Brasile: la lunga marcia della Colonna Prestes

L’11 aprile 1927, a Foz de Iguaçu, si riunisce la corrente di giovani ufficiali in rivolta contro le forze del presidente Artur Bernardes che, a partire dal 1925, aveva percorso tutto il Paese per combattere i latifondisti e la corruzione dei governi civili dell’epoca

di David Lifodi

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La Colonna Prestes rappresenta uno dei principali movimenti rivoluzionari nel Brasile dei primi anni Venti. I suoi componenti, tra il 1925 e il 1927, percorreranno oltre 25.000 chilometri per debellare dal paese il latifondismo e combattere contro i governi di Artur Bernardes e Washington Luís.

La Colonna era nata dal movimento tenentista che aveva preso piede nel paese a partire dal 1922 a seguito della crescente insoddisfazione dei quadri militari nei confronti del governo brasiliano e, in particolare, del presidente Bernardes, il quale rappresentava principalmente gli interessi dell’oligarchia paulista e delle imprese minerarie, sfociata prima nella Revolta do Forte de Copacabana dello stesso anno e poi nella Revolta Paulista del 1924. A queste due mobilitazioni ne seguirono molte altre sempre con l’obiettivo di far cadere Bernardes.

Fu a Foz de Iguaçu, nel Paraná, che l’11 aprile 1927 si riunirono i tenentistas ribelli del Rio Grande do Sul, capeggiati da Luís Carlos Prestes, e i tenentistas paulistas che si trovavano nel Paraná. Proprio dall’unità tra i due gruppi si era formata la Colonna Prestes, composta da circa 1.500 uomini (parte dei quali civili contadini e seminanalfabeti, insieme a qualche sergente, molti soldati semplici e solo 12 ufficiali) e una cinquantina di donne, e di cui facevano parte, tra gli altri, Miguel Costa, Juarez Távora e Isidoro Dias Lopes.

Tra le principali rivendicazioni della Colonna vi erano la riforma dell’istruzione, la moralizzazione della vita politica, ma soprattutto la battaglia per un miglioramento del tenore di vita delle fasce sociali più povere della società brasiliana.

La marcia della Colonna Prestes, che attraversò il paese toccando soprattutto Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Goiás, Tocantins, Piauí, Bahia e Pernambuco, ricevette una grande accoglienza in alcune zone del Brasile, ma in altre fu guardata con freddezza e ostilità poiché non era riuscita a coalizzare la maggioranza della popolazione intorno ad un progetto politico condiviso.

La storica Anita Leocádia Prestes, docente universitaria figlia di Luiz Carlos Prestes e Olga Benário, sottolinea che la Colonna fu comunque l’unico movimento brasiliano di resistenza al potere costituito che non fu mai sconfitto dallo Stato, grazie anche ad una tattica fondata su una sorta di guerra di guerriglia ante litteram, dovuta alla sproporzionata differenza di forze rispetto all’esercito regolare lealista.

La Colonna rappresentava inoltre un esempio, nel suo piccolo, di comune militare, ma non militarista: ad esempio, quando mancava il cibo i ribelli se lo dividevano in parti uguali, quando scarseggiavano i cavalli spesso a camminare erano i comandanti. In definitiva, ogni appartenente alla Colonna Prestes sapeva che mai sarebbe stato abbandonato dai suoi compagni. Furono questi i valori che permisero alla Colonna di far fronte alle molteplici avversità.

Prestes, denominato “Cavaleiro da Esperança”, nel 1930 aderì agli ideali del comunismo, visse in Urss tra il 1931 ed il 1935 e quando si trovava già in carcere fu eletto segretario generale del Partito comunista brasiliano all’epoca del getulismo, mentre altri comandanti della Colonna Prestes aderirono all’Estado Novo diventando succesivamente ministri.

Prestes morirà a Río de Janeiro il 7 marzo 1990.

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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