FASCE

(roba del Pabuda)

azz! l’avevo letto
tempo fa
ch’avevano abolito 
le fasce protette
alla tv…


l’avevo letto
su un giornale
o su uno di quei blog.
ma, adesso, boh…
chi ci va a pensare,
uno mica se la può
immaginare
una roba simile…
alla tv di stato
per di più!
e poi… è l’antica abitudine
o la recente disabitudine,
non so.
son lì che mi faccio
una piccola merenda
in solitudine
e che faccio,
così, senza pensarci
(dopotutto son le sette…),
per attutire un pochetto
quella sensazione
di deserto atomico, di perdita,
di spaesamento e abbandono
che ti prende
quando fai merenda,
in tinello, da solo?
accendo
la scatola pei tonti
(solo un momento, penso)
e che c’è in onda?
ci sono Erdogan e Trump
che si fanno le moine,
da in piedi,
in mondovisione
e colla traduzione!
ma non avevano promesso
le televisioni
(pubbliche e private)
ch’avrebbero mantenuto,
ben visibile, il bollino rosso?
io non l’ho visto
né a sinistra né a destra
del teleschermo:
mi son beccato
senza alcun preavviso quei due
e la michetta
coi peperoni il paté di olive
i funghetti e le acciughe
m’è andata di traverso:
non esagero: son vivo per miracolo.

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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