Dossier FS – 13

Tre ulteriori meraviglie. La terza valida esclusivamente per chi, come chi scrive, ancora innocente nonostante il lungo corso da fantascientifico, ebbe la fortuna di scoprirla sulla solita bancarella. Mai affamato gradì più un cibo che giungeva inaspettato.
Tanto più che tra le minori non era certo la peggiore.

Ma ecco la prima, prima in quanto non solo precede le altre; ma perché il valore del contenuto che illustra precede anche la gran parte dei romanzi di fantascienza. Uno tra i più suggestivi lavori del periodo “classico”. Autore del testo il canadese Alfred Elvan Van Vogt: lo confesso, il mio preferito.

E ora il secondo, la cui innocenza naif quasi commuove. Si può essere più panici e affamati di gioco?

Questi artisti sì che sapevano interpretare il senso dei mondi e il senso del meraviglioso della prima fantascienza. Infischiandosene di dare prova di serietà, attendibilità e maturazione. Di loro non so se lamentare l’eccesso di semplicità o vantare la capacità di abbandono ai suggerimenti della fantasia.

E infine la terza e ultima. Suggestivo il titolo della serie: I Narratori dell’Alpha Tau. Completamente nuovo; quindi (si sperava) nuova anche l’offerta narrativa. La promessa poi non era mantenuta, ma la suggestione non spariva del tutto. Non è ancora del tutto sparita.

Non sempre era possibile realizzare iperboli grafiche. A volte bastava prometterle. O invitare l’osservatore a dare fondo alla proprie capacità creative per costruire castelli in aria iperbolici.

PS – Un ulteriore grazie a Stefania Guglielman per la sua preziosa collaborazione

Redazione
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