Chi muore, chi respinge

   A Catania sbarcano nuovi cadaveri; a Goro e a Gorino la “festa” con salsiccia

di Domenico Stimolo con tre vignette di Mauro Biani

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Lunedì scorso l’allegra “festa paesana” con blocchi stradali – che fatica ragazzi, che coraggio – e grigliate notturne con salsiccia a Goro e Gorino, in provincia di Ferrara, per respingere 12 donne e 8 bambini che inondavano di lacrime il pullman che li trasportava, costretto a ritornare indietro a seguito dei nuovi ordini impartiti dalla Prefettura.

Il 28 ottobre da una nave di salvataggio gestita da Save the Children sono sbarcati a Catania 20 cadaveri (10 donne e 10 uomini) accompagnati da 290 trovati in vita su una piccola imbarcazione mentre erano in procinto di inabissarsi in mare. A Messina con la nave Dattilo sono sbarcati 1000 profughi e alcuni cadaveri mentre ad Augusta 339 profughi sono stati salvati in mare da un mercantile danese mentre erano su gommoni alla deriva nel mare in tempesta e hanno testimoniato di 51 profughi morti annegati nel viaggio di fuga.

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Mentre a Goro e Gorino si alzava il fumo della salsiccia sono morte annegate altre 97 persone al largo della Libia; mentre in quei due Comuni si faceva festa due naufragi con 148 annegati.

Come accaduto in tutti gli sbarchi, spesso giornalieri, nessuna manifestazione razzista in Sicilia.

Intanto sarebbe cosa buona e giusta che il Vaticano intervenisse con urgenza nei riguardi del parroco di Gorino il quale (come riportato da organi di informazione) ha esposto dentro e fuori la chiesa due cartelli con scritto: «Visto che noi siamo, per voi, infedeli: ma perché non ve ne andate nel vostro califfato di Iraq con il santo Califfo El Bagdadi, il quale vive di armi e uccide a tutto spiano coloro che non sono sunniti»; non sa il parroco – come è possibile? – che molti dei profughi fuggono dalle aree di guerra controllate dal cosiddetto Stato islamico.

Nel frattempo il governo accetta tranquillamente che un quarto dei Comuni italiani rifiuti la presenza di profughi nel proprio territorio, mentre si pretende che tutti gli Stati europei accettino la distribuzione degli umani fuggiti, sbarcati in Italia. Eppure nominalmente la legge vale per tutti.

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Ieri, 29 ottobre, manifestazione antirazzista davanti alla prefettura di Ferrara. Volete provare a indovinate chi c’era e chi non c’era?

 

Redazione
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