Camminare meno, camminare tutti

di Gianluca Cicinelli

E va bene dai, quel sottile piacere che provi quando leggi che il super allenato, sportivissimo, palestrato, iperattivo, muscoloso individuo, che tutti ammirano per la sua forma fisica, crolla a terra stroncato da un malore mentre fa jogging alle 7 di mattina, nel silenzio della natura e quindi rimane senza soccorsi, perchè ha scelto per correre un posto talmente isolato che non ci arriva nemmeno l’ambulanza degli alpini, che se invece correva a Torpignattara un disgraziato che provava a salvarlo lo trovava. Ecco, quel tuo sottile piacere è anche il mio, di essere frustrato dal decadimento fisico, inarrestabile dopo una certa età. Diete che rendono la vita uno schifo, eliminazione di alcol, droghe e sesso (ma perchè il sesso?), lotta al tabagismo, denti splendenti, chiappe toniche, orari precisi, insomma una vita di merda: è la prospettiva più ambita da quel quasi 30% di italiani che, secondo l’Istat, svolge attività fisica fuori e dentro le palestre. Da qualche tempo però costoro hanno un complice digitale, un ordigno infernale che regola le loro vite e minaccia le nostre, che addirittura li paga per l’attività fisica svolta.

Si chiama WeWard, è un app che in Francia risulta la più scaricata di sempre dopo quella per tracciare il covid, incoraggia gli utenti a praticare attività fisica quotidianamente e lo fa remunerando il poverello o la poverella a livello economico, in base ai chilometri percorsi e ai traguardi raggiunti. Capite il nemmeno tanto sottile ricatto, o voi che vedete complotti anche nell’ovetto kinder, il modello di essere umano che ci propinano le dittature plutomassonicogiudaichedemosanitarie, i gruppi Bilderberg, i clan di Celentano, i club delle ricette, le giovani marmotte, complici televisione e web? Disegnano l’aspirazione a un essere umano che per tenersi in forma e arrivare a 90 anni deve evitare di concedersi piaceri, perchè concedersi piaceri è sovversivo del nuovo ordine mondiale.

Allora, vediamo dal Corsera cosa guadagni con l’app WeWard. “Più si cammina, più si ottengono Ward, che sono i bonus da convertire successivamente in regali, ricompense o in euro. I Ward, infatti, si possono trasformare in premi, donazioni a enti di beneficenza, buoni sconto, voucher, regali, carte sconto, promozioni oppure si può scegliere di ricevere l’equivalente in euro direttamente sul proprio conto in banca. Inoltre si può accedere a una selezione di articoli per la salute, la bellezza e il benessere testati, approvati e venduti direttamente da WeWard. Non mancano offerte speciali di marchi online affiliati e anche di rivenditori fisici che si trovano vicino all’utente al momento della geolocalizzazione”. Ma guarda un po’ il caso! Il calcolo dei passi viene eseguito in maniera accurata utilizzando il contapassi, che funziona anche quando lo smartphone si trova in tasca. Vengono usati anche i dati sulla salute per tenere traccia del numero di piani saliti, delle calorie bruciate e della distanza percorsa.

Secondo i dati diffusi dalla stessa organizzazione criminale che ha sviluppato l’app, gli utenti camminano il 24% in più. E ti credo, basta vedere lo scaffale vuoto di un supermercato dove un articolo ha lo 0,1% di sconto per avere pochi dubbi sul funzionamento dell’applicazione. Inoltre, dicono da WeWard, utilizzare l’app significa camminare di più sfruttando meno i mezzi inquinanti. La verità è che così facendo si toglie lavoro a un sacco di gente come i medici innanzitutto, i metalmeccanici, i lavoratori dello spettacolo, i produttori di cuscini antidecubito. E poi, per restare sull’attualissimo tema dei complotto orditi dai potenti contro l’umanità, basta pensare a un dato. Vi ricordate l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, quella che accusate di dire uno sfracello di fesserie sul covid, accusate di essere al soldo di Bill Gates e Gianni Morandi? Bene, secondo l’Oms per restare in salute bisogna fare almeno 10 mila passi al giorno. Allora se dice sciocchezze sul covid perchè non dovrebbe dirle anche sull’attività fisica? Pensate ai ragazzi che dalle favelas in Brasile o da altre parti sperdute del mondo per arrivare a scuola a piedi ne fanno trentamila di passi. E poi muoiono giovani comunque perchè capitano in una sparatoria tra narcotrafficanti, anche se usano l’applicazione WeWard.

Nel “Manifesto per una nuova sedentarietà” che sto elaborando con i ricercatori dell’università di Tijuana con cui collaboro fin da ragazzo, invitiamo gli utenti a ridurre le loro aspettative di vita migliorando la qualità e aumentando la quantità di piacere possibile, concentrandolo in un minor tempo ma gioioso. Noi sì, che responsabilmente ci facciamo carico dell’eccesso di presenze sul pianeta, alcune davvero spiacevoli. Inutile allungare la vita se non ci sono risorse per tutti. Quindi, per evitare di passare il tempo residuo a camminare per vincere la bambolina al luna park del benessere, cambiamo il nostro stile di vita. Combattiamo i rischi superiori ai benefici dell’attività fisica con la stessa tenacia con cui mettiamo in discussione i dati sul covid. Troviamo qualcuno che va a fare la spesa per noi, evitiamo lavori che richiedono spostamenti di ore dentro la città, facciamo domani ciò che oggi non è necessario fare, sabotiamo la produttività! Combattiamo insieme la battaglia decisiva contro lo stress derivato dallo stress di essere in forma e poi andare sotto una macchina. Insieme ce la faremo. Anzi, soltanto se insieme non faremo niente ce la faremo.

ciuoti

2 commenti

  • Domenico Stimolo

    Scritto ottimo. Essendo + 70 e affetto da acciacchi vari ( da fumo e smog da saldatore da banco – da lavoro), cammino giornalmente. Non ho App ( malefiche), conto i passi…..e quindi misuro i metri e i chilometri. Cosi’ alleno anche la mente…..

  • Gian Marco Martignoni

    La corsa a piedi è sempre stata la mia passione, per cui ancora oggi non rinuncio al piacere di una sgambata solitaria durante la settimana , in attesa dell’appuntamento domenicale nel parco Pineta di Tradate o di qualche corsa non competitiva . La corsa in tanti anni di attività sindacale abbastanza frenetica si è rivelata più di un tonico rilassante. Ora che sono in pensione, soprattutto d’inverno, preferisco durante la settimana svolgere lunghe camminate a piedi, che ad una certa età sono sul piano fisico maggiormente consigliabili , soprattutto per quanto riguarda le conseguenze sulle articolazioni del corpo. Non ho mai posseduto un orologio da polso, ma avendo , fortunatamente ,davanti alla mia finestra il campanile, non ho mai avuto problemi per regolarmi con gli orari .Per il resto cerco di utilizzare il meno possibile la macchina, cosicchè tutti i giorni i miei passi a piedi e d’estate in bicicletta sono garantiti. Cicinelli, che ringrazio, mi proietta in uno scenario da incubo, essendo mentalmente del secolo scorso.

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