«Codice rosso: evitare che si parli di questo libro»

un racconto-recensione intorno alla nuova edizione del romanzo di Vittorio Catani «Il quinto principio»

di Johnny Sheetmetal (*)

IlQuintoPrincipio

Come ogni anno nelle feste di Natale M.R. esaminava le schede dei libri segnalati dalla commissione. Lo divertiva vedere fin dove poteva arrivare la fantasia di certi scrittori. Poveri pazzi spesso dalle idee estreme, potenzialmente pericolose. Ma anche possibile spunto per novità da proporre ai Fratelli, con le dovute cautele ovviamente. La commissione continuava a esistere per un capriccio suo, nonostante già da tempo si pensasse di smantellarla. “Gli italiani non leggono” non era solo un luogo comune: era la verità. A questo si aggiungeva che i libri davvero pericolosi uscivano solo per case editrici piccole, con distribuzione nulla, che sopravvivevano molto spesso grazie al contributo degli stessi autori. Spendere soldi per sparare sulla croce rossa non serviva a nulla, anzi era uno spreco, e lui lo sapeva bene. Non l’aveva ancora smantellata perché si divertiva a leggere le schede, mica per altro. Manteneva quella ventina di lettori solo per questo motivo. La loro consegna era di leggere il libro per puro piacere, e di redarre la scheda da lettore spassionato, ipoteticamente sganciato dagli scopi della commissione, anzi antagonista ad essa. Solo a piè di pagina vi era uno spazio riservato al giudizio pro commissione, e suggerimenti per le azioni da intraprendere, molto spesso non necessarie. In qualche caso si faceva mandare il libro, se davvero incuriosito, per leggerlo e rendersi meglio conto di persona. Nonostante il pochissimo tempo libero, lui non faceva certo parte di quella percentuale di ignoranti che non leggeva neanche un libro all’anno. Anzi, la lettura era uno dei suoi passatempi preferiti.

Gli capitò tra le mani la scheda di un romanzo di un tal Vittorio Catani, “Il quinto principio”, casa editrice Meridiano Zero. Non gli era nuovo questo nome. In passato doveva già avere esaminato alcune schede dedicate ai suoi romanzi.

***

SCHEDA nr. T15824

AUTORE: VITTORIO CATANI (rif. A1126)

TITOLO: IL QUINTO PRINCIPIO (per altra edizione stesso libro vedi rif. T12943, scheda redatta da FdV rif. 11)

EDITORE: MERIDIANO ZERO (anche ODOYA, rif. E432 e E651 rispettivamente)

GENERE: FANTASCIENZA

ANNO DI USCITA: 2015

Tema: il più classico della fantascienza, la distopia, ma con infiniti sottotemi che percorrono le storie dei personaggi. Elenco i principali: il cyberpunk, la comunicazione elettronica e il cyberspazio, il senso dell’apocalisse imminente, un’oligarchia segreta che governa il mondo, le dimensioni parallele, la sessualità, il destino del pianeta afflitto da problemi ambientali, una possibile rivolta della natura, la scoperta di aspetti della natura che vanno oltre le leggi fisiche conosciute.

Personaggi: ottimamente costruiti e delineati. Tra essi spiccano Alex/Goldfusemberg, che ben incarna il tema del doppio e della convivenza di due personalità in un solo corpo; Yarin, esemplare oligarca della finanza, con l’ossessione di comprarsi l’Antartide; e Laurì, donna che unisce la sensualità alla capacità di riscatto, insieme a un notevole coraggio (SPOILER ALERT: si consideri il suo finale abbandono al Mondo B, simbolo di un possibile ma utopistico stato di equilibrio a cui potrebbe essere destinata l’umanità, ma anche della fuga dalla realtà con conseguente deresponsabilizzazione).

Ambientazione (applicare codice rosso a questa sezione): un’Italia futuribile credibile solo in senso pessimistico, sorta di proiezione desolante dell’Italia attuale. Alcune città estere viste nel futuro, per esempio UNY (Underground New York), città sotterranea destinata alla massa (i B-Human). L’antitetica Diaspar o Città Grande, utopistica città di soli ricchi che governano il mondo dall’alto, sorta di Agarthi oligarchica declinata in senso finanziario (la frase relativa a Diaspar va intesa in sottolineato).

Stile: forbito e cangiante, a seconda del momento pacato e profondo, sensuale e ironico, emotivo e scientifico. In generale ricco, espressionista, con qua e là preziosismi un poco arcaici o semi-dialettali. Sono resi in modo perfetto sia le speculazioni futuristiche, con divagazioni scientifiche o pseudoscientifiche sempre interessanti, sia le coloriture emotive dei personaggi.

Scene principali (applicare codice rosso a questa sezione): l’asta sull’Antartide con le speculazioni sulle vere motivazioni dell’affare e la definizione di un costo ipotetico non solo di un continente, ma dell’intero pianeta (questa frase va intesa sottolineata); le “gestalt” descritte da Mait, esperienze di “comune mentale” totalizzanti e definenti un nuovo concetto di rivoluzione (questa frase va intesa sottolineata); lo sprofondamento di vaste aree di terreno in Africa e l’incontro di Janko con la ragazza nera, custode di un perduto senso umano; l’esplorazione da parte di Alex/Golfusemberg sotto la guida di Waldemar di Città Grande, tesa sul filo del sospetto che possa trattarsi di una trappola, e la scoperta del Mondo B (questa frase va intesa sottolineata).

