Ginestre, comuni e comunità

Per favorire uno scambio tra i percorsi di queste amministrazioni, la Rete dei comuni solidali, in collaborazione con l’Associazione dei Comuni virtuosi e la redazione di Comune, promuove il 26 maggio una grande iniziativa in un angolo di mondo costellato di ginestre, rinato e trasformato in comunità grazie ai migranti: Riace.

a cura della Rete dei comuni solidali

All’attenzione di Sindaci e Amministratori, Collaboratori, Cittadini, Simpatizzanti e Amici:
Incontro a Riace Sabato 26 Maggio:
In collaborazione con l’Associazione Comuni Virtuosi e Comune-info

Assemblea Riace: il programma completo

A Maggio tutta la costa Ionica è costellata di ginestre, un colpo di colore giallo che contrasta con il blu del mare. Alla fine di un lungo inverno sarà l’occasione per guardare finalmente all’estate. Dopo settimane politicamente travagliate ci incontreremo per confrontarci e cercare insieme delle modalità per proseguire.

Il prossimo anno, l’attuale sindaco di Riace Domenico Lucano, non potrà più essere rieletto e sarà perciò anche l’occasione per ascoltare la sua testimonianza: un percorso di tre legislature che hanno portato un piccolo Comune della Locride a diventare famoso in tutto il mondo. Ma sarà anche un momento di condivisione di pratiche virtuose con amministratori che hanno saputo investire sul turismo, sulle eccellenze del territorio salvaguardando i beni comuni e lavorando sulla “comunità”.

Si farà il punto sui progetti di accoglienza, sull’impatto avuto nel territorio fra immigrati e cittadini e non solo: spesso gli amministratori hanno pochi strumenti a disposizione – per lo più lasciati al buon senso e alle sensibilità personali – e si trovano impegnati a gestire un passaggio epocale.

Comuni (come Riace) che sono letteralmente rinati, grazie alle presenze dei migranti, salvando servizi, vedendo incrementare le nascite, amministratori che hanno saputo trasformare quello che per altri è un problema in un’occasione di riqualificazione del territorio. Nonostante la pesante campagna in atto, il nostro Paese continua a vivere un vero miracolo e ad essere promotore di un civile rapporto di convivenza. Un territorio tutto sommato tranquillo grazie alle buone pratiche sociali di tanti operatori, volontari e amministratori di Comuni che stanno traghettando verso il futuro un Paese sempre più multietnico.

Incontro aperto a tutti. Ospitalità (fino ad esaurimento posti) offerta nelle case del borgo di Riace.

 

Per informazioni: coordinamento@comunisolidali.org

Il Gruppo di Coordinamento Re.Co.Sol. (Rete dei comuni solidali)

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Un commento

  • domenico stimolo

    Quell’auto bruciata
    Chiara Sasso
    30 Ottobre 2020
    dal sito Comune info https://comune-info.net/

    Nella notte fra giovedì 29 e venerdì 30 ottobre a Palmi (Reggio Calabria) è stata bruciata l’auto e danneggiato il garage di Enzo Infantino, da sempre impegnato come volontario in missioni umanitarie, dall’Albania alla Grecia passando per Gaza, oggi anche con la Rete dei Comuni Solidali

    Nella notte fra giovedì 29 e venerdì 30 ottobre a Palmi (Reggio Calabria) è stata bruciata l’auto e danneggiato parte del garage di Enzo Infantino. La sua abitazione si trova a poca distanza. Enzo è stato svegliato per i rumori che provenivano dalla strada, i primi ad accorrere alcuni vicini. Da quando la notizia è stata pubblica si sono moltiplicati a valanga sui social dichiarazioni di stima e di affetto richiamando l’appartenenza alle sue idee: “Siamo tutti Enzo Infantino” “Chi tocca lui tocca tutti noi”. Hanno fatto a gara amici, associazioni di volontariato, partiti politici, cooperative sociali, circoli, rappresentanze sindacali ecc. Una grande dimostrazione di affetto e di stima che rischia di tramutarsi in un “santino”.
    Chi conosce Enzo apprezza il suo modo di essere sempre in sottrazione, non cerca ribalte, va dritto per la sua strada lavorando su obiettivi nei quali crede, lontano da facili esposizioni mediatiche. Sempre sul pezzo con rigore e determinazione. Da anni è impegnato come volontario in missioni umanitarie all’estero e nella difesa dei diritti umani.

    Nel 1999 durante la guerra nei Balcani ha svolto attività di sostegno nel campo profughi di Valona in Albania. Da giovane ha abbracciato la causa dei diritti del popolo palestinese e dal 2003 ha aderito al Comitato per non dimenticare Sabra e Shatila ed è stato più volte in Medio Oriente per denunciare la gravi condizioni di vita dei rifugiati.
    Con le stesse motivazioni di ricerca e difesa dei diritti è stato in Libano, in Siria, Cisgiordania e Striscia di Gaza. Dal mese di aprile del 2015, a seguito della chiusura della rotta dei Balcani, Enzo ha deciso di andare in Grecia in soccorso dei rifugiati fuggiti dal conflitto siriano. Questa ulteriore esperienza nei campi profughi in territorio greco lo ha spinto a intensificare il suo impegno nella denuncia per il mancato rispetto dei diritti umani garantiti dai trattati internazionali nei campi profughi come Idomeni, dove ha incontrato il piccolo Masun la cui storia è diventato un libro dal titolo Kajin e la tenda sotto la luna. Masun è un bambino di otto anni fuggito dalla Siria insieme alla mamma e alle due sorelle con la speranza di raggiungere la Germania dove si trovava il papà. Sogno che solo dopo molti anni ha potuto realizzare grazie alla costanza di Enzo che è riuscito in una impresa difficile.
    LEGGI ANCHE Enzo Infantino non è solo. Lanciata una raccolta fondi

    In Calabria Enzo ha accettato di essere referente per la Rete dei Comuni Solidali “Enzo si è sempre sporcato le mani, si è sempre speso per gli altri, lo abbiamo incontrato tra i migranti della piana di Goia Tauro, nelle lotte per il lavoro, negli accampamenti dei rifugiati nelle periferie di Europa, in ogni luogo in cui c’era bisogno di darsi da fare”. Dal settembre del 2020 è diventato presidente della Fondazione È Stato il vento. Ennesima scommessa che Enzo ha accettato davvero con spirito di servizio sapendo di procedere su terreni difficili della sua terra.

    Chiudiamo con le parole che venerdì mattina Enzo ha postato sulla sua pagina su facebook:
    “Mi sono battuto per tutta la vita per il riscatto delle classi subalterne, per i diritti dei popoli oppressi e degli esseri umani che fuggono da contesti di guerra e miseria. Ho difeso la mia terra dal cancro mafioso, dal malaffare e dalle ingiustizie, ed operato per ricordare vittime delle cosche come Rossella Casini. Ai criminali che sono abituati ad agire nel buio della notte rispondo con spirito sereno: non mi avete fatto niente”.

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