Buzzi, i panini, Don Ciotti

di Gianluca Cicinelli

Ho una stima infinita per Luigi Ciotti o don Ciotti se preferite. Stavolta però ritengo che abbia sbagliato. Parliamo della sua riprovazione per il locale che sta aprendo Buzzi, quello dell’ex mafia capitale in coppia con Carminati. Buzzi apre questo pub a Roma e serve panini dai nomi che evocano malavita a tutto spiano: i panini Gomorra, Suburra, Samurai, Mondo di Mezzo Er Terribile, er Negro e così via.
Buzzi è stato condannato in appello a circa 13 anni e tra carcere già fatto e da fare in forma attenuata può per legge gestire quel pub.
Dice don Ciotti che è un segno evidente di una progressiva banalizzazione e mercificazione del male. E poi aggiunge sui nomi dei panini “Siccome estirpare un male è troppo faticoso e mette in discussione assetti di potere più ampi lo si normalizza, si finge che sia meno grave di quello che è associandolo a beni di consumo come il cibo”.
Credo che Ciotti non veda la tv. Altrimenti si poitrebbero dire le stesse cose per Romanzo Criminale, per Gomorra, per The Godfather of Harlem e per mille altre serie in cui, ed effettivamente sono venute a noia, i criminali sono quasi dei miti per chi li vuol vedere in quel modo.
Il male e il crimine esistono senza i panini di Buzzi e non riusciamo a venirne a capo dall’inizio del mondo, anche da quando non c’erano la tv e il cinema a spettacolarizzarli. Il rischio di questo ragionamento è che alla fine si ritengono sempre un po’ cretine e da aiutare le persone. I videogiochi con cui combatte mio figlio sono di una violenza inaudita. Resta però un bravo ragazzo che, almeno fin qua, non mostra propensione al crimine e non giustifica minimamente la violenza reale.
L’addomesticamento delle coscienze al male di cui parla don Ciotti avviene quando assisti tutti i giorni alle violazioni dei diritti basilari dell’umanità. Da chi non paga le tasse a chi paga i libici per torturare e detenere i migranti.
Io capisco la frustrazione di chi si batte come un leone contro le mafie ottenendo risultati poco proporzionati allo sforzo. Ma insisto che l’attrazione per l’illegalità prevale tra chi il panino non se lo può permettere perchè non ha i soldi per entrare al pub. Sempre con infinito rispetto per quella grande persona che è Luigi Ciotti.

ciuoti

2 commenti

  • In totale disaccordo con Cicinelli (https://www.labottegadelbarbieri.org/buzzi-i-panini-don-ciotti/#respond), e in totale accordo con Gigi Ciotti. E’ come giocare alla guerra. Io da bambino (nato nel 1935) ho giocato alla guerra. Avevamo un moschetto (finto) molto simile a quello vero. Quando Mussolini entrò criminalmente nella guerra, nel 1940, la mia famiglia era contrarissima, antifascista da sempre, eppure io fui influenzato dalla scuola (uno brava maestra, ma conformista). Nel gioco, uno della mia età, una volta disse: “Ho visto un inglese e l’ho ammazzato”. Non mi piacquero affatto queste parole. Qualche anno dopo, all’età di nove anni, ho visto uccidere per davvero, non importa chi, erano tre esseri umani. Uccidere è sempre uccidere la propria umanità. Ho imparato per sempre. Non accetto per nessuna ragione l’esistenza (ben prima dell’uso) di ogni tipo di arma: so che l’umanità sarà degna di vivere quando avrà dustrutto e proibito tutte le armi, come il veleno. La forza pubblica, se educata alla forza nonviolenta, potrà difendere i diritti umani senza rischiare di uccidere nessuno. Enrico Peyretti

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