Ecologia: penultimo avviso?

         recensione di Silvia Acquistapace (*) a «Riconversione, un’utopia concreta»

Riconversione-utopia concreta

Marica di Pierri, Laura Greco e Cristiano Falocco pubblicano «Riconversione ecologica, un’utopia concreta» (Ediesse) a 20 anni dalla morte di Alexander Langer riprendendo nel titolo le parole dell’ecologista che per primo, nel 1984, cominciò a parlare della necessità di trasformare l’economia in un sistema di produzione ecologico e sostenibile.

Il testo è composto di tre parti: la prima è una esposizione teorica dei cambiamenti  necessari per organizzare una politica industriale e un modello energetico sostenibili, la seconda individua una serie di strumenti che faciliterebbero la conversione ecologica, che sarebbe automaticamente anche sociale, mentre la terza parte ci presenta una serie di esperienze concrete. Infine, la proposta di legge regionale sulla riconversione ecologica e sociale della Regione Lazio: uno strumento  messo a punto dal lavoro congiunto di associazioni ambientaliste, del sindacato, della consigliera regionale Marta Bonafoni e coordinato da «A Sud», meritoria associazione da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente. Un testo che può essere utile a tutte le Regioni che vogliano aiutare le piccole imprese a uscire dalla crisi investendo in eco-innovazione, eco-etichettatura, con prestiti d’onore finalizzati alla conversione ecologica.

Chi legge questo libro non può non convincersi che è assolutamente necessario un cambiamento radicale del nostro modello di sviluppo, del nostro stile di vita, specialmente se riflettiamo sul nostro comportamento: in quattro mesi noi consumiamo nel nostro Paese tutte le risorse naturali ricostruibili nella penisola, e nel resto dell’anno i nostri consumi energetici, minerali o vegetali non sono riparabili nè ripristinabili dalla natura.

D’altra parte è plausibile immaginare che non ci dispiacerebbe ridurre i costi dell’energia se potessimo produrla e venderla; che apprezzeremmo un’aria pulita che non rovini i polmoni e che non provochi l’aumento dell’asma e delle malattie respiratorie nei bambini; e sicuramente saremmo felici di nutrirci con cibi sani e privi di tossicità, di frutta coltivata senza pesticidi, di carne senza ormoni.,. e di avere un lavoro sicuro equamente retribuito.

Infatti la riconversione ecologica determinerebbe una ridistribuzione del reddito e una maggiore giustizia sociale, e come prevedeva Alexander Langer si affermerebbe facilmente in quanto socialmente desiderabile.

Ma una cosa si evince con certezza leggendo i contributi dei numerosi autori che affiancano i tre principali nella analisi e nelle proposte: solo i governi possono attivare il processo necessario ad attuare la riconversione ecologica, anche sfruttando  le regole europee, le leggi nazionali o regionali e utilizzando le esperienze esistenti, ma il quadro di regole e di azioni deve essere statale, altrimenti il cambiamento non potrà prodursi.

(*) Silvia Acquistapace è presidente di «Rete delle donne per la rivoluzione gentile»

 

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