Brasile: una ricercatrice costretta all’esilio

Larissa Mies Bombardi, studiosa dell’ Universidade de São Paulo, si è vista obbligata ad abbandonare il Paese a seguito delle numerose intimidazioni subite successivamente alla pubblicazione dell’Atlas Geografía del Uso de Plaguicidas en Brasil y Conexiones con la Unión Europea. Le minacce ricevute dal bolsonarismo e dalla bancada ruralista ripropongono, una volta di più, la violenta campagna promossa dal Planalto contro gli intellettuali e il mondo della ricerca.

di David Lifodi

                                       Foto: https://alencontre.org/

La docente Larissa Mies Bombardi è stata costretta a scegliere la strada dell’esilio a seguito delle crescenti minacce dovute alla pubblicazione, nel 2017, dell’Atlas Geografía del Uso de Plaguicidas en Brasil y Conexiones con la Unión Europea.

Questa, purtroppo, è l’aria che tira in Brasile ai giorni nostri. La notizia è stata riportata soprattutto dai media indipendenti latinoamericani, a partire da Telesur Tv. Larissa Mies Bombardi, editorialista di Rádio Brasil Atual e ricercatrice del Departamento de Geografia da Universidade de São Paulo (Usp), tramite la pubblicazione dell’Atlante aveva assestato un duro colpo ai signori dell’agrobusiness e per questo è stata vittima di molteplici intimidazioni. A raccontarlo è stata lei stessa in una lettera scritta ai suoi colleghi del dipartimento lo scorso 18 marzo, in cui sollecitava la richiesta di poter abbandonare il Brasile per un determinato periodo di tempo.

Larissa Mies Bombardi, che ha precisato di essere in grado di provare le minacce subite, a partire dalla necessità di percorrere ogni giorno strade alternative per recarsi sul posto di lavoro, è stata paragonata da Telesur Tv agli intellettuali costretti all’esilio all’epoca della dittatura militare (1964-1985). Non si tratta del primo caso di intellettuale a fare le spese del clima di odio che si respira in Brasile in questi ultimi anni. Nel suo libro Fascismo tropicale. Il Brasile tra estrema destra e Covid-19, la scrittrice Claudiléia Lemes Dias ha ricordato il caso del rettore dell’Universidade Federal de Santa Catarina Cancellier de Olivo, indotto al suicidio con l’accusa di aver sottratto fondi pubblici solo per aver aderito ad una manifestazione antifascista. In particolare, il governo Bolsonaro sta conducendo da tempo una battaglia contro il lavoro intellettuale, la ricerca scientifica e gli studiosi.

Un altro caso recente ha visto il coinvolgimento dell’ex rettore dell’Universidade Federal de Pelotas, Pedro Halal, incriminato dalla Controladoria Geral da União per aver criticato Bolsonaro in una diretta streaming sui canali dell’ateneo.

Le attività di ricerca di Larissa Mies Bombardi sugli effetti nocivi degli agrotossici, che peraltro la donna proseguirà anche in esilio, di certo non faranno piacere alla bancada ruralista, come hanno confermato uno dei suoi colleghi studio, Marco Antonio Mitidiero Junior, e il deputato Nilto Tatto. Mitidiero Junior, presidente dell’Associação Nacional de Pós-Graduação e Pesquisa em Geografia e dottore di ricerca in Geografia umana della Usp, ha espresso solidarietà alla donna insieme al deputato federale petista Tatto, coordinatore del Frente Parlamentar de Apoio aos Objetivos do Desenvolvimento Sustentável: entrambi si sono fatti promotori della creazione di una rete di sostegno alla donna composta da intellettuali, movimenti sociali, studenti e società civile.

Le minacce a Larissa Mies Bombardi sono cresciute soprattutto a seguito del rifiuto di alcuni gruppi della grande distribuzione scandinava di acquistare prodotti provenienti dal Brasile contaminati da agrotossici e già da tempo vietati in Europa.

La bancada ruralista, attualmente maggioranza in seno al Congresso, ha capito che il lavoro di denuncia di Larissa Mies Bombardi sarebbe andato contro i loro interessi.

A questo proposito, il Fórum Paulista de Combate aos Impactos dos Agrotóxicos e Transgênicos, a cui appartengono studiosi, esponenti della società civile e docenti universitari, ha espresso la sua solidarietà alla ricercatrice e, più in generale, a tutte le studiose vittime di intimidazioni, sottolineando una volta di più gli effetti nocivi sulla salute delle persone derivanti dall’utilizzo degli agrotossici.

Sul sito web O Partisano viene segnalato il modus operandi di una buona parte della società brasiliana, allineata al bolsonarismo, ma soprattutto convinta che la persecuzione di accademici e scienziati da parte del governo rappresenti un metodo efficace per intimidire le ricercatrici e i ricercatori.

Tra le associazioni scientifiche e impegnate nella ricerca che hanno espresso solidarietà a Larissa Mies Bombardi vi sono, tra le altre: Associação Nacional de Pós-graduação e Pesquisa em Geografia (Anpege), Associação dos Geógrafos Brasileiros (AGB), Rede Irerê de Proteção à Ciência, Fórum das Ciências Humanas, Sociais, Sociais Aplicadas, Letras, Linguística e Artes (Fchssalla), Associação Brasileira de Agroecologia (Aba), Associação Brasileira de Reforma Agrária (ABRA), Confederação Nacional de Entidades de Geografia (Coneeg), União Geográfica Internacional (UGI – Comisión de Estudios Latinoaméricanos Y Caribeños), Grupo de Trabalho Pensamiento Geográfico Crítico Latinoamericano (GT – Clacso) e Conselho Latino-americano de Ciências Sociais (Clacso) – Frente Latino-americana e Caribenha em Luta pela Democracia e pelos Povos.

Brasil. Larissa Bombardi deixa o país

David Lifodi
Sono nato a Siena e la mia vera occupazione è presso l'Università di Siena. Nel mio lavoro "ufficioso" collaboro con il sito internet www.peacelink.it, con il blog La Bottega del Barbieri e ogni tanto pubblico articoli su altri siti e riviste riguardo a diritti umani, sindacalismo, politica e storia dell’America latina, questione indigena e agraria, ecologia.

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