Dal mare una piccola buona notizia…

… di “pietas” in un altro giorno tragico

di Domenico Stimolo

mauroBiani-bruttEuropa

E’ stato recuperato il relitto con i 700 morti del naufragio del 18 aprile 2015. Al di là dei tanti nodi (grossi e imbrogliati) al pettine – in questa triste fase storica, in Italia e non solo – e le correlate violente contraddizioni, mentre impazza la fobia razzista e nazionalista (i fascismi non si manifestano mai nella stessa identica maniera) ben alimentata da tanti moderni stregoni più o meno travisati ed organizzati, è doveroso segnalare il ruolo positivo della “struttura pubblica nazionale” che ha permesso il recupero del relitto della nave naufragata il 18 aprile dello scorso anno nel Canale di Sicilia, con i corpi dei 700 migranti morti affogati.

Il “tutto” è stato portato nella rada di Augusta. Un’operazione tecnicamente molto complessa che ha visto coinvolte molte attrezzature e specializzazioni. Infatti il tragico relitto “contenitore di umani” stava posato sul fondale marino a 370 metri di profondità.

Non è solo doverosa pietas ma servizio civile e democratico, per un Paese che dopo vent’anni di dittatura e di efferate guerre ha riconquistato la sua libertà contribuendo in maniera diretta a sconfiggere sul campo il nazifascismo.

In memoria dei migranti annegati nel chiuso della nave e dai tanti altri, a migliaia, scomparsi in questi anni nelle acque del Mare Mediterraneo: sperando che dai corpi recuperati si possano ricostruire le identità, gli affetti, il volto comune della fratellanza.

Un monito solenne per tutti, per l’Europa intera.

Ma proprio oggi, giorno del recupero, altre nuove vittime. Al largo delle coste della Libia è affondato un gommone. Secondo le prime notizie sono almeno dieci le persone morte, tutte donne, che si aggiungono così al troppo lungo elenco di chi muore nel “nostro” mare.

L’IMMAGINE è di Mauro Biani

 

Redazione
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