Com’è violabile il diritto di Alessandro Cappato

«… Vado spesso a cena con la Giannini e gioco a calcetto con Faraone: perché non ci ho pensato prima?»

di Andrea Mameli (*)

Andrea-AlessandroCappato

Pochi giorni fa ho letto un titolo: «Concorso scuola. Candidato disabile deve spostarsi dalla Sardegna in Lazio per prova scritta» (**). Ho provato a immaginare le difficoltà. E ho tentato di capire perché. Da solo non ci sono riuscito. Così ho interpellato il protagonista, suo malgrado, di questa vicenda.
Alessandro, cosa sta succedendo?
«Succede che un diritto a parole inviolabile, ovvero quello della parità, non è posto in essere perché nessuno si degna di risolvere una situazione facilmente sanabile. Nel mondo scolastico si parla di inclusione, a livello giuridico abbiamo fatto scuola a tutti ma purtroppo il mondo legale non è il mondo reale; in più ciò che è giusto mai è giustizia nel nome di Ponzio Pilato, del girare la faccia altrove, di rimbalzare responsabilità.»
Immagino che ovunque sarai chiamato a svolgere la prova avrai bisogno di una carrozzina, di servizi igienici facilmente fruibili, di tempi aggiuntivi e di una completa assenza di barriere architettoniche?
«Sì, e ovviamente di un tutor».
Quali difficoltà si aggiungono nel caso di una trasferta fuori Sardegna?
«Molteplici. Per poter arrivare a Rieti in orario devo affrontare aereo, treno, con le difficoltà che ne derivano, spendere energie che non ho… le parole sono piccole scatole per contenere questa realtà. Osservo quasi divertito queste persone, forti con i deboli, potenti lacchè intercambiabili, non sanno che sia la dignità, fanno tenerezza nella loro finta forza che ha solo il sapore dell’arroganza. Per il bene loro auguro di redimersi, sono in tempo. A parte il potere, hanno poco. Contenti loro…»
Le disposizioni di legge sono dalla tua parte?
«La legge sì, il buon senso no».
Cosa deve succedere per risolvere questa raccapricciante situazione?
«La responsabile del concorso, la signora Carosella di Rieti, dice che nulla può, lei può solo eseguire. Avrebbe potuto far sì che la mia richiesta fosse ascoltata. Mi ha consigliato di sentire il ministero… effettivamente non ci avevo pensato, vado spesso a cena con la Giannini e gioco a calcetto con Faraone: perché non ci ho pensato prima? Tutto è grottesco, piccoli esseri bisognosi d’amore. Ho mandato e-mail a tutti, Mattarella, Renzi, Boschi, Giannini, Faraone, Boldrini, Grasso: si riempono la bocca nei minuti di silenzio di belle parole e poi, e poi vi adoro… Che Dio abbia pietà di voi, ne avete bisogno.»

(*) Andrea Mameli collabora (in realtà poco ma comunque ogni volta che può) a codesta “blottega” e noi linkiamo sempre – sul colonnino di sinistra – il suo Linguaggio Macchina. Andrea si definisce «giornalista freelance e ricercatore di senso»; immaginate le sue difficoltà a trovare un senso per questa storia… ma soprattutto bisogna immaginare cosa passa nella testa di Alessandro Cappato. Non è facile, forse bisogna “provare”. Anni fa una mia amica in carrozzina proponeva che ogni dirigente dei servizi per entrare in ruolo avesse bisogno di inserire nel cv un particolare “titolo”: aver sostenuto, sotto verifica, “la giornata di Giobbe” cioè 24 ore in carrozzina per recarsi negli uffici pubblici e vedere, toccare, capire le barriere sia quelle materiali che le altre… invisibili. (db)

(**) La lettera di Alessandro Cappato: http://www.orizzontescuola.it/news/concorso-scuola-candidato-disabile-deve-spostarsi-dalla-sardegna-lazio-prova-scritta-lettera

L’IMMAGINE E’ RIPRESA DALLA RETE.

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