Cassa Risparmio Cesena: mai disturbare i manovratori

di Davide Fabbri: PRIMA PUNTATA

PROCESSO EX VERTICI CRC. I LIMITI E LE LACUNE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FORLI / Premessa.
Inizia oggi una mia inchiesta a puntate sui limiti e sulle lacune della magistratura forlivese in riferimento a mancate indagini sugli ex vertici della Cassa Risparmio Cesena, che hanno nei fatti provocato il crac di CRC.
Il 13 novembre 2018 in Tribunale a Forlì il Collegio dei Giudici del processo di primo grado (presidente Giovanni Trerè, che fra qualche giorno andrà alla Corte di Appello di Ancona) contro gli ex vertici di CRC ha assolto i 9 imputati coinvolti con formula piena perché il fatto non sussiste. L’unica vicenda presa in esame nell’inchiesta giudiziaria – voluta dall’ex Procuratore Capo Sergio Sottani (ora Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Ancona) e dael Pubblico Ministero Francesca Rago – è stata quella dell’esposizione bancaria nei confronti della holding dell’immobiliarista Pierino Isoldi di Bertinoro, poi fallito. Esposizione bancaria pari a 47 milioni di euro. Vicenda ovviamente importante. Ma tutta l’inchiesta della Procura forlivese con il relativo dibattimento si è concentrata unicamente su tale partita. Troppo poco per ottenere l’accertamento di tutte le responsabilità in capo agli ex vertici di CRC che hanno provocato il crac.
Con questa mia inchiesta a puntate narrerò le tante controverse vicende di gestione della banca, capitanata allora da Germano Lucchi, che la Procura della Repubblica di Forli non ha attentamente preso in esame.

PRIMA PUNTATA / IL SODALIZIO FRA GERMANO LUCCHI E GABRIELE GENTILI, FIGLIO DEL DIRETTORE GENERALE DELLA BANCA

Siamo nel 2011. Il cda della banca CRC conta 15 membri, nominati dalle Fondazioni bancarie, a eccezione di due componenti designati dai soci privati. Numerosi membri sono in carica da più mandati. Gli organismi di controllo registrano ritrosie nell’affrontare con decisione le posizioni di rischio anomale. L’ammontare delle esposizioni bancarie nei confronti dei membri del cda si presenta relativamente elevato e concentrato su alcuni consiglieri. In particolare il presidente del cda Germano Lucchi, noto possidente nonché titolare di un avviato studio di commercialista in via Uberti 14 assieme a Gabriele Gentili, figlio del direttore generale di CRC Adriano Gentili, assomma importanti fidi a livello personale e connessi alla professione. L’esposizione bancaria nei confronti dei membri del cda era pari a poco meno di 500 milioni di euro (il 13% degli impieghi consolidati). A febbraio 2011, la quota riferibile al presidente del cda Germano Lucchi assommava a 167 milioni di euro, dei quali 13,4 milioni di euro relativi a società partecipate per almeno il 50%, 55,1 milioni di euro includendo anche gli organismi partecipati per più del 20%; il residuo riguardava connessioni per cumulo di cariche, segnatamente quelle nella holding del pollo-tacchino di Francesco e Flavio Amadori, di cui Germano Lucchi è consigliere e azionista di minoranza al 10%. Nel corso degli accertamenti degli organismi di controllo è stata portata all’attenzione del cda una importante informativa sul settore industriale delle energie alternative, nel quale Germano Lucchi è promotore di molteplici iniziative.

GERMANO LUCCHI
Il commercialista, immobiliarista, banchiere Germano Lucchi è stato un autentico “numero uno” della finanza, dell’economia, delle banche, della politica a Cesena. Un potentato locale della vecchia DC, un influente uomo d’affari con in mano diverse società, amico di tutti i politici di potere, dalla destra, al centro, alla pseudo-sinistra del PD.
Pubblico qui la foto dell’insegna che era affissa in quegli anni in via Uberti 14 a Cesena, sede dello studio commercialista Germano Lucchi & Gabriele Gentili, sede legale di una miriade di società anche finanziate da CRC, che facevano capo all’ex presidente del cda Germano Lucchi, e a Gabriele Gentili, figlio di Adriano Gentili, direttore generale di CRC.
Dunque Germano Lucchi (per tanti anni presidente sia della banca Cassa di Risparmio Cesena che della Fondazione Cassa di Risparmio Cesena) ha fatto affari per tanti anni in società anche finanziate da CRC, con Gabriele Gentili, figlio di Adriano Gentili, direttore generale della Cassa di Risparmio.
Lo stesso Germano Lucchi è stato uomo d’affari nel settore immobiliare della speculazione edilizia (nel PRG 2000 del sindaco Giordano Conti e dell’assessore all’Urbanistica Giorgio Andreucci del Comune di Cesena, una marea di aree agricole intestate a Germano Lucchi o a sue società sono diventate edificabili); per tanti anni si è buttato a capofitto, assieme a Gabriele Gentili, nel settore speculativo della produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto nell’eolico da business industriale in Sardegna e Puglia, affari economici nel settore “pseudo-ecologista” assistito da finanziamenti dello Stato.
Germano Lucchi successivamente è caduto in disgrazia: è stato scaricato dai soci in affari Francesco e Flavio Amadori proprio per brutte vicende sulle società legate all’energia (Germano Lucchi deteneva appunto il 10% delle azioni del Gruppo Amadori).

Nel lontano 1992 Germano Lucchi venne nominato per la prima volta presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena: restò per nove lunghi anni, poi fece altri tredici lunghi anni come presidente prima di Unibanca e poi della Cassa di Risparmio di Cesena.
Negli affari del settore delle energie rinnovabili, Germano Lucchi è stato in società con il Gruppo Amadori e con gli imprenditori forlivesi Alessandro Fornari e Fabio Porcellini, rinviati a giudizio per l’inchiesta giudiziaria sull’organizzazione segreta P3 di Denis Verdini, Flavio Carboni e Marcello Dell’Utri.

GABRIELE GENTILI

E’ figlio dell’ex direttore generale di CRC Adriano Gentili: classe 1980, ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore commercialista nel 2008, iscrivendosi all’albo dei Revisori Contabili nel medesimo anno. Ha svolto funzioni nei collegi sindacali in enti (Consorzio Romagna Energia), organismi (Confartigianato), banche e società di gruppi quotati (MPS Monte Paschi Siena Fiduciaria S.p.a., società del Gruppo AEDES), primarie società industriali operanti nel campo energetico, alimentare e manifatturiero (Orogel e Consorzio Fruttadoro, Croci spa). A partire dal 2013 ha assunto incarichi di amministratore di società operanti nel campo della realizzazione e gestione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile. E’ attualmente Presidente ed Amministratore Delegato di AREN Electric Power S.p.a. nonché membro di diversi organi di amministrazione del gruppo AREN.

[CONTINUA]

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