Giallo-noir: Don Winslow e Ian Holding

di VALERIO CALZOLAIO

Calexico. Primi mesi del 2009. L’adorabile Ophelia O, leale piuma di 1,65, bel visino, capelli biondi, tette piccole, piercing alla narice, tatuaggi vari, una bomba a letto, senza lavoro né altri interessi che maria e sesso, ha una madre bella e folleggiante, scopa con Chon e fa l’amore con Ben, gli amici 25enni della sua vita, ricchi grandi produttori di meravigliosa Cannabis idroponica in varie miscele di indica e sativa. L’operativo John “Chon” è alto spigoloso muscoloso, disciplinato allenato nichilista, già guerreggiante ovunque, addestrato dalle forze speciali della marina, padre un 14ennio in galera, madre dispersa. Lo stratega Ben Carver ha una doppia laurea a Berkeley in botanica e in marketing, alto magro castano, iperriflessivo scacchista non-violento, genitori entrambi psicanalisti, sinistri ecologisti libertari. Vivono a Laguna (ma Ben è spesso a gestire opere caritatevoli in paesi poveri di altri continenti), giocano insieme a pallavolo e beachvolley, fumano e fanno fumare roba di qualità, hanno un fiume di denaro finché…quelli del cartello della Baja, il pessimo Lado in California caposervizio della regina Elena a Tijuana in Messico…li minacciano con un video di sette decapitati: vogliono comandare loro. Provano a negarsi ma rapiscono O. I due si assoggettano e provano a fregarli, fino alla battaglia finale. Da quel che si è potuto leggere, Don Winslow (“Le belve”, Einaudi 2011: pag. 454, euro 19,50; in originale “Savages” 2010, traduzione di Alfredo Colitto) è il miglior americano dell’ultimo decennio, ovvero: non ha protagonisti seriali ma ogni volta vorresti che i personaggi (vivi o in punto di morte) ritornino, ogni romanzo ha un suo stile compatto originale diverso dal precedente e da ogni altro, i dialoghi sono mitici, godi e ti documenti o almeno impari qualcosa senza cattedre, cento altri fiori. Folk e hamburger.

 

Ian Holding

Uomini e bestie

Edizioni e/o 2011, pag. 237 euro 18

Originale 2010, traduzione di Claudia Valeria Letizia.

Zimbabwe. Scene del genocidio, le brutali cicatrici del vetriolo. Lui si trasferisce da un frutteto abbandonato a un orto abbandonato, è bianco e viene catturato da tre tipacci, preso con un cappio al collo, passato di sequestratori (neri) in sequestratori, finché non gli caricano un trabiccolo per trasportare una donna incinta attraverso gli incubi della città devastata da violenze e dolori, fumi e puzze, rovine e saccheggi. Ian Holding è un insegnante 33enne di Harare, il suo secondo romanzo tratta di Uomini e bestie, niente dialoghi, inizio impacciato, poi un racconto-diario crudo e desolato. Pannocchie di mais e clamori di guerra (civile). La nuova letteratura africana è tutta da scoprire.

UNA BREVE NOTA

Appuntamento con le recensioni giallo-noir di Valerio Calzolaio che in prima battuta escono su “Il salvagente“.

 

Redazione
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