Fantascienza per ragazze/i?

Poco tempo fa un amico mi ha chiesto di aiutarlo a trovare fanta-libri (intendo libri di fantascienza e dintorni) adatti a suo figlio, l’undicenne Bartolomeo detto Bart. Lì per lì me la sono cavata, poi ho avuto un tilt tardivo.

Quasi quasi racconto. Vedo 43029 palette per il sì e 71 per il no. Mi inchino al pubblico (grazioso per definizione) e vado a concionare.

Risposi al babbo di Bart che, se la memoria mi sorreggeva, non c’è molto. Gli scrissi che ho poco tempo per fare ricerche ma un buon punto di partenza per il ragazzo poteva essere «Storie di giovani alieni» (a cura di Isaac Asimov) … se si trova ancora, visto che fu pubblicato – nel 1997 – nella collana I Miti Junior della Mondadori, dove era presentato come adatto «dai 10 anni in su». Fra i 10 racconti dell’antologia a mio avviso il migliore, per quella fascia d’età, è «Il testimone» di Eric Frank Russell. Molto bello «L’istruzione elementare dei Camiroi» di R. A. Lafferty che però non giurerei sia comprensibile a decenni. Teneramente ottimista «Sottocomitato» di Zenna Henderson. Non brutti gli altri racconti ma a mio avviso non abbastanza catturanti per un primo approccio.

Nella stessa collana (I miti junior) c’è anche «Il mago» di Ursula Le Guin. Nella parallela Junior Super ci sono il vecchio «Podkayne, ragazza di Marte» di Robert Heinlein, «Storie da un altro mondo» curato da Isaac Asimov, «Lettere da Atlantide» di Robert Silverberg e poco altro. Non li ho sotto mano ma… perché no?

Rammento di aver letto – su consiglio di Giulia, allora studentessa? – una ventina d’anni fa «Extraterrestre alla pari» di Bianca Pitzorno. Notevole.

Ed ecco una prima ondata di ricordi più personali. Cioè l’aver sudato assai, nel 1987-1988, quando con Riccardo Mancini proponemmo a La nuova Italia una antologia di fantascienza per la media che poi uscì con il titolo «Imparare dal futuro» ed ebbe un discreto successo nelle scuole (non posso regalarla a Bart perché è esauritissima, ne ho a malapena una copia malandata per me). Sudammo molto per quella antologia non solo per la parte didattica e per qualche divergenza con l’eccessiva ortodossia della casa editrice ma anche nella scelta dei racconti. Pur con piccoli tagli, con qualche parola semplificata e con le note per spiegare i concetti più difficili, ci accorgemmo che non è semplicissimo trovare bei racconti di fantascienza adatti alla fascia 10-14 anni. La nostra scelta alla fine cadde su questi: «Il giocattolo di Mewhu» di Theodore Sturgeon (se il film «Et» ha rubato l’idea a qualcuno è da queste parti che dovete guardare); «I negri verdi» di Leigh Brackett; «Chephes 5» di Howard Fast (andando in alcune scuole scoprimmo che per i ragazzi era il racconto più inquietante); «L’uomo del bicentenario» di Isaac Asimov; «Uccello da guardia» di Robert Sheckley; «Cronopoli» di James Ballard (abbiamo osato troppo?); «Prima dell’Eden» di Arthur Clarke. Avremmo voluto mettere «Sentinella» di Fredric Brown ma l’editore ci suggerì di tenerlo per la successiva antologia, rivolta a ragazze/i delle superiori, e seguimmo il consiglio.

Tornando a Bart, dopo la mia prima risposta mi sentivo un po’ in colpa per aver consigliato pochi titoli e forse introvabili; così ho chiesto aiuto a una quindicina di amici-amiche (che di nuovo ringrazio) mettendo in moto una piccola valanga, nel senso che quasi tutte/i mi hanno risposto. Yuk-yuk, come dice Pippo quando vede le noccioline, perché vuol dire che il tema appassiona; ma sigh-sigh perché ho avuto da loro la conferma che, in Italia, poco si trova e che molti dei libri citati sono rintracciabili ormai solo nelle buone biblioteche.

