Brasile: i taglialegna uccidono Zezico Rodrigues Guajajara
Il guardiano della foresta cadde in un’imboscata dei madereiros il 31 marzo 2020. Da tempo Zezico denunciava le mafie dei trafficanti dei legnami. Il governo brasiliano non ha mosso un dito per fare luce sul suo omicidio
di David Lifodi
Foto: https://grajaudefato.com.br/
Zutiwa è un villaggio nello stato del Maranhão dove il 31 marzo 2020 è stato ritrovato il corpo di Zezico Rodrigues Guajajara, direttore dell’Azuru indigenous school education center e guardiano dell’Amazzonia.
Ad ucciderlo è stato un colpo di fucile da caccia, probabilmente proveniente dai madereiros, i tagliatori illegali di legna. Leader della comunità degli indigeni Guajajara e dei gruppi degli indiani incontattati della tribù degli Awá, Zezico Rodrigues Guajajara aveva già ricevuto in passato minacce di morte.
Da diversi anni i rapporti delle comunità indigene brasiliane con i taglialegna erano divenuti tesi. Nel 2017 un gruppo di guardiani dell’Amazzonia aveva occupato degli uffici governativi a Brasilia per chiedere maggior protezione per le loro terre.
L’omicidio di Zezico Rodrigues Guajajara è stato il quinto tra novembre 2019 e marzo 2020. Prima di lui, in territorio Araribóia, erano caduti sotto i colpi di pistola dei madereiros o di guardie armate al loro servizio Paulino Guajajara, Firmino Prexede Guajajara, Raimundo Benício Guajajara e il quindicenne Erisvan Guajajara.
Eletto di recente coordinatore degli indios della Terra Indígena Arariboia – Comissão dos Caciques e de Lideranças Indígenas da Terra Indígena Arariboia, Zezico Guajajara era finito nel mirino dei taglialegna perché, come aveva sottolineato allora l’organizzazione Survival International, lui e gli altri guardiani “sono stati presi di mira senza pietà dalle potenti mafie dei trafficanti di legname che sfruttano illegalmente i preziosi legni duri del territorio indigeno Arariboia, casa degli indigeni Guajajara e dei gruppi incontattati della tribù degli Awá”.
Secondo le comunità indigene, l’omicidio di Zezico è frutto sia della politica all’insegna dell’odio e del razzismo condotta dal presidente Bolsonaro sia di un’impunità diffusa che ha sempre tutelato i madereiros. Il governo brasiliano è sempre stato complice di questo tipo di omicidi.
Del resto tutto ciò non sorprende. Jair Bolsonaro ha sostenuto, anche durante la campagna elettorale che lo ha condotto al Planalto, i trafficanti di legname, promettendo loro che avrebbero potuto sfruttare a proprio piacimento le terre indigene incoraggiandone pubblicamente l’invasione.
Sônia Guajajara, esponente dell’ Articulação dos Povos Indígenas do Brasil (Apib), lo ha ricordato così, nei giorni immediatamente successivi alla sua uccisione: “Abbiamo perso un altro guerriero, un grande leader del popolo Guajajara. Zezico Guajajara era un importante leader indigeno, sempre combattivo, coraggioso e impegnato nella lotta in difesa del nostro popolo”.
Era stato proprio grazie a Zezico Guajajara che il gruppo di guardiani dell’Amazzonia aveva raggiunto fino ai 120 volontari per difendere il territorio dal disboscamento illegale, ma, già nel 2017, l’uomo aveva percepito che la sua vita era a rischio. Alle sue denunce presentate nei confronti dei taglialegna illegali seguivano puntualmente le minacce di morte verso di lui e il suo stesso villaggio era stato spesso oggetto di incendi dolosi.
Nemico giurato dei madereiros e dei pistoleiros, Zezico aveva dichiarato, con tristezza, a un giornalista: “Sono più ricercato io dei taglialegna”. In un’intervista rilasciata ad Amazon Watch, Zezico aveva ricordato che i guardiani dell’Amazzonia avevano bisogno di supporto logistico, materiale e attrezzature per combattere gli incendi e i taglialegna illegali.
L’ondata di violenza contro gli indigeni nel Maranhão spinse l’allora governatore Flavio Dino (Partido Comunista do Brasil) a creare la Força Tarefa de Proteção à Vida Indígena (FT-VIDA), ma, a due anni dall’uccisione di Zezico, i madereiros continuano ad avere mano libera nella più completa impunità. L’omicidio di Zezico Rodrigues Guajajara ricorda molto da vicino quello di Chico Mendes.
MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.
Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.
La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

