Ci manca(va) un Venerdì – 35

Alleviamo bambini perché diventino lupi? Per tentare di rispondere Fabrizio Melodia, alias l’astrofilosofo, deve fare i conti con Nabokov, Baudelaire, «il piccolo principe», Plauto, Hobbes, Aldo Busi e Osamu Tezuka

IlPiccoloPrincipe
«Un bambino è la forma più perfetta di essere umano» amava dire, ripensando alla propria esperienza, lo scrittore Vladimir Nabokov.

Ogni giorno, volenti o nolenti, abbiamo a che fare con i bambini: sia quello interiore che abbiamo dimenticato, siano i nostri figli che abbisognano d’amore o ancora i figli degli altri, che talvolta vediamo spesso più dei nostri.
I bambini continuano a popolare il mondo, anche se qualcuno c’è chi pensa sarebbe opportuno mettere un controllo alle nascite per evitare il sovraffollamento del pianeta che aggrava la scarsità di risorse (che si cumula alla loro iniqua distribuzione).
Saranno i “piccoli” di oggi a ereditare la terra – quel che ne resterà – e chissà cosa diranno di noi, delle nostre guerre, sprechi, inquinamenti… delle lattine di Coca Cola a ricoprire come un mantello il fondo degli oceani.
Magari i bambini di domani saranno “spugne” e avranno per bene assimilato l’attuale e cattiveria dominante.

Un poeta maledetto come Charles Baudelaire insinuava: «Il bambino è turbolento, egoista, senza dolcezza e senza pazienza; e nemmeno può, come il semplice animale, come il cane e il gatto, far da confidente ai dolori solitari». Nutro alcune perplessità riguardo a questa affermazione, anche perché appunto i bambini sono spugne, assorbono da noi, soprattutto dagli esempi, cioè dal concreto. Se invece fossimo capaci di insegnare ai nostri cuccioli i linguaggi e le pratiche dell’amore allora l’idea di un mondo nuovo non apparirebbe così lontana.
Discorso da illusi per chi crede alla regola «Homo homini lupus» (è Plauto, poi ripreso da Thomas Hobbes).

Osamu Tezuka, padre del manga giapponese moderno, dice: «I bambini affrontano problemi come la violenza, l’abuso, il suicidio ecc. che la medicina non può guarire. Si potrà mai aiutare psicologicamente questi bambini ed esser loro di sostegno…? Anche quando si trovano in difficoltà, per principio non parlano con gli adulti, né si confidano sulle loro vere intenzioni. Tuttavia si aspettano messaggi seri dagli adulti. […] I bambini evitano ciò che li forza o ciò che vuole imporre loro qualcosa. È per questo che continuerò a cercare quelle cose che […] ispirano il loro cuore».
Cercare… dalle parti di una “saggezza bambina” non del tutto rovinata dal cattivo esempio. «Gli adulti da soli non capiscono niente, ed è stancante per i bambini dover sempre spiegare tutto» scriveva Antoine de Saint-Exupéry, l’autore di «Il piccolo principe» (ma anche del bel «Volo di notte»). Agli adulti che si sostituiscono alle scelte dei loro figli, invece di educarli a usare il proprio cervello, in maniera buona e onesta, dedico questa riflessione di Aldo Busi: «Cosa c’è di più mafioso che non essere in grado di capire il bisogno di autodeterminazione e di libera espressione di un bambino per quello che è? perché infangarlo già di un peccato originale al fine di poterlo redimere, cioè violare a piacimento?».

 

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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