Comunque ne è uscito un piccolo elenco che magari può interessare altre persone e dunque lo riassumo qui sotto. Se avete altre indicazioni… ovviamente sono graditissime.

A parte libri non strettamente di fantascienza (Lo Hobbit, Harry Potter, il ciclo di Shannara di Terry Brooks, Lo Scimmiotto di Wu Cheng’en) i consigli ondeggiano su Marion Zimmer Bradley, su un paio di vecchie antologie scolastiche («L’ora di fantascienza», «La sentinella e altri racconti») del genere bellino ma pallosetto, su «Una famiglia marziana» e«La tuta spaziale» (entrambi circolano anche con altri titoli) di Robert Heinlein e su «Il piccolo popolo» di Beam Piper. Poi ci sono i romanzi “juvenilia” di Asimov: tradotti solo in parte e tanto tempo fa. Un’amica e scrittrice consiglia il recente «La notte dei biplani» di Davide Morosinotto, che però non ho letto.

Poca roba. E’ così anche altrove o è un fenomeno soprattutto italiano? Non saprei dire ma forse può stimolare una riflessione sullo stato della fantascienza (o sul settore scolastico) per ragazze/i in Italia. O magari qualcuna/o di noi potrebbe proporre a un editore coraggioso di ri-fare esperimenti.

Però mi assale un’altra ondata di ricordi, ovvero quando io ho cominciato a leggere fantascienza. Se ho fatto bene i conti era l’estate del 1961, dunque stavo per concludere i 12 anni. Mi ammalai mentre ero al mare e un vicino di casa che aveva la passionaccia (e la collezione) mi rifilò 4 Urania. Quasi giurerei che erano «Cristalli sognanti» di Sturgeon, «Tele-homo sapiens» di Wilson Tucker, «Schiavi degli invisibili» di Eric Frank Russell e «Le onde del Sahara» (ovvero «Il popolo segreto» di John Wyndham). Fu una scossa e da allora… tremo ancora. Forse ero un dodicenne strano ma certo fui un ragazzo fortunato. Tanti auguri Bart, che le galassie ti siano amiche.

Redazione
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7 commenti

  • Utile l’articolo di db, non solo per ragazzi ma anche per quelli, come me, che sanno poco di fantascienza e quel poco che sanno lo debbono a db..
    Molto carino il modo di presentare il tema e l’augurio finale.
    Suggerimento a db, perché non scrivi “La fantascienza spiegata a mio figlo”? 🙂

  • Dici che è ancora troppo piccino per il ciclo della fondazione ?
    Forse fra un annetto o due … perchè anche come serie di avventura è bellissimo.

  • Ehi DB! Ma il finale l’hai copiato dall’autobiografia di Ray Bradbury “Lo zen nell’arte della scrittura”? 😀 Ciao! Mari

    • ehi Mari, non l’ho neppure letto
      davvero Bradbury il telepate mi ha rubato una frase? se lui non fosse un vecchietto lo menerei
      (e ora mi tocca pure leggerlo, mannaggia)

