«Dovremmo essere tutti femministi»

A proposito del libro – davvero imperdibile – di Chamamanda Ngozi Adichie (*)

AdichieChimamanda

Quando le dissero che il suo era un «romanzo femminista», qualcuno subito le consigliò di non definirsi mai femminista «perché le femministe sono donne che non trovano marito e dunque infelici»

Ed ecco cosa rispose Chamamanda Ngozi Adichie.

«Così ho deciso di definirmi una Femminista Felice.

Poi una professoressa universitaria nigeriana mi ha detto che il femminismo non faceva parte della nostra cultura […] Dato che il femminismo non era africano, ho deciso di definirmi una Femminista Felice Africana.

Poi un caro amico mi ha detto che definirmi femminista voleva dire che odiavo gli uomini, Così ho deciso di definirmi una Femminista Felice Africana Che Non Odia Gli Uomini.

A un certo punto ero diventata Femminista Felice Africana Che Non Odia Gli Uomini e Che Ama mettere il Rossetto e i Tacchi Alti per sé e Non Per Gli Uomini».

C’è molta ironia e ancor più saggezza nel raccontare e ragionare di Chamamanda Ngozi Adichie.

Ma il titolo – con quel «femministi» maschile – è giusto? Sì, casomai vi sorgesse il dubbio… l’ultima pagina vi convincerà.

Infatti so di una certa Tiziana che, per il suo compleanno, lo regalerà a maschietti del tipo pensante.

(*) Guardate anche – qui: Dovremmo essere tutti femministi – Chimamanda Ngozi Adichie

– quel che aveva postato Francesco Masala.

Il libro (nella traduzione di Francesca Spinelli) costa 9 euri per 44 pagine con grandi spazi bianchi. Scandaloso: perciò non date i soldi a Einaudi ma leggetelo in biblioteca o, alla peggio, accordatevi per acquistarlo collettivamente. Parafrasando un certo Brecht: «E’ più grave fotocopiare un libro o farlo pagare un prezzo ingiusto?».

 

danieleB
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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