlasca fu ritenuto un eroe molti decenni dopo aver compiuto il suo nobile gesto, non alla fine della guerra. La paura di Primo Levi di non essere creduto nel racconto dell’orrore dei campi di concentramento era reale, anche Levi fu capito molti anni dopo. Quanto avviene con i migranti non è paragonabile, e va ribadito con forza proprio per dare un senso alla storia, alla persecuzione e al genocidio del popolo ebraico, ma in certo qual senso è addirittura peggio, sia perchè avviene dinanzi agli occhi di tutti e nessuno può dire di non sapere sia perchè non distingue più nemmeno l’origine delle persone, accumulandole tutte in un’unica categoria: i migranti. Tra qualche decennio leggeremo forse che le norme con cui attualmente vengono legalmente deportati i migranti erano criminali e razziste. Ma per adesso costituiscono la legalità, la quotidianità dell’orrore.

E’ irrazionale, anche criminale nel senso spiegato sopra, adesso che le seconde e terze generazioni di migranti in Italia iniziano a esprimere la loro rabbia anche con violenza, come avveniva già venti anni fa in Francia nelle banlieue, dove la consuetudine colonialista aveva portato immigrati sul territorio molto prima che da noi, o in Germania o in Svezia, che non si veda un collegamento tra questa rabbia e il sistema sociale razzista che con il nostro silenzio legittimiamo ogni giorno. Non vediamo cioè come siamo diventati complici della criminalità dei governi verso gli esseri umani. Abbiamo già tanti problemi, ci diciamo, tanta povertà, e non riusciamo a cogliere il nesso profondo che c’è tra la povertà atavica che genera le migrazioni e la nostra povertà di occidentali frustrati dopo un periodo di relativo benessere. Facciamo distinzioni tra ucraini, curdi, palestinesi, tunisini, ghanesi, afghani come se la loro nazionalità cambiasse in qualche modo il loro status e i loro diritti in quanto esseri umani. D’altronde la stessa opinione pubblica ancora non vede il nesso tra il fatto di essere nati, in Italia nel nostro caso, e il diritto basilare a mangiare e avere un tetto anche se non hai lavoro e dei risparmi.

Finirà male, naturalmente, e di certo le rivolte dei migranti che verranno non faranno distinzioni tra chi guarda al mondo come un unico luogo per tutti gli esseri umani e chi lo ritiene proprietà privata di bianchi stronzi. E s’inganna chi ritiene che la finta indignazione internazionale bloccherà i voli verso il Ruanda voluti da Johnson e dal governo Uk, perchè poche settimane fa il governo della Danimarca ha intavolato una trattativa con il Ruanda per deportare lì i richiedenti asilo attualmente nella giurisdizione di Copenhagen. Se fossi un migrante vedrei nel mio orizzonte la necessità di spazzare via un sistema corrotto e disumano come quello dei governi europei, come unica strada per aver salva la vita.

(*) articolo in origine su https://diogeneonline.info/spazzateci-via-e-salvatevi/

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