Giovanni Raboni: «La piazza»

70esimo appuntamento con “la cicala del sabato” (*)

La piazza

1.

Mi piace questa piazza. Più è deserta

e più mi piace. Posso popolarla

di chi voglio, incontrarci, camminando,

gli altrimenti introvabili.

C’è mio padre che pure, a quanto so,

da queste parti non c’è mai venuto

ma sembra contento di passeggiare

(lui diceva, mi ricordo, flâner)

sotto i portici, o di scrutare

l’interminabile crepuscolo

seduto a un tavolino del caffè

fumando lentamente

una delle sue Turmac con il filtro.

C’è mia madre, molto più giovane

di quando m’ha lasciato (dai vestiti

si direbbe persino che la guerra

debba ancora scoppiare):

sta aspettando l’autobus, forse,

o forse invece guarda i manifesti

della stagione di prosa, stupita

da tutti quegli attori e quelle attrici

che non ha mai sentito nominare.

E c’è, appena in ritardo, mio fratello

al volante d’una vecchia MG

(sì, per lui si può fare un’eccezione,

aprire per un attimo al passato

l’isola pedonale),

così magro, così bello, un ragazzo

di cinquant’anni! e vedo che sorride,

che mi fa segno con la mano

come a dire “ci vediamo più tardi”

ma con l’aria di volersene andare,

di voler proseguire già stasera

per dove fa più caldo o c’è più neve.

2.

Oppure ecco di colpo le tue gambe

meravigliose sui primi tacchi alti

della tua adolescenza.

Ti spio fra una colonna e l’altra, è fuori,

è alla gran luce che cammini, svelta

e indolente, dandoti arie

d’avere i sedici anni

che non avrai che a maggio. Come sbanda

per tenere il tuo passo vittorioso,

con che delizia s’affatica

di decennio in decennio

a inseguirti fin dove non c’è traccia

né di me né di noi

la mia smodata tenerezza.

[da «Ultimi versi»]

(*) Dopo una settimana di assenza – e sono giunti ben tre msg di protesta – torna la cicala sabatina. A chi per la prima volta passa di qui ricordo che il sabato in bottega regna “cicala”: libraia militante e molto altro, codesta cicala da tempo – 15 anni – invia ad amiche/amici per 3 o 4 giorni alla settimana i versi che le piacciono; immaginate che gioia far tardi la sera oppure risvegliarsi al mattino trovando una poesia. Abbiamo raggiunto uno storico accordo: lei sceglie ogni settimana fra le ultime poesie che ha inviato quella da regalare alla “bottega” e io posto. Perciò ci rivediamo qui fra 7 giorni. (db)

Redazione
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