Altri aspetti da segnalare (applicare codice rosso a questa sezione): è quasi troppo facile fare un parallelo tra le PEM, protesi mentali in uso nel tempo del libro, sorte di memorie aggiuntive in grado di instaurare una comunicazione telepatica tra i personaggi, e gli i-phone e gli smart-phone così diffusi oggi. L’italiano medio dipende dai cellulari come i personaggi del libro dipendono dalle loro PEM, e si può quasi dire che essi siano diventati protesi della loro mente esattamente come lo sono, in senso letterale, le PEM nel romanzo. Si può sostituire alla comunicazione telepatica del libro, l’utilizzo delle chat e dei social network (Facebook, WhatsApp, Twitter, Instagram, ecc.). La differenza sostanziale è che le PEM consentono una completa fusione psico-emotiva tra i comunicanti, che significa condivisione profonda e intima con l’altro, laddove gli strumenti odierni così largamente diffusi, in base a studi recenti, mentre danno una falsa percezione di intimità, aumentano in realtà la distanza emotiva, contribuendo alla diffusa alienazione socio-emotiva.

Giudizio da lettore sganciato dalla commissione: Capolavoro di respiro internazionale, da considerarsi tale non solo nell’ambito della Fantascienza, ma in senso generale.

– Voto da lettore sganciato dalla commissione (in decimi): 9 (nove)

– Giudizio per la commissione: il romanzo è una perfetta proiezione futura non solo dell’Italia ma di tutto il mondo odierno, partendo dalle condizioni attuali, e in un’ottica che non si può considerare né pessimistica né ottimistica, ma equilibrata. Le idee espresse, soprattutto ai punti segnalati con il codice rosso, potrebbero aumentare il livello di coscienza dei potenziali lettori. Tuttavia non mi sento di dire che gli italiani siano in grado di recepire e capire quanto espresso nel romanzo, almeno la stragrande maggioranza.

– Azioni da intraprendere: dato quanto espresso al punto precedente, considerando la scarsissima diffusione che avrà il libro, non si consigliano per ora azioni. In caso si generi sui social network un eccessivo clamore intorno al libro, poco probabile ma non impossibile, almeno all’interno dei gruppi di appassionati del genere, si auspica l’infiltrazione dei soliti “troll”, al fine di deviare le discussioni dai punti critici, e di farle degenerare in rissa e in offese personali.

Scheda redatta da G. C. (rif. 17)

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M.R. lesse quella scheda per tre volte. Era d’accordo con G.C. sul fatto che non fossero necessarie azioni. Per un libro di fantascienza, e in Italia poi. Eppure qualcosa non gli quadrava, anzi, gli puzzava. In uno dei punti segnalati come codice rosso. L’estensore ci aveva messo troppo del suo. Però lasciando a mezzo, e attribuendo alcune idee a non meglio precisati “studi recenti”. Come se avesse avuto paura di sviluppare meglio il suo pensiero, attribuendosene anche la responsabilità. Ecco cosa lo rendeva perplesso. L’estensore aveva avuto paura. Questo era imperdonabile.

Andò a rileggersi la scheda degli estensori rif. 17.

Subito dopo chiamò un numero sulla linea riservata.

«Pronto? Avvertite la sezione. Procedura nove per G.C. Sì, decorrenza immediata. Ah, un’altra cosa», aggiunse. «Fatemi avere subito una copia del libro di cui al riferimento T15824. Ti-uno-cinque-otto-due-quattro. Grazie.»

Chiuse la chiamata, pensando a quanto ci sarebbe ancora voluto prima di poter davvero comunicare via PEM.

(*) «Johnny Sheetmetal» è lo pseudonimo scelto da un nuovo collaboratore del Marte-dì. Da tempo lo stimo ma di lui so poco; di certo non ama i riflettori. Mi ha accennato che era incerto su altri pseudonimi: A.B. – Il custode del cancello – Buck the Bookman. Se questi nomi bastano a costruire un identikit, bene per voi; io rispetto il suo desiderio di «rimanere nell’amabile ombra» e del resto anche io gradisco il crepuscolo… Mi pare di capire che Johnny ha una “pazza idea” (nulla a vedere con Patty Pravo) in testa: fare all’incirca ogni mese un racconto-recensione, ovviamente con idee, protagonisti e ambientazioni diverse ma in stretta relazione al libro “censito”. Muovendosi nei vasti territori del fantastico. Yuk-yuk. Ma se ogni tanto dovesse riciclare l’idea-cornice di questa prima bella prova, noi qui sul pianeta Marte-dì alla fine lo perdoneremmo; siete d’accordo? Benvenuto Sheetmetal; poi magari come Arianna srotolerai qualche filo per guidarci nel labirinto delle omoni/tue. (db)

 

 

Redazione
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2 commenti

  • Da settimane mi domando se comperare o no questo libro, lo ordino, ci ripenso, lo riordino(la mia libraia ha una statuetta vudu’ con le mie fattezze e la trafigge ogni notte), mi convince, non mi convince, mi avvince, mi apperde…adesso con questa riflessione, bando agli indugi, fiato alle trombe turchetti: lo compero (se poi è brutto DB mi rimborserà piu’ Iva -Zanicchi)

  • domenico stimolo

    Leggo, rileggo…ma non capisco.
    Sarà che sono “antico”, affezionato alla vecchia fantascienza giovanile, e al gioco del tocco”: credere alla brutale materialità.
    Cari amici, è proprio tempo di “ Quo vado”.
    Se il numero delle “f” date al testo……… fossero soldoni…….. da spendere passando alla cassa.
    Forse sbaglio…..largo ai nuovi furori “giovanili”. Abbasso i mille reali cataclismi che attanagliano il nostro mondo, avvelenando, in specie, la vita di coloro che in questo momento hanno il piede in cammino tra la neve…erranti profughi e migranti.

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