Computer-mouse: pensare che non lo voleva nessuno

di Fabio De Sicot

All’assemblea annuale degli azionisti – il 19 gennaio 1983 – Apple presentò Lisa, il suo primo computer con un’interfaccia grafica gestita da mouse

I miei genitori si incontrarono presso la Homestead High School, a Cupertino in California, nella primavera del 1972. […] Continuarono a vivere insieme in un appartamento alla fine di Stevens Canyon Road, di cui mio padre pagava l’affitto con il denaro guadagnato vendendo quello che lui chiamava “Blue Boxes”, uno strumento tecnologico inventato insieme al suo amico ingegnere Woz […]

Queste sono alcune linee estratte dal libro “Small Fry”, l’opera autobiografica scritta da Lisa Brennan-Jobs, figlia di Chrisann Brennan e Steve Jobs, nel quale si narra la sua infanzia girovaga vissuta alla ricerca di una identità. Il padre, che in futuro diventerà il CEO della Apple, negò la paternità anche quando fu provata dal test del DNA, e ciò minò irrimediabilmente il rapporto fra i due. Nel libro la figlia lo chiama più volte “jerk” che in italiano si potrebbe tradurre come “stronzo”. Il padre tentò una riconciliazione, e dopo essere stato condannato a pagare gli alimenti alla ex compagna, accettò di far cambiare legalmente il cognome della figlia da Brennan a Brennan-Jobs.

Apple II fu il primo personal computer di successo. A quel computer aveva lavorato quel primo team di ingegneri che avevano fondato la Apple, i quali prima si erano ingegnati creando una scatoletta hardware che si potesse connettere tramite porta seriale a un televisore (Apple I, o il BlueBox) e poi avevano sviluppato il progetto nel suo successore. A quei tempi si incominciava già a intravedere un mercato per i personal computer, ma ancora era forse troppo presto. Jobs, e un team composto da appena 10 persone, cominciò a lavorare su un nuovo progetto. L’idea era di fornire l’utente di una interfaccia grafica che permettesse l’interazione agevole fra gli elementi del desktop. Nei laboratori di Palo Alto esistevano già dei piccoli prototipi molto costosi, in grado di organizzare in menu e cartelle l’intero desktop di un computer, ma serviva qualcos’altro. Qualcosa, un device, capace di muovere un ideale puntatore fra gli oggetti per interagire con loro.

Durante la seconda guerra mondiale, Ralph Benjamin, ingegnere inglese presso il Royal Naval Scientific Service, aveva sviluppato per l’esercito un oggetto capace muoversi fra i tracciati radar. Lo chiamò trackball perché era fornito di una piccola pallina che tracciava i movimenti. Successivamente, nel 1970, Douglas Engelbart presso la Stanford University, modificò quel primo progetto militare trasformandolo nel primo computer mouse. E quando a Palo Alto progettarono i primi prototipi a interfaccia grafica, pensarono che quel piccolo oggetto facesse al caso loro. Così lo inserirono come oggetto opzionale all’interno dello Xerox-Alto, che diventò il primo computer che avesse un mouse. Quando nel 1979 il team Apple visitò lo Xerox PARC, Steve Jobs ne fu letteralmente estasiato. E così decise d’inserire quel piccolo device all’interno del progetto che il suo team stava sviluppando.

Quel nuovo computer si chiamava Lisa. Sì, Lisa come la figlia che Steve Jobs non aveva ancora voluto riconoscere. E aveva un mouse, forse un tardivo tentativo di accarezzare e coccolare la figlia attraverso un piccolo strumento tecnologico. Chissà.

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

 

jolek78
Un tizio che pensava di essere uno scienziato. Si ritrovò divulgatore scientifico. Poi si addormentò e si svegliò informatico. Ma era sempre lui.

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