  • Salvatore Proietti

    Ciao, qui ci sono (almeno) due domande in una.
    Quella piu’ facile, sulla situazione contemporanea estera: si’, esiste una SF per (come si dice) young adults. A differenza dello standard di molta fantasy, lettori e lettrici di questi romanzi sembrano in cerca di storie tutt’altro che consolatorie. Ci si rivolge alla SF, pare, per fare i conti con la realta’, senza edulcorarla con draghi, crociati e principi/esse. Sono sempre storie di crescita, come e’ giusto, ma spesso si tratta di distopie: un paio di libri di Cory Doctorow sono usciti anche in Italia, e forse li’ c’e’ il meglio. Non ho visto/letto nulla di The Hunger Games, ma anche quella e’ una distopia; un paio di nomi fra quelli tradotti: Scott Westerfeld e Ann Halam/Gwyneth Jones (in versione femminista). Ma il campo sta crescendo. Gli angloleggenti possono guglare “young adult” e “science fiction” e troveranno liste presenti e passate in quantita’.
    Occhio che di solito si parla gia’ di un’eta’ lievemente superiore agli 11 anni.
    Appunto, la seconda domanda, non facile perche’ io (come Daniele) alla fine ho scoperto la SF in ordine sparso: nello storico pacco di Urania passatomi (in effetti, a 11 anni) da mia madre, da cui tutto inizio’, c’erano anche Sheckley, Dick e Ballard come per te Sturgeon. Insomma, quei due ragazzi (DB e SP) non hanno cominciato necessariamente leggendo roba “per ragazzi”.
    E un/a 11-12enne ha comunque (che noi lo sappiamo o no) un po’ di cultura fantascientifica nata da film, serie tv, fumetti, giochi. Per cui, forse si’, fra i classici, quel che c’e’ in libreria (Asimov, Heinlein, Bradbury, la Guida galattica di Adams, Le meraviglie del possibile) puo’ essere un inizio. E i nonni Verne e Wells fanno sempre bene.
    Arrivato/a ai 12-13 anni, i libri contemporanei, magari, li scopriremo anche noi assieme a lui/lei, se ci andra’. L’unica cosa che possiamo trasmettere, in fondo, e’ la NOSTRA voglia di SF… O no?
    ps: nella fantasy, oltre a Le Guin, qualche altro nome affermato ma piu’, recente, e di qualita’: tutto di Pratchett e Pullman, molto di Gaiman, almeno un Mieville. Meritano.

  • AB come DB e SP: anch’io a 12 anni (“twelve is the golden age”, mi pare abbia scritto qualche studioso sostenendo che quella è l’età in cui si forma il nostro gusto in materia di letture) e anche per me non si trattò di libri concepiti appositamente per bambini. Il mio trittico fu “Preludio alla spazio” di Arthur C. Clarke, “La via della gloria” di Robert A. Heinlein e l’antologia “Asimov Story” in un volume unico, ovviamente di Isaac Asimov.

    Quest’ultimo è un capolavoro non solo per le opere, ma anche (se non soprattutto) per la vividezza con cui il Buon Dottore (evviva, finalmente l’ho scritto anch’io!) tratteggiò la sua formazione come autore di fantascienza, dalle letture delle riviste nell’emporio del padre alla partecipazione al fandom, fino all’attività professionista e la morte di John W. Campbell jr. Insomma, era l’estate del 1982 e mentre in televisione c’erano Italia-Brasile 3-2 e Italia-Germania 3-1 in Espana, io m’immedesimavo nei Futurians degli anni ’40 a New York. Poco dopo presi un’Olivetti che era stata di qualche parente e cominciai a scrivere… la storia della fantascienza, sic. Assurdo!

    … Però tutto questo non sarebbe successo se mia madre non mi avesse letto in precedenza, invece delle classiche favole per farmi addormentare, racconti da “Le meraviglie del possibile” e poi “Cristalli sognanti” di Theodore Sturgeon, “Cronache marziane” di Ray Bradbury. La mamma è sempre la mamma.

    SP ha scritto bene che quello che si può trasmettere è la voglia di fantascienza, il che probabilmente sottintende una serie di valori. Quali, chissà: probabilmente quelli legati al desiderio di esplorare “il mondo oltre la collina”, quindi interesse per la ricerca, rispetto per il mistero, desiderio dell’incontro con l’altro da noi, che poi può divenire scontro (quando va male) oppure incontro (quando va bene). Insomma, valori comprensibili e commestibili anche a 12 anni.

    Evviva le amiche galassie!

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