Fra una guerra e una pietra: che succede?

Un testo di Donata Frigerio e un appello urgente sui minerali clandestini

Cipsi-MineraliClandestini

Che succede?

Succede che le guerre, in alcune zone del mondo, per esempio nella Regione dei Grandi Laghi in Africa, siano legate al traffico illegale dei minerali preziosi.

Succede che abbiamo bisogno, in tutto il mondo, di quei minerali che fra l’altro sono indispensabili al buon funzionamento dei nostri prodotti ad alta tecnologia. Per intenderci computer, telefoni, smartphone, l’alta tecnologia nelle auto… e tanto altro ancora.

Succede che vogliamo pagare il meno possibile la batteria superperformante del nuovo pc, telefono, tablet; e vogliamo che resti carica per un giorno o più.

Succede che le zone minerarie siano gestite da militari e ribelli, in guerra.

Succede che militari e ribelli acquistino armi rivendendo illegalmente minerali e ci guadagnino, sfruttando i minatori e senza pagare tasse allo Stato.

Succede che alle aziende multinazionali non importi chi venda i metalli in questione (coltan, oro, stagno, tungsteno ecc) e a quale prezzo di diritti umani. Loro acquistano minerali e basta.

E succede che tutto questo sia funzionale a un mercato come “il nostro” che, in nome del dio denaro, se ne fa un baffo di pace, diritti umani, pace, libertà.

Succede che molte persone non sappiano e che a molte altre stia bene così.

Ma succede anche la società civile degli Usa (sì, gli Stati Uniti d’America) ottenga dal proprio governo una legge che obblighi la certificazione “War Free” – cioè «non proveniente da zone di guerra» – sui minerali suddetti che vengano acquistati in Congo da ditte statunitensi.

Succede che l’Unione Europea decida di fare lo stesso (dopo anni di pressione dalla società civile europea) estendendo a qualunque Paese, non solo al Congo quella certificazione “War Free”.

Ma…

ma la legge che si propone per la Ue è solo su base volontaria, non obbliga a utilizzare minerali legali e si applicherebbe solo alle aziende importatrici e alle fonderie e solamente su 4 minerali.

Il 19 maggio il Parlamento Europeo voterà la proposta di legge.

In molte e molti stiamo chiedendo che quella certificazione sia obbligatoria per chiunque e non sia legata soltanto a 4 minerali.

Però… 395 europarlamentari non sono convinti della bontà delle nostre proposte. E vanno convinti. Entro il 19 maggio. Possiamo provarci spedendo loro una mail, attraverso il sito http://www.justicepaix.be/minerali-di-conflitto/

Una legge efficace contribuirà a ristabilire la pace!

CLICCA SUL SITO DELLA CAMPAGNA EUROPEA

http://www.justicepaix.be/minerali-di-conflitto/?step=2

E FAI GIRARE QUESTO APPELLO

11 mag 2015 — In vista del voto, il prossimo 19 maggio, al Parlamento europeo, della legge sull’importazione di minerali provenienti da zone di conflitto, un collettivo di Associazioni europee, di cui facciamo parte, ha indetto una spedizione diretta di mail ai 358 eurodeputati dei 3 principali gruppi parlamentari che, il 14 aprile scorso, durante l’ultimo incontro della Commissione per il commercio internazionale (Inta) hanno bloccato le nostre proposte di modifica.
Secondo noi e secondo moltissimi amici africani, affinché tale legge contribuisca realmente a rompere il legame esistente fra il commercio illegale delle risorse naturali e i conflitti, essa dovrebbe essere applicata in maniera obbligatoria, e non volontaria, a tutte le risorse naturali ed estesa a tutte le imprese europee che introducono sul mercato europeo prodotti contenenti minerali estratti in zone di conflitto.
Per aderire all’iniziativa, eccone il link, in lingua italiana, sul sito di Giustizia e Pace del Belgio:
http://www.justicepaix.be/minerali-di-conflitto/
Basta clikkare sul tasto rosso «scrivi ai parlamentari…» firmare con il proprio nome, cognome e nazione, poi inviare. Attendere un momento e apparirà la dicitura: «L’e-mail è stata inviata con successo».
Abbiamo tempo fino al 19 maggio
Vi prego di diffondere ampiamente l’iniziativa ai vostri contatti.
Buon lavoro e grazie.
«Minerali clandestini»: una campagna promossa da Chiama l’Africa, Rete Pace per il Congo, Cipsi, Maendeleo.

http://mineraliclandestini.it/

 

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

2 commenti

  • Daniele Barbieri

    Il 19 maggio il Parlamento Europeo voterà la proposta di legge.
    M A N C A N O P O C H E O R E
    perciò leggete e se siete d’accordo firmate, linkate, fate girare…

  • Daniele Barbieri

    Intato una buona notizia. L’Europarlamento ha approvato – con 402 sì, 118 voti contrari e 171 astenuti – una norma che impone la certificazione obbligatoria per i minerali provenienti da zone di conflitto. La notizia è a esempio sull’agenzia Misna (con il titolo: EUROPA, STOP AI MINERALI PROVENIENTI DAI CONFLITTI).
    Presto ci sarà – qin bottega – un articolo più dettagliato, anche perchè si tratta del primo passo di un lungo cammino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.