Giancarlo Biffi: i cuccioli del pianeta

Anche questa settimana ospito un articolo di Giancarlo Biffi. E’ la terza volta. E spero non finisca qui ma diveti un appuntamento fisso tra il mercoledì e il giovedì di ogni setimana.

Gaia e Viola sono due bambine, rispettivamente di 4 e 5 anni che frequentano la Scuola Materna, hanno negli occhi una gioia di vivere contagiosa. La mamma si toglierebbe il pane di bocca e il babbo sarebbe disposto a fare anche tre lavori pur di farle crescere nel migliore dei modi. I genitori di Gaia e Viola non sono gli unici disposti a fare dei sacrifici, sono tante le mamme e i padri che sognano un domani di prosperità per i propri figli ma che allo stesso tempo s’accorgono sempre più che così non sarà, che il futuro dei loro bimbi non dipende esclusivamente dal loro fare ma anche e soprattutto dall’investimento sull’infanzia dell’intera comunità. Quel che pare strano è che con così tanti genitori pronti a tutto per il benessere dei figli, noi si viva (o meglio si muoia) in un Paese che non sta progettando alcun domani, né per se stesso né tanto meno per i suoi bambini. Viviamo in un mondo fatto di persone che trattano i beni della terra come se scaturissero da una fonte inesauribile, mentre sappiamo bene che così non è: il degrado del nostro pianeta ha raggiunto livelli impensabili solo qualche anno addietro, un processo inarrestabile di distruzione del pianeta che va di pari passo col degrado civile e morale del nostro Paese, in cui prepotenza e arroganza pesano sulla bilancia dello stare assieme molto più che pazienza e tolleranza. Non c’è il mio o il tuo bimbo, ci sono i nostri bambini ed anche chi non ne ha, non può non farsi carico di questa responsabilità. Se i bimbi sono il seme del mondo allora come tali bisogna trattarli, senza troppa retorica né furbizia, né accalappiandoli unicamente come consumatori. Il nostro mondo non può avere come unica regola quella del profitto. Un presente senza prospettive è la morte per ogni individuo; difendere, proteggere, curare i cuccioli d’uomo non è solo compito di padri e madri, ma della collettività nel suo insieme. È da qui che inizia la partita per un mondo migliore, è dall’attenzione che diamo oggi ai loro cuori, teste, gambe che avremo domani degli adolescenti e poi delle donne e degli uomini in gamba. Solo migliorando la qualità morale e sociale del nostro presente c’è la possibilità per Gaia e Viola di sperare in un futuro meno feroce. Solo pensando veramente a loro, corriamo il “rischio” di fare un gran regalo pure a noi.

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