CARTELLINO

(Roba del Pabuda)

 

a forza di

correre affannati,

sgomitando     

e imprecando,

ogni santo dì,

nei cunicoli

scarsamente ossigenati

del metrò

per giungere in orario

a timbrare

il cartellino del lavoro,

facendo l’ultimo scatto

(che cretini!)

all’aria aperta:

satura di polveri sottili –

sempre: estate, primavera,

autunno e inverno –

finirà

che con larghissimo

anticipo

timbreremo il cartellino

dell’inferno.

amen

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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