Contratto Sanità firmato; però i soldi…

se li sono dimenticati

di S. I. COBAS

Con grandi squilli di trombe e richiami retorici ai bui anni della pandemia, i sindacati confederali (CGIL, CISL e UIL) e corporativi (Nursing UP, Nursind e FIALS) annunciano la firma del “nuovo” contratto della Sanità Pubblica.

Cosa hanno firmato?

In sostanza un accordo per frammentare (e quindi controllare) ancor più il personale, senza una sola parola sulla gravissima scarsità di operatori di ogni categoria. Questa scelta determina la necessità di turni ancora più massacranti, straordinari (quasi) obbligatori, rischi sempre più gravi di errore ai danni dei pazienti e degli operatori stessi.

L’aumento lordo medio mensile in busta paga è di 90 euro. Una vera e propria miseria: 1.300 € lordi all’anno a fronte di un’inflazione che erode il bilancio annuale di una famiglia di circa 2.500 Euro. Netti!

Un aumento fittizio dunque. Con queste cifre, il nostro salario reale viene decurtato!

Su questo i sindacati firmatari non hanno dato battaglia: quelli erano i soldi stanziati dal Governo Draghi e di quelli si sono accontentati! I richiami della voce del padrone sono sempre ascoltati mentre i bisogni dei lavoratori sono disattesi. L’appello alla lotta non verrà mai da questi.

Dobbiamo vincere inerzia, passività e illusioni. Non c’è altra via se non la lotta e l’unità dei tutti i lavoratori dell’area sanitaria e sociosanitaria aggregati in un medesimo contratto per rivendicare forti aumenti salariali e la riduzione dell’orario di lavoro. La rincorsa a straordinari serve solo ad avvelenare la vita di relazione e abbrutirci.

I 200 € del bonus sono un palliativo nei confronti dell’inflazione che inizia a mordere salari e stipendi.

Soldi che non verranno divisi in modo uniforme fra tutti i lavoratori: gran parte del testo dell’accordo, infatti, riguarda la spartizione di queste briciole; chi prenderà quella più grossa e chi dovrà farsi andare bene quelle più piccine. 

Si prepara il terreno, quindi, per l’ennesima guerra fra poveri, dando un misero contentino ad alcune categorie numericamente più rilevanti (gli infermieri) ma non a tutti: le figure più utili alle Aziende – i vari capi e capetti delle professioni sanitarie – saranno compensati con quello che verrà tolto a tutti i lavoratori! 

In sostanza un contratto che non investe sul personale, anzi, disinveste!

Governo, Regioni e sindacati firmaioli hanno concordato su un punto: la Sanità Pubblica deve lavorare di più ma costare di meno, ovvero gli operatori dovranno lavorare di più e costare meno.

La qualità dei servizi non potrà che peggiorare e questo giustificherà un ulteriore passaggio di ampi settori di sanità pubblica (quella profittevole) ai privati.

Accanto al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro pagheremo anche come utenti una tassa sulla salute. Questo contratto spiana la strada agli imprenditori che della salute apprezzano solo i profitti.

Della retorica sulla sanità di prossimità – che avrebbe dovuto sanare le inefficienze palesate nella pandemia – nessuna traccia.

Ogni € tolto ai lavoratori andrà a vantaggio dell’Azienda Italia.

Azienda Italia che è in guerra e spende per la guerra,che partecipa alle spese di guerra.

Su questo altare si sacrificano vite, sanità e salute.

LE IMMAGINI SONO STATE SCELTE DALLA “BOTTEGA”

(LA VIGNETTA è DI MAURO BIANI)

 

Redazione
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Un commento

  • Purtroppo sono brutte notizie. Tutti fingono di propendere per la sanità pubblica a parole, ma con i fatti buttano la sanità in mano ai privati. Come mai i gruppi privati come Garofalo e un fondo credo sia PH0 hanno comperato nell’area di Mirandola e dintorni Xray one, Centro Medico, Blu Medica, Mac Namara ed Esculapio di San Felice? I privati non investono centinaia di migliaia di euro se dalla Regione Emilia Romagna non hanno avuto garanzie di avere i pazienti da visitare. A riprova di questo chi deve fare visite di qualsiasi genere viene mandato in giro per tutta la provincia fino a Sassuolo a Pavullo e Vignola e spesso per Mirandola sono sempre chiuse le prenotazioni. Se da una associazione mirandolese,capeggiata da una signora super, non fossero stati donati quasi 3 milioni di euro raccolti tra le imprese e cittadini del territorio mirandolese che hanno permesso di comperare in 20 anni due Tac, attrezzatura completa di pneumologia tra cui l’Ebus, attrezzatura completa per naso orecchio e gola, Colonna laparoscopica per chirurgia e ortopedia, 7 Volkswagen UP metano per il servizio territoriale di fisiatria, infermieristico in genere, Alzheimer, ecc. Una automatica completa di tutto. Attrezzatura endoscopica per la Tiroide, Endoscopia digestiva Laser per la chirurgia proctologica. Tutte le attrezzature sono il Top di gamma del momento. Noi della zona a nord di Modena siamo nauseati e stanchi perché se non avessimo donato tanto, non avremmo più il nostro ospedale è non so fino a quando riusciremo a tenerlo in
    piedi. È avvilente e deprimente avere dei politici che non pensano alla salute delle persone ma solo sl loro tornaconto personale e non capire che da 20 anni la popolazione aiuta questa signora che è una ex professoressa di scuola superiore che è riuscita con la sua credibilità a coinvolgere oltre 15.000 donatori. Questa è la situazione di Mirandola il cui ospedale era un fiore all’occhiello per tutta gli 86.000 abitanti dell’area Nord che ora stanno distruggendo per la mancata lungimiranza dei nostri politici che non pensano al bene pubblico senza alcuno scrupolo umano. Scusate ma questa è la VERITÀ SACROSANTA. È vergognoso che trattino infermieri e nemici come se fossero pezzenti.

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