Brasile: lo Stato arriva, uccide e se ne va

Una riflessione a seguito dell’operazione della polizia contro la criminalità organizzata a Jacarezinho, favela di Rio de Janeiro, finita nel sangue lo scorso 7 maggio.

di Salvatore Palidda

Le brutalità e la carneficina poliziesche o militari in paesi come il Brasile sono terrificanti, non diversi da quelli dei nazisti e oggi anche di Israele contro il popolo palestinese. Di fatto il senso che sembra caratterizzare questi fatti è il prevalere della tanatopolitica, cioè la scelta deliberata dell’eliminazione fisica, del lasciar morire o del quasi genocidio della popolazione che per i dominanti non ha più alcun diritto di esistere. Di fatto Bolsonaro punta sulla pandemia per moltiplicare sempre più morti (già 430 mila al 13 maggio 2021) e sui blitz della polizia.

Nei paesi ricchi o cosiddetti democratici non c’è questa scelta genocida, ma di fatto tante azioni esemplari stanno lì a indicare che il potere può sempre far ricorso alla violenza estrema (vedi tutti i morti in mano alle polizie o nelle carceri negli ultimi 20 anni in Italia). Ricordiamo che Israele passa per paese democratico come gli Stati Uniti dove ogni anno sono uccisi dalla polizia oltre mille neri e ispanici o marginali.

Quello che è successo nella favela Jacarezinho di Rio de Janeiro è l’ultimo blitz sanguinario della polizia brasiliana, che da decenni pratica questa modalità repressiva e con il regime Bolsonaro la rilancia e la estremizza. Oltre 28 persone sono state uccise dall’assalto della polizia nella bidonville di Jacarezinho, un bilancio umano mai registrato in un’operazione di tale tipo nella città1. In media giornaliera tre abitanti di Rio sono uccisi dalla polizia, 1.239 nel 2020, un numero superiore a quello spaventoso degli Stati Uniti. Secondo il sito statistica nel 2019 in Brasile 2934 persone sono state uccise dalla polizia e 3.148 nel 2020 (https://www.statista.com/statistics/1181640/number-deaths-police-intervention-brazil/) .

Ed ecco i dati dettagliati per gli Stati Uniti, paese che pretende essere democratico.

Persone uccise dalla polizia negli Stati Uniti dal 2017 al 2021

2017

2018

2019

2020

2021 (al 27 aprile)

Bianchi

457

399

370

457

114

Neri

223

209

235

241

62

Ispanici

179

148

158

169

38

Altri

44

36

39

28

4

Sconosciuti

84

204

202

126

74

Totale

987

996

1004

1021

292

Fonte : https://www.statista.com/statistics/585152/people-shot-to-death-by-us-police-by-race/

 

La polizia brasiliana dello stato di Rio beneficia del sostegno totale del governatore di destra Claudio Castro, nonché del dittatore Jair Bolsonaro. Il vice-presidente Hamilton Mourao ha anche affermato che i morti civili di Jacarezinho erano «tutti dei banditi».

L’assalto a questa favela è cominciato verso le 6 del mattino. 200 poliziotti sono penetrati nella bidonville col sostegno di blindati ed elicotteri. Un poliziotto è stato ucciso da un colpo e l’operazione antidroga s’è trasformata in vendetta. Strada per strada i poliziotti mitragliano a volontà. Due passeggeri del treno della metropolitana aerea che passa sopra la favela sono feriti dai colpi della polizia. Le strade si riempiono di cadaveri insanguinati. Gli spacciatori fuggono. La polizia decide di perseguitarli entrando nelle case. E la carneficina continua: i presunti spacciatori sono uccisi nelle cucine e a volte nelle stanze dei bambini. Miguel racconta che «Tre sono stati uccisi a freddo nel sala della sua casa»«Erano dei ragazzini che si erano messi a terra non avevano armi, dicevano solo che volevano arrendersi. Ma li hanno giustiziati … È terrificante c’erano pezzi di carne umana, organi, il fegato, dappertutto sul suolo … Abbiamo dovuto raccogliere questi resti e lavare noi-stessi».

Stato di choc

L’operazione ha seminato il terrore nella favela per nove ore! Il giorno dopo Jacarezinho conservava i segni della carneficina. Porte e muri bucati dalle pallottole, a volte a grappoli. Vetri rotti esplosi a causa delle bombe a mano della polizia. Negli alloggi, malgrado un lavaggio con tanta acqua non si è ancora arrivati a cancellare tutte le macchie di sangue.

Gli abitanti hanno ancora paura che la polizia torni. Una donna in lacrime dice «Perché questo? Perché uccidono i nostri figli?».

ufficialmente, la polizia dice che l’operazione mirava a colpire il Comando Vermelho (roso), il più forte gruppo di trafficanti di droga di Rio che avrebbe in questa favela la sua roccaforte. Volevano sequestrarne armi e «neutralizzarne» qualche capo. Ma il bilancio mostra 28 morti decine e decine di feriti e solo il sequestro di 16 pistole, 7 fucili, 12 bombe a mano e una mitraglietta.

Nel 2020, il Tribunale supremo federale, la più alta istanza giudiziaria del paese, ha sospeso, salvo casi eccezionali, le operazioni di polizia nelle favela per tutta la durata della pandemia. Ma l’atto è stato poco rispettato: in un anno almeno 944 abitanti di Rio sono morti durante gli interventi della polizia.

«Altre operazioni arriveranno»

Secondo Rodrigo Oliveira, alto responsabile della polizia di Rio, «Bisogna smettere di far passare questi criminali per delle vittime». Marcelo Freixo, deputato federale di Rio per il Parti socialismo e libertà (PSOL, sinistra), molto impegnato sulle questioni delle violenze poliziesche, parla invece di «innocenti assassinati» e di «giovani delle favela che muoiono, delle generazioni che stanno per essere perdute e delle famiglie distrutte!».

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