Ci manca(va) un venerdì – 16

dove un “astrofilosofo” del calibro di Fabrizio Melodia ragiona di omofobia, della vetrina di Expò, di un odio antico e perfino di Sanremo


«A Milano il 17 gennaio si terrà un convegno per propagandare l’a-scientifica terapia riparativa per “curare dell’omosessualità”. Perché l’Expo ha concesso l’uso del logo a un’organizzazione che ha organizzato un convegno che propugnerà le “teorie riparative” per la “cura” dell’omosessualità? Il convegno, dal punto di vista scientifico e penale, propugnerebbe l’attuazione di un’attività che è definibile come CRIMINALE».

Mi è arriva questa petizione da Change.org, gettandomi nel più profondo sconforto e disgusto. Ci risiamo, qui in Italia proprio non si vuole capire. Ancora è fresca la ferita del massacro nella redazione di «Charlie Hebdo»… Ma dove vogliono andare con questi studi? Cosa vogliono “dimostrare”? Perché un odio cosi grande?
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese»: così l’articolo 3 della nostra Costituzione. Purtroppo non vi sono in Italia leggi chiare che puniscano duramente la discriminazione e l’omofobia; in tale mancanza comunque la Costituzione indica come sbagliati e criminali questi comportamenti.
Una buona legge (la Costituzione) è a prova di emotività e imbecillità, la forza della ragione – anzi della Ragione maiuscola – la permea e ci indica le linee da seguire.
«Ogni uomo nasce libero e ovunque è in catene» ricordava Jean Jacques Rousseau all’inizio della sua breve opera «
Il contratto sociale», rimarcando il forte condizionamento in cui l’essere umano nasce, una prigione sociale in cui, se non si appartiene alla classe dominante, si viene preclusi a priori.
Promuovere l’odio omofobico è rafforzare le mura di una prigione fatta di irrazionalità, tabù e cattiverie che risalgono purtroppo all’impero romano, una società che trattava malissimo gli omosessuali, contrariamente alla più progredita civiltà greca.
Da anni l’Europa unita (o quasi) chiede a gran voce provvedimenti contro l’omofobia: «Il Parlamento europeo […] ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell’Unione europea senza discriminazioni»: si sottolinea all’articolo 8 della «
Risoluzione del Parlamento Europeo in materia di omofobia», approvata a Strasburgo il 18 gennaio 2006; e più avanti, nell’articolo 10: «condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli».
E invece l’Expo 2015 di Milano va a dare il proprio logo (e risonanza pubblica) a una simile masnada di criminali?
Purtroppo non c’è da stupirsi, in un Paese che si definisce sulla carta a favore della libertà d’espressione ma che assiste indifferente a canzoni profondamente discriminatorie come «Luca era gay» di Giuseppe Povia (con simpatie per l’estrema destra di CasaPound) che nel 2009 arriva a piazzarsi al secondo posto in un importante festival canoro, il più sponsorizzato dalla tv pubblica.
«Il terrore di essere considerati omosessuali domina le menti dei “normali eterosessuali” perché proprio questo terrore costituisce la mente di un “normale eterosessuale”. È esattamente questo orrore per le “abiette” passioni omosessuali, prodotto e rinforzato dalla società, che crea e fa perdurare le mentalità dei “normali eterosessuali” in quanto tali […] e che governa l’istituzione della “normativa etero” […]. L’omofobia comporta non solo la paura di coloro che sono spregevolmente identificati ma anche la paura di essere a propria volta spregevolmente riconosciuti: la paura, come dal significato letterale della parola, di essere “uguali a”. Quest’ultima paura è una componente considerevolmente più forte nell’omofobia che nel sessismo o nel razzismo, perché il maschio sessista o il bianco razzista corrono molto meno il “pericolo” di essere scambiati per una donna o un non-bianco, rispetto a un “normale eterosessuale” di essere “scambiato” per un omosessuale» scrive acutamente Calvin Thomas.
Il sessismo e il razzismo sono strumenti inculcati dal potere per determinare odio e divisione reciproca, in modo che le pecore possano continuare a farsi guerra mentre i pochi lupi prosperano felici alle loro spalle.
Ma è possibile smettere di vivere nella diffidenza e nell’odio e indirizzarsi alla solidarietà reciproca e alla gentilezza, medicine davvero universali che non hanno controindicazioni.
Perché tanto scalpore e scandalo – si dirà – per questa affiliazione di Expo 2015? Se tralasciamo le critiche e lo scandalo tangenti messi convenientemente a tacere, resta che Expo è organizzato dall’Italia: non un evento privato, dunque ma pubblico che rappresenta gli italiani in quanto organizzatori di una esposizione universale in materia di nutrizione e di produzione di cibo («sano ed ecosostenibile», secondo la tematica scelta proprio dal nostro Paese).
Leggiamo il sito: «Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che l’Italia ospiterà dal primo maggio al 31 ottobre 2015 e sarà il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri. Un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolti, oltre 20 milioni di visitatori attesi. Sono questi i numeri dell’evento internazionale più importante che si terrà nel nostro Paese.
Expo Milano 2015 sarà la piattaforma di un confronto di idee e soluzioni condivise sul tema dell’alimentazione, stimolerà la creatività dei Paesi e promuoverà le innovazioni per un futuro sostenibile. Ma non solo. Expo Milano 2015 offrirà a tutti la possibilità di conoscere e assaggiare i migliori piatti del mondo e scoprire le eccellenze della tradizione agroalimentare e gastronomica di ogni Paese. Per la durata della manifestazione, la città di Milano e il Sito Espositivo saranno animati da eventi artistici e musicali, convegni, spettacoli, laboratori creativi e mostre».

Come può una esposizione universale di tale portata e che si fa bella di uguaglianza ed ecosostenibilità dare credito a un evento omofobo? Dunque si deve togliere il logo dell’Expo 2015 a chi fomenta ricerche “scientifiche” interessate solo a distruggere la convivenza.

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

Un commento

  • Brüno: Delicious Journeys Through America for the Purpose of Making Heterosexual Males Visibly Uncomfortable in the Presence of a Gay Foreigner in a Mesh T-Shirt (Ovvero, Brüno: deliziose scorribande attraverso l’America allo scopo di mettere visibilmente a disagio i maschi eterosessuali in presenza di un gay straniero in magliettina a rete. )

    Il sottotilo mancante al film “Brüno” di Larry Charles con Sacha Baron Cohen.

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