«Città di tenebre, città di luce»

Franco Ricciardiello sul romanzo di Marge Piercy «City of Dakness, City of Light» (Michael Joseph, 1997) purtroppo non tradotto in italiano

Immagino debba esistere una ragione, che ancora non ho individuato, per cui la fantascienza vada spesso a braccetto con il romanzo storico: non soltanto nel gusto di una parte di lettori e lettrici, ma anche nella bibliografia di chi scrive.

Così la statunitense Marge Piercy — della quale sono stati tradotti in italiano tre romanzi fantastici, Dance the Eagle to sleep (1970, con il titolo Metti l’aquila a dormire, 1972), Woman on the edge of Time (1976, tradotto da Elèuthera nel 1990 come Sul filo del tempo) e He, she and it (1991, sempre da Elèuthera con un titolo orribile e fuorviante, Cybergolem, 1995) — è anche autrice di grandi rievocazioni storiche come Gone to Soldiers (1982, sulla seconda guerra mondiale), Sex Wars, sulla New York degli anni che seguono la guerra di Secessione, e questo City of Darkness, City of Light (1997), una magnifica ricostruzione della Rivoluzione francese dai suoi esordi e fino ai primi mesi che seguono il Termidoro.

City of Darkness, City of Light è fiction, però è il risultato di ricerche storiche estremamente approfondite, che restituiscono a chi legge non solo gli avvenimenti storici nella loro tragica quotidianità, ma anche il carattere dei protagonisti, la psicologia di massa e i cambiamenti di mentalità di questo periodo cruciale della storia, che ha forgiato la civiltà occidentale contemporanea, soprattutto nella realtà politica di separazione delle forze reazionarie, moderate, progressiste e radicali.

Piercy sceglie di raccontare gli anni dal 1780 al 1794 attraverso sei personaggi punto-di-vista, tre maschi e tre femmine. Georges Danton, avvocato di provincia un po’ opportunista, che diventa l’anima della rivoluzione negli anni seguenti al 1789, sensuale e corrotto, ma pur sempre dalla parte delle masse. Manon Roland, che si trasferisce a Parigi dove riesce a far diventare l’anonimo marito ministro del governo rivoluzionario, e rappresenta una delle anime del partito girondino, cioè la classe degli affaristi; Nicolas de Condorcet, il più giovane fra gli autori dell’Enciclopedia, tra i primi partigiani dell’emancipazione civile e politica delle donne, estensore di una nuova Costituzione, superato dall’intransigenza dei sanculotti a mano a mano che la situazione si fa più drammatica; Pauline Léon, proprietaria di una cioccolateria, che diventa una delle figure di punta del movimento di donne “arrabbiate” contro il carovita, quelle che costringono il re a trasferirsi da Versailles a Parigi e poi sostengono le scelte sempre più radicali del governo rivoluzionario; Maximilien Robespierre, che poco per volta si trasforma da intransigente sostenitore degli ultimi a testardo difensore della necessità di portare la Rivoluzione alle sue conseguenze estreme, anche tagliando le gambe al movimento dei sanculotti arrabbiati; infine l’attrice Claire Lacombe, protestante del Sudovest trasferitasi nella capitale con una compagnia teatrale, amica di Pauline Léon e tra le donne più in vista nel movimento femminile.

Con una scansione temporale indicata all’inizio di ogni capitolo, e una rotazione fra i sei punti di vista, Piercy racconta in seicento pagine l’incredibile storia di una generazione che ha dato “l’assalto al cielo” nella nazione che al tempo era la prima in Europa: la più popolosa, la più ricca, la più avanzata come tecnologia e cultura. Impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle vicende, che mischiano il privato dei personaggi alla loro presenza pubblica; più di tanti libri di storia, City of Darkness, City of Light è utile per comprendere il sottile, inesorabile, irreversibile cambiamento di mentalità che è alla base della Modernità, per capire come una classe sociale numerosa, ricca e irrequieta, la borghesia, tentò di cancellare l’assolutismo, come avevano fatto i coloni americani dell’Inghilterra solo dieci anni prima, e finì completamente travolta dalla forza degli ultimi che essa stessa aveva liberato dalla servitù della religione, della monarchia e del pensiero subordinato.

È un peccato che questo incantevole romanzo non sia mai stato tradotto e pubblicato in Italia, dove invece trovano traduzione e distribuzione autentiche porcherie pseudo-storiche, comprese forzature revisioniste sul ruolo della monarchia durante la Rivoluzione, specialmente sul ruolo della regina Maria Antonietta, la più odiata sovrana della storia di Francia.

In “bottega” cfr «Metti l’aquila a dormire» di Marge Piercy ma anche Quel 25 aprile e oggi – 17 con «Cosa possono farci, come possiamo fermarli» di Marge Piercy

